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Max Parisi

ESTONIA LETTONIA E LITUANIA SI RIBELLANO ALLA COMMISSIONE UE: NIENTE ''MIGRANTI'' DALL'ITALIA (COME VOLEVA BRUXELLES)

giovedì 11 agosto 2016

LONDRA - Ormai, che sapere cosa accade in Europa, e soprattutto come sta tracollando giorno dopo giorno la Ue, bisogna che gli italiani leggano la stampa anglosassone, tanto è feroce la censura nel loro Paese. La catastrofe migranti sta sbranando la Ue, ma per "l'informazione" italiana non esiste nè il problema nè le conseguenze nefaste del problema per la stessa esistenza dell'Unione euroepa.

Quindi, noi continuiamo ad informare l'Italia dall'estero.

Così, la notizia più rilevante è la continua crescita sempre più forte dell'opposizione al piano di ripartizione dei rifugiati voluto dalla UE e dopo Ungheria e Repubblica Ceca anche i Paesi Baltici stanno facendo sentire la loro contrarietà.

L'Unione Europea sta facendo pressione a questi Paesi per aprire le frontiere alle masse di africani provenienti prevalentemente - pensate - dall'Italia (via Libia) ma Estonia, Lettonia e Lituania hanno imposto dei criteri rigidi riguardo ai rifugiati a cui vogliono garantire il diritto d'asilo.

A tale proposito la Lettonia e' disposta ad accettare solo rifugiati con bambini e persone qualificate con esperienza e conoscenza delle lingue straniere e condizioni simili sono stare imposte anche da Estonia e Lituania.

Questa linea dura non e' andata giu' alla Commissione europea tant'e' che il suo portavoce Kristine Liepina ha ricordato che tale rifiuto puo' essere solo giustificato se una persona costituisce una minaccia per la societa' o per la sicurezza internazionale ma evidentemente per i Paesi Baltici questo non basta e a nulla e' servito il richiamo della Commissione in cui ha ricordato che dopo la Seconda Guerra Mondiale la Svezia ha accettato migliaia di rifugiati provenienti dai paesi baltici.

Ma la Commissione Ue è formata da individui dalla scarsa preparazione in fatto di storia dell'Europa, oppure in netta malafede: infatti, la Svezia aprì sì le frontiere ai rifugiati baltici, ma per il motivo che l'allora Unione Sovietica aveva imposto alla fine della Seconda Guerra Mondiale la dittatura comunista a quegli sfortunati popoli e quindi molti fuggirono per non finire dentro la gigantesca prigione che si chiamava U.R.S.S. allargatasi alle nazioni dell'Est Europa e appunto a Estonia, Lettonia e Lituania. Prigione comunista che rimase attiva dal 1945 fino all'agosto del 1991.

Comunque, l'Estonia si e' rifiutata di prendere parte al programma delle Nazioni Unite sui rifugiati e il suo ministro degli esteri Keit Pensus-Rosimannus ha dichiarato di recente che la vera soluzione consiste nel pacificare paesi come la Libia e combattere il contrabbando di esseri umani.

Questa posizione estone non e' affatto isolata tant'e' che lo scorso giugno il presidente lituano Dalia Grybauskait ha detto a Matteo Renzi che il suo paese non ha intenzione di dare nessun aiuto ai "migranti africani che arrivano in Italia dalla Libia".

Certo e' difficile obiettare a queste posizioni di buon senso e non e' un caso quindi se tale notizia, riportata dal Daily Express e riferita ora da noi, e' stata completamente censurata in Italia perche' darebbe parecchio fastidio al governo Renzi.

E ancor di più alla Commissione europea che avrebbe voluto imporre la propria folle politica sui migranti alle Repubbliche Baltiche, che però si sono ribellate e l'hanno mandata a quel paese. Stupidi, i membri della Commissione Ue: non hanno neppure pensato che questi popoli sono riusciti a conquistare la loro libertà contro l'Unione Sovietica, figurarsi se temono l'Unione europea.

 

GIUSEPPE DE SANTIS - Londra


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