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Max Parisi

TUTTE LE REAZIONI MONDIALI ALLA VITTORIA DI TRUMP E IL PLAUSO DEI PARTITI E MOVIMENTI NAZIONALISTI D'EUROPA

mercoledì 9 novembre 2016

Nella notte americana, quando Donald Trump è salito trionfante sul palco dell'Hilton Hotel di New York fra gli applausi dei suoi sostenitori, i due maggiori quotidiani americani, Washington Post e New York Times hanno titolato in modo identico sulle loro homepage: "Trump Triumphs" (Trump trionfa). E il Nyt aggiunge: "Scioccante risultato a sorpresa a favore di un outsider che è riuscito ad imbrigliare i voti di un elettorato scontento".

Mentre il Washington Post sintetizza: "Il businessman repubblicano vince la presidenza con uno stupefacente ribaltamento su Clinton". Anche il Wall Street Journal sottolinea lo "stupore" per la vittoria del candidato anti-establishment, "un apprendista della politica" che ha condotto una "campagna nazionalista" e sottolinea che l'esito del voto americano ha causato "un netto crollo" nelle borse asiatiche ed europee.

Oltreoceano il Financial Times parla di una "vittoria storica" per Donald Trump e ricorda che i Repubblicani "sfidando le previsioni", hanno preso il controllo del Congresso. Il britannico Times evidenzia i buoni propositi del candidato repubblicano: "Trump si impegna a ricucire le divisioni dopo la scioccante vittoria elettorale" e assicura che "tutti gli uomini e le donne finora dimenticati non lo saranno più".

Stesso registro per il Daily Mail, che parla di Trump "il pacificatore" e dà il "Benvenuto a Trumpland" con una foto scintillante del clan Trump: "La rivincita dei poveracci. La più incredibile campagna presidenziale della storia moderna si è conclusa con un'umiliante sconfitta per Hillary, per i sondaggisti, e per le elite del mondo degli affari, dei media e degli showbusiness".

Il settimanale tedesco Der Spiegel parla di una vittoria sorprendente che causa negli Usa una "significativa rottura" con il passato, ma sottolinea come "nel momento del suo maggiore trionfo", Trump si sia mostrato "umile".

Molto più esplicito l'altro settimanale tedesco "Die Zeit" che titola semplicemente: "Emergenza": Donald Trump "è stato considerato a lungo una barzelletta. Adesso è diventato presidente. Il mondo deve essere preoccupato per tutto quello che può venire in mente a quest'uomo imprevedibile".

Stessa lunghezza d'onda per il quotidiano francese Le Figaro: "L'elezione di Donald Trump fa precipitare il mondo nell'incertezza", mentre Liberation commenta: "Donald Trump, un presidente venuto dal nulla" e aggiunge: "Con il suo ingresso alla Casa Bianca il miliardario mette la parola fine a 8 anni di progressismo negli Stati Uniti".

Il quotidiano spagnolo El Pais definisce Trump "un populista dalla retorica xenofoba e antisistema", che ha sconfessato i pronostici e che con la sua vittoria porta il Paese verso l'ignoto". Il quotidiano libanese Annahar titola: "Trump il nuovo volto dell'America, la vittoria terremoto". "La vittoria del miliardario populista, che non ha alcuna esperienza politica, provoca un terremoto senza precedenti che sprofonda gli Stati Uniti e il mondo intero in una fase di estrema incertezza".

"Trump sorprende il mondo, e l'America va verso l'ignoto", è il titolo d'apertura di al Sharq al Awsat, principale quotidiano panarabo di proprietà saudita. "Il mondo si è svegliato oggi all'indomani del voto di 200 milioni di elettori americani nelle elezioni più strane e feroci della sua storia, La 'nuova America' va verso l'ignoto". "Trump trumps Hillary" scherza il China Daily nella sua edizione Usa: Trump fa briscola a Hillary.

