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LE NOTIZIE CHE GLI ALTRI NON SCRIVONO
Max Parisi

TRE PARTITI, STESSA BASE SOCIALE

lunedì 10 luglio 2017

Più che un rompicapo, la questione alleanze & legge elettorale è una grandissima rottura di coglioni. La situazione non è affatto complicata, è invece di una desolante semplicità: Berlusconi è in cerca di rivincite finali, Renzi di vendette finali, e l'Italia sta per finire schiantata. Detto questo, bisogna giocoforza voltare lo sguardo da un'altra parte.

E così è altrettanto semplice osservare che in campo restano solo due altri conglomerati politici: uno sta destra, ed è formato da Lega e Fratelli d'Italia più formazioni minori di destra e leghiste in centro Italia e Meridione riunitesi attorno a Noi con Salvini. L'altro sta altrove - e dico altrove perchè è proprio un "altrove" - ed è formato da una galassia sociale riassunta dalla sigla M5S. Questa galassia è composta da tanta, davvero tanta gente adulta, che vede nel Movimento 5 Stelle l'ultima speranza per provare a reagire e a risorgere dallo stato di disperazione sconforto e schifo per come sta andando l'Italia. Ad essa, si aggiungono aree giovanili formate per la maggioranza da ragazze e ragazzi istruiti, molti con ottima formazione scolastica, ma disoccupati, precari, disperati per non potere progettare alcun futuro. 

Ma c'è una cosa importante da aggiungere: queste due basi sociali dell'M5S sono sovrapponibili alle basi sociali di Lega e Fratelli d'Italia. I popoli elettorali dell'uno e dell'altro conglomerato appartengono al medesimo blocco. Chi non ha capito questo, non ha capito niente, di quanto sta avvenendo in Italia.

Le pretese aree di "centro" che un tempo votavano Dc e che dal 1994 al 2007 votarono Forza Italia, non esistono più, in quanto il ceto medio e la piccola borghesia sono state le due aree sociali ed economiche massacrate più di tutte le altre dalla crisi e dalle scriteriate e vigliacche politiche dei governi Pd degli utlimi anni.

I cosiddetti "moderati" sono diventati i più estremisti tra gli estremisti. Oggi, l'unico centro che riconoscono come proprio è quello del mirino del fucile con cui se potessero ammazzerebbero la stragrande maggioranza del ceto politico italiano. Berlusconi vaneggia, se crede di riportarli sotto il tetto del fu suo partito "liberale di massa" come per altro giustamente lo definì nei tempi andati.

Il quadro sociale del Paese è esplosivo. C'è una tensione, una rabbia, una voglia di menare le mani tra la gente, che solo un ciccisbeo della politica chiuso nei palazzi del potere pubblico e innaffiato da piogge di stipendi danarosi elargiti dallo Stato, non riesce nè a vedere, nè a capire.

Le ultime elezioni amministrative hanno dimostrato che c'è una maggioranza non di centro-destra, ma di destra, in Italia. E l'aspetto più interessante della questione è che la medesima maggioranza si costituirebbe sui medesimi contenuti politici (questione africana, disastro dell'euro e della gabbia Ue) se si creasse un asse Lega-Fdi-M5S. 

Berlusconi e Renzi possono tramare fin che vogliono, ma non possono sconfiggere la ribellione che anima la larga maggioranza degli elettori, specchio  sua volta della ribellione di vastissimi strati della società italiana.  Giovanni Toti lo ha capito. Non è un caso se Berlusconi nonostante il successo elettorale lo snobba. Toti non avrebbe difficoltà sostanziali a sedere al governo con un programma chiaro con chiunque ci stia ad attuarlo. M5S incluso. Toti a questo punto deve pensarci, a cosa vuole fare da grande. Prima che ci pensi qualcun altro e lo faccia fuori, politicamente parlando. Questo qualcun altro ovviamente è Berlusconi.

Anche Matteo Salvini ora deve puntare a molto più in là delle elezioni della prossima primavera. C'è da scrivere il programma del prossimo governo? Certo. Vogliamo dire che ci vogliono a dir tanto due ore, a metterlo nero su bianco? Il programma è quanto Matteo Salvini ripete - giustamente - da un anno almeno a questa parte, ed è lo stesso programma a cui fa riferimento Giorgia Meloni, ed è il medesimo che sottoscriverebbe già adesso Giovanni Toti, ed è al 90% quello che da più palchi e più post ha enunciato Beppe Grillo. 

Serve molto altro per capire che bisogna fare? Spero di no. Tre partiti, Lega, M5S, Fdi, espressione della medesima base socio-economica. Più uno, Forza Italia, che se si alleasse al Pd finirebbe distrutto. Ma nel quale un giovane avrebbe i numeri per evitarlo. Non so il coraggio. 

Max Parisi

 



 
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