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Max Parisi

SENTENZA A MILANO / UCCIDERE E FARLA FRANCA

MILANO, 19 MAR - Riconosciuta responsabile di concorso in omicidio, dovra' soltanto risarcire i danni ai

familiari della vittima. E' la 'singolare' sentenza emessa a carico di una donna di 29 anni, Stefania Citterio: secondo le

indagini, sarebbe stata lei la prima ad aggredire Luca Massari, il tassista milanese che nell'ottobre 2010, dopo aver

investito un cane ed essere sceso dall'auto per scusarsi, venne brutalmente picchiato e ucciso, alla periferia di

Milano. Per lei oggi e' arrivata una condanna penale a 10 mesi per minacce e un'altra, ma ai soli fini civili, per

concorso anomalo nell'omicidio. Un verdetto che ha stupito anche gli avvocati presenti in aula, ma che, pur nella sua

particolarita', ha una spiegazione logica e giuridica. I giudici della seconda sezione della Corte d'Assise d'Appello di

Milano (presidente del collegio Anna Conforti), infatti, hanno potuto accogliere solo il ricorso dei familiari di Massari,

rappresentati dall'avvocato Cristiana Totis, gli unici ad aver chiesto che venisse dichiarata la responsabilita' della

donna nell'uccisione, anche se ai soli fini del risarcimento danni, 'unica strada' per la parte civile.

La Procura, invece, non aveva presentato appello per chiedere la riqualificazione del reato da minacce a concorso

anomalo in omicidio, imputazione che aveva, invece, contestato in primo grado, formulando per la giovane una

richiesta di 21 anni di carcere.

Il 10 ottobre del 2010, il tassista Massari stava viaggiando lungo via Luca Ghini, alla periferia sud di Milano, quando

un cane fini' sotto la sua auto. Scese per scusarsi ma non fece in tempo, perche' venne pestato brutalmente, ando' in

coma e morì. Per quell'aggressione, il 14 luglio 2011, e' stato condannato con rito abbreviato (sentenza poi

confermata in appello) a 16 anni di carcere Morris Ciavarella, il giovane che, stando alle indagini del pm Tiziana

Siciliano, avrebbe sferrato ''gli ultimi due micidiali colpi'': una ginocchiata in faccia e una spinta violenta. Stefania

Citterio, fidanzata di Ciavarella, e il fratello Pietro Citterio erano stati condannati, invece, con rito ordinario nel maggio

2012 dalla prima Corte d'Assise di Milano: lei a 10 mesi per minacce e lui a 14 anni per concorso anomalo

nell'omicidio, incendio e lesioni.

La Procura di Milano, pero', in secondo grado non ha fatto appello sul reato contestato alla donna, ma solo per

chiedere un aumento delle pene: 11 mesi per lei e 14 anni e 5 mesi per il fratello. Impugnazione (presentata in aula

dal sostituto pg Maria Vulpio) che, tra l'altro, non e' stata accolta dai giudici. La Corte, invece, ha accolto il ricorso dei

familiari di Massari, che in qualita' di parte civile sostenevano la responsabilita' nell'omicidio di Stefania Citterio, come

descritta nell'imputazione originaria della Procura. Secondo le indagini, infatti, era stata proprio lei la prima ad

insultare e a picchiare Massari, gridando ''ti ammazzo, ti ammazzo''. Poi erano intervenuti il fratello e il fidanzato. Oggi

per l'imputata è arrivata la condanna al risarcimento per concorso anomalo in omicidio (il danno dovra' essere

quantificato in una causa civile), mentre e' rimasta ferma quella penale a 10 mesi per minacce. La pena per il fratello,

invece, e' stata limata al ribasso e portata a 13 anni. (ANSA).


SENTENZA A MILANO / UCCIDERE E FARLA FRANCA




 
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