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Max Parisi

INCHIESTA BANCHE / ALMENO 20 BANCHE IN ITALIA SONO IN CONDIZIONI TREMENDE (PUBBLICHIAMO L'ELENCO) ORA SIETE AVVISATI

martedì 11 aprile 2017

Il sistema bancario italiano, grazie anche alle folli politiche economiche messe in atto dai governi Monti in poi, è ormai ridotto al collasso, con una situazione riguardante i crediti marci pari a quelli di un conflitto mondiale.

In base all’analisi compiuta dal Centro Studi Mediobanca, 1 banca su 5, pari a 114 istituti, è fortemente a rischio solvibilità e di queste, ben 24 hanno il cosiddetto indice Texas Ratio superiore a 200. Per i non addetti ai lavori, il Texas Ratio è una formula relativamente semplice per valutare la solidità di una banca ed è dato dal seguente rapporto tra i prestiti “non performanti” (non-performing loans) e la somma di “capitale netto tangibile” (il valore del capitale netto diminuito dell’importo delle immobilizzazioni immateriali) e riserve per perdite su crediti”.

Se il valore che esce dal rapporto è superiore a 100, la banca naviga in pessime acque e dovrebbe aumentare il suo patrimonio o vendere i crediti marci. Sappiate che in Italia esistono banche con un indice a 777%, ovvero sette volte il valore soglia di pericolosità. Tra le banche più pericolose, è bene far notare, non ci sono solo piccoli istituti locali, ma anche colossi come UnipolBanca (380,3), il cui indice è ben più alto di Veneto Banca (238,5%) e Popolare di Vicenza (210,9%), due istituti che da tempo fanno preoccupare azionisti e risparmiatori vista la loro situazione considerata “drammatica”. Per la cronaca, avete sentito campanelli d’allarme per UnipolBanca? Noi no, ma sarà sicuramente un caso che UnipolBanca faccia parte della galassia rossa al pari di Monte dei Paschi di Siena.

La situazione è quindi sistemica e non circoscritta a poche banche mal gestite. Il punto è che se la crisi è sistemica, forse qualche responsabilità ce l’ha pure il mondo politico, che con le sue scelte in campo economico ha portato l’italico stivale ad una contrazione di pil, ricchezza e consumi come non si vedeva dalla fine della seconda guerra mondiale.

Il tutto per assecondare le assurde richieste provenienti da Ue e Germania, improntate alla più ottusa austerità di stampo neoclassico.

A proposito di teoria neoclassica e delle sue equazioni matematiche che spiegano la realtà, è interessante notare come un fisico, Francesco Sylos Labini, si sia preso la briga di verificare se le teorie economiche hanno avuto riscontro nella realtà  o meno. Ora: in fisica, se una teoria non trova riscontro mediante esperimenti  viene accantonata o modificata; in campo economico ci si limita a dire che la “teoria è corretta, ma la realtà non l’ha seguita”, facendola scadere a materia da astrologi più che da scienziati. Secondo la sua ricerca, nessuno degli assunti presenti nelle teorie sviluppate dagli economisti neoclassici ha trovato riscontro nella realtà e ciò nondimeno essi continuano ad essere utilizzati come dogma assoluto da intere classi politiche ed accademiche, facendo strame del principio scientifico sviluppato da Galileo Galilei.

I casi, a questo punto sono due: o i politici ed i loro consiglieri sono degli incapaci, oppure sono in malafede e perseguono interessi divergenti da quello pubblico. In entrambi i casi sono inadatti a ricoprire le cariche che occupano.

Il problema banche è, quindi, una conseguenza di un problema ben più grave e profondo: quello di una classe politica incapace di svolgere il compito che le è stato affidato, che è quello di garantire il benessere dei cittadini e non quello di un mitico “mercato” che in realtà non esiste se non in assurdi modelli matematici privi di fondamento, ma che sono estremamente utili per drenare ricchezza e risorse dai cittadini a favore di una ristrettissima élite finanziaria. Un po’ quanto accadeva in Francia prima della rivoluzione. Appunto, prima.

 

Di seguito l’elenco delle 20 banche più a rischio: (NOME BANCA E A FIANCO TEXAS RATIO)

 

1 BANCA DI TERAMO DI CREDITO COOPERATIVO 777,2

 

2 CASSA DI RISPARMIO DI CESENA 593,5

 

3 UNIPOL BANCA 380,3

 

4 BANCA ATESTINA DI CREDITO COOPERATIVO 343,1

 

5 BANCA DI PISTOIA - CREDITO COOPERATIVO 306,5

 

6 CREDITO SALERNITANO - BANCA POPOLARE DELLA PROVINCIA DI SALERNO 268,4

 

7 BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA 262,6

 

8 BANCA DI CREDITO COOPERATIVO "SEN. PIETRO GRAMMATICO" - PACECO 246,8

 

9 CASSA RURALE VALLI DI PRIMIERO E VANOI 246,3

 

10 CASSA RURALE DELLA VALLE DEI LAGHI 244,7

 

11 CASSA DI RISPARMIO DI SAN MINIATO 240,0

 

12 CASSA RURALE MORI-BRENTONICO-VAL DI GRESTA 239,3

 

13 VENETO BANCA 238,5

 

14 CASSA RURALE DI ROVERETO 234,5

 

15 BANCA CARIM - CASSA DI RISPARMIO DI RIMINI 232,5

 

16 BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI CASTEL GOFFREDO 227,6

 

17 BANCA PER LO SVILUPPO DELLA COOPERAZIONE DI CREDITO 223,0

 

18 BANCASCIANO CREDITO COOPERATIVO 221,8

 

19 BANCO POPOLARE 217,9

 

20 BANCA POPOLARE DI VICENZA 210,9

 

Luca Campolongo

 

Fonti:

http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2017-03-24/quelle-114-banche-che-hanno-sofferenze-e-incagli-che-superano-capitale--201607.shtml?uuid=AE6qY5s&refresh_ce=1

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/19/economia-neoclassica-scienza-o-pseudoscienza/2739438/

 


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