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LE NOTIZIE CHE GLI ALTRI NON SCRIVONO
Max Parisi

Arriva l'onda nazionalista tedesca.

lunedì 25 settembre 2017

Le elezioni politiche in Germania, parlando dei clamorosi risultati emersi dalle urne, evidenziano innanzitutto quanto sia forte l'allarme della popolazione per l'inaccettabile presenza di quasi due milioni di migranti lasciati entrare in Germania tra l'estate e l'autunno del 2015 con un errore di dimensioni storiche compiuto da Angela Merkel. 

Il fatto che in Germania la disoccupazione sia bassissima, attorno al 5%, il fatto che lo stato abbia raggiunto la parità di bilancio - tanto incassa, tanto spende - il fatto che le industrie tedesche prosperino, che le esportazioni viaggino come missili, che l'euro abbia fatto arricchire i tedeschi come nessun altro nell'eurozona e che le banche tedesche siano state salvate con amorevole comprensione della Bce che solo per loro ha chiuso gli occhi, tappato le orecchie e imbavagliato la bocca - cosa di sicuro non accaduta con le banche greche, italiane, spagnole, portoghesi, irlandesi - non è bastato, all'elettorato della Germania che ha premiato non solo la nuova destra di AfD ma anche il partito liberale FDP - oltranzista anti euro e per il rigore assoluto dei conti della Ue. Nella tornata elettorale del 2013, i liberali non raggiunsero il limite minimo per poter entrare in Parlamento, ovvero il 5%. 

Questa volta, hanno sfondato il muro del 10% attestandosi all'11,3% con 80 deputati e con questo arrivando quarti, si noti, dietro AfD che invece partiva da zero ed è decollato al 13,3% con 94 deputati (i conteggi finali arriveranno come da tradizione in Germania almeno 15 giorni dopo il voto).

La somma dei voti di questi due partiti di destra porta alla conclusione che un quarto abbondante degli elettori tedeschi vota a destra senza se e senza ma, e un altro 30% abbondante vota il centro-destra della Cd-Csu.

Sulla carta, questo blocco sociale prima che politico è ampia maggioranza in Germania. Ma Angela Merkel non può o non vuole prenderne atto e agire di conseguenza, quindi c'è da attendersi lunghi mesi di instabilità politica con l'incertezza finale anche di nuove elezioni che darebbero ulteriore impulso alle destre. 

Il lettore, tuttavia, può domandarsi: ma alla fine, a noi in Italia che importa di quanto accade lassù in Germania? La risposta è una sola: all'apparenza niente, nella sostanza moltissimo. Quanto avviene in Germania riguarda direttamente la Ue, la Commissione (degli oligarchi) Ue, le decisioni della Bce sulle politiche valutarie dell'euro, e perfino gli orientamenti della Nato in Europa rispetto la Russia e il Medio Oriente e in tutti questi teatri l'Italia è presente, sebbene sia da decidere se da attore o da vittima.

Dato che la Germania, ovvero l'elettorato tedesco, ha sterzato a destra con vigore, altrettanto a destra andranno le politiche della Commissione Ue, che già adesso, a poche  ore dalle elezioni tedesche, ha mandato in soffitta - parlando non più di mesi, ma di anni - il progetto di "integrazione europea" caldeggiato da Macron e dalla Merkel. Inoltre, la Bce ha già annunciato che "per ora" il QE resta, ma proprio quel "per ora" segnala che a breve verrà stoppato. 

E non solo.

Il fallimento della "grande coalizione Cdu-Spd" uscito dalle urne teutoniche, con la Cdu che ha perso un quarto dell'elettorato del 2013 (dal 41% al 32%) e l'Spd di Martin Schulz che ha preso una legnata storica scendendo al 20% (è perso nella notte dei tempi un risultato altrettanto negativo) indica alle forze inciuciste italiane, il Pd e FI a trazione Berlusconi, che una equivalente "grande coalizione" dopo il voto della primavera 2018 porterebbe questi due partiti alla catastrofe. E d'altra parte, la perduta stabilità governativa in Germania impedirà alla medesima di impartire lezioni all'Italia dopo le urne 2018, dalle quali è assai probabile non uscirà un netto vincitore, stando alla attuale legge elettorale.

E dietro tutto ciò, c'è il programma politico della destra tedesca, portata in trionfo con quasi 100 deputati dagli elettori. Al primo punto, c'è la fine dell'euro, al secondo punto, c'è il drastico ridimensionamento del ruolo e del contenuto della Ue. Al terzo punto, c'è la difesa dei confini tedeschi dalle invasioni africane e di migranti da ogni dove. Al quasto unto, c'è la lotta senza quartiere all'islam in Germania. Abbastanza per dire: la Germania e l'Europa del 25 settembre 2017 sono e saranno sempre più pervase dal nazionalismo. L'Italia ha due possibilità: fare altrettanto, o subire quello degli altri. Se vorranno seguire l'onda nazionalista che arriva dalla Germania, non c'è alcun dubbio sul dafarsi: votare Lega.

Tra qualche mese, gli elettori saranno chiamati a deciderlo. 

Max Parisi

 

 



 
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