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Max Parisi

BANCA D'ITALIA SCRIVE: ''PIU' DI 33 MILIARDI DI OBBLIGAZIONI SUBORDINATE AD ALTO RISCHIO POTENZIALE VEDUTI A PRIVATI''

giovedì 11 febbraio 2016

Questo genere di notizie non approda mai ai telegiornali italiani e tanto meno le si può leggere sui quotidiani. La ragione è semplice: fanno paura, paura che la gente reagisca. Veniamo ai fatti.

Secondo un rapporto scritto ieri, 10 febbraio, dalla Banca d'Italia, non esattamente da un misconosciuto centro studi vattelappesca, le famiglie italiane detengono quasi la meta' dei 67 miliardi di euro di obbligazioni subordinate emesse dalle banche italiane. Si tratta, quindi, della bellezza di oltre 33 miliadi di euro di risparmi ad altissimo rischio d'essere completamente distrutti dal "bail in" sottoscritto dal governo Renzi qualche mese fa con una leggerezza e una superficialità indegne perfino di una Repubblica bananiera sudamericana.

Il rapporto di Banca d'Italia - ripetiamo: opportunamente nascosto all'opinione pubblica italiana - sottolinea in particolare "i rischi potenziali per i piccoli risparmiatori in caso di crisi bancarie: gli istituti di credito italiani infatti da molto tempo hanno l'abitudine di piazzare alla loro clientela una parte consistente delle proprie obbligazioni dette junior, sinonimo di subordinate".

"Si tratta di titoli che, in caso di fallimento, - aggiuge Banca d'Italia -  non sarebbero rimborsati che dopo il debito senior e tutti gli altri creditori". E cioè: mai.

Banca d'Italia lancia, quindi, l'allarme sul concreto rischio rappresentato per i piccoli risparmiatori da questo tipo di obbligazioni acquistate quasi sempre in filiale dietro "consiglio" del funzionarietto della sede a sua volta "stimolato" a piazzare queste vere e proprie bombe innescate dentro i portafogli di ignare famiglie fiduciose del loro "direttore" o casomai del suo "vice" se non addirittura dell'impiegato di sportello che sempre è "una così brava persona..."

Invece, tutte queste "brave persone" hanno venduto a ignari correntisti privati italiani obbligazioni subordinate (per più di 33 miliardi di euro!) il cui pericolo di una vera e propria confisca e' stato drammaticamente portato alla ribalta alla fine del 2015 quando il governo Renzi ha varato il decreto "salva banche" per evitare la bancarotta di quattro banche regionali (tutte in Regioni amministrate dal Pd)  in dissesto.

Eh, già, perchè  il meccanismo finanziario del salvataggio ha obbligato i risparmiatori (del tutto all'oscuro del rischio, quando furono loro vendute dalle banche in questione tali obbligazioni-killer) a contribuire con i loro soldi investiti in queste malefiche obbligazioni subordinate al "salvataggio" degli istituti, portando così alla perdita di 430 milioni di euro per 12.500 risparmiatori che avevano investito nei titoli "junior", bel nomignolo scovato apposta per rendere simpatico un investimento dai connotati truffaldini.

Il rapporto di Bankitalia sarebbe dovuto restare riservato, ma il suo contenuto e' stato rivelato dall'associazione di difesa dei consumatori Adusbef che scrive: alla fine dello scorso mese di ottobre, le famiglie italiane detenevano titoli bancari di questo tipo per 31 miliardi di euro, cioe' il 46 per cento del totale, precisa Adusbef nel tonante silenzio "dell'informazione" italiana.

C'è infine da aggiungere che la Banca d'Italia si e' apertamente pronunciata per il divieto di vendita delle obbligazioni "junior" ai piccoli clienti degli istituti di credito, ma intanto i "banchieri" italiani continuano a farlo.

Oggi, in un epico giovedì di febbraio, la Borsa è schiantata al suolo, e le banche italiane sono tutte precipitate, chi perdendo il 16% come Ubi, chi il 10% come Mps, chi l'8,26% come Unicredit.

E ora, i 33 miliardi di euro di risparmi delle famiglie italiane investiti in obbligazioni subordinate sono davvero - davvero - in pericolo.

Redazione Milano 


BANCA D'ITALIA SCRIVE: ''PIU' DI 33  MILIARDI DI OBBLIGAZIONI SUBORDINATE AD ALTO RISCHIO POTENZIALE VEDUTI A PRIVATI''




 
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