Dal canto suo la stampa russa guarda con benevola attenzione all'elezione di Trump. Russia Today fa un ritratto del 45esimo presidente degli Stati Uniti, "che ha vinto al termine di una delle più difficili e controverse campagne elettorali della storia" ed evidenzia il braccio teso di Vladimir Putin all'America di Trump. La disponibilità del capo del Cremlino è sottolineata anche da Sputnik, che sottolinea anche un altro aspetto del voto: "La vittoria di Trump dimostra come l'intera classe politica di Washington e soprattutto i media più importanti non abbiano più assolutamente il polso della situazione". 

La vittoria di Donald Trump alle presidenziali Usa ha esaltato soprattutto - in Europa - i partiti nazionalisti e anti-migranti. E il nazionalismo anti-stranieri, anti-elite e anti-globalizzazione ha infuso speranza negli elettori in tutto il continente in vista delle prossime tornate elettorali.

Tra i primi a fare le congratulazioni a Trump per la vittoria la leader del Front National Marine Le Pen, candidata per le presidenziali francesi del 2017, che ha twittato commentando che adesso gli americani sono "liberi".

"La vittoria di Trump è il segnale che le persone nel mondo vogliono un cambiamento politico chiaro", ha dichiarato Beatrix von Storch, uno dei leader del partito tedesco di destra AfD, in costante crescita di consensi nel Paese.

Il numero uno della destra nazionalista anti silamica olandese Geert Wilders ha scritto al neo eletto presidente degli Stati Uniti su Twitter: "La tua vittoria è storica anche per tutti noi!".

"Passo il testimone a @RealDonaldTrump! Tutte le mie felicitazioni. Avete portato avanti una campagna coraggiosa", ha scritto su Twitter il leader del partito No UE e anti-immigrazione britannico Ukip Nigel Farage, vincitore morale del referendum sula Brexit in Gran Bretagna. "Sembra che il 2016 sia l'anno delle due grandi rivoluzione politiche. Pensavo che la Brexit fosse qualcosa di grande. Bene, sembra che ci si orienti verso qualcosa di più grande ancora", ha aggiunto.

E in Italia Matteo Salvini, leader della Lega: "Eravamo in pochi a crederci, abbiamo fatto bene a crederci alla faccia di politologi, giornalisti, finanzieri. E' una giornata storica, il 9 novembre segna cambiamenti epocali in positivo per la pace nel mondo, per l'interesse dei cittadini italiani e del mondo: Sono cambiamenti in negativo per speculatori e burocrati, non oso immaginare lo sconforto a casa Boschi, Renzi e di tutti gli 'hilaryani'".

Tra gli ammiratori di Trump anche il premier ungherese Viktor Orban e il presidente ceco Milos Zeman che si era schierato apertamente per il candidato repubblicano. Il capo dello stato della Repubblica ceca ha accolto con soddisfazione il risultato delle elezioni Usa e la vittoria di Donald Trump. A esternare l'opinione di Zeman, ci ha pensato questa mattina il suo portavoce, Jiri Ovcacek, che ha twittato: "I cittadini americani ci hanno insegnato, con la vittoria di Trump, come sia possibile sconfiggere i centri di potere dei media bugiardi e delle pseudo élite magniloquenti". Il portavoce del Castello di Praga ha poi aggiunto: "Dimostriamo anche noi cechi, nel 2018, di saper sconfiggere i media e le cosiddette élites".

Questo, in massima sisntesi, il quadro internazionale delle reazioni politiche a giornalistiche alla straordinaria ed epocale vittoria di Donald Trump diventato presidente degli Stati Uniti d'America con un larghissimo consenso elettorale e alla faccia delle calunnie, delle falsità e degli attacchi scomposti dei maggiori giornali mondiali e americani, che hanno propalato enormi falsità su di lui per danneggiarlo, arrivando al punto di fornire sondaggi truccati a favore della Clinton.

Ma Trump ha vinto. E i popoli d'America e d'Europa ora hanno una grande speranza in lui.

Redazione Milano


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