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LE NOTIZIE CHE GLI ALTRI NON SCRIVONO
Max Parisi

Matteo Salvini vuole la stella di generale o preferisce rimanere capitano per tutta la vita?

martedì 7 giugno 2016

Il vero inequivocabile segnale che arriva dalle amministrative è che gli italiani cominciano ad averne fin sopra i capelli del signor Renzi. E il Pd di Renzi, dilaniato dalle faide a sinistra e smerdazzato dall'alleanza coi verdiniani, perde colpi: dall'asfaltare gli avversari è passato all'asfaltare la strada per il loro successo, come è accaduto a Roma con Virginia Raggi, a Napoli con Luigi De Magistris e a Milano, dove un illustre ed emerito sconosciuto qual era Stefano Parisi (sono pronto a scommettere su quanti lo conoscessero 4 mesi fa) ha fatto pari e patta al primo turno col "colosso renziano Sala" e si prepara a far vincere al medesimo una sedia da consigliere comunale fra 15 giorni. 

Detto questo, la sconfitta a Roma di Giorgia Meloni - non arrivata al ballottaggio - solo un demente la può valutare come la sconfitta della nuova alleanza a destra tra Lega e Fratelli d'Italia.  A Bologna, ad esempio, l'ottima Lucia Borgonzoni al ballottaggio c'è arrivata sorretta proprio dalla Nuova Destra rappresentata da  Lega-FDI a cui in loco s'è aggiunta Forza Italia, e per il Pd è stato il peggior risultato - dati alla mano - da quando è iniziata l'elezione diretta dei sindaci, ventitrè anni fa.

Bel colpo, signor Renzi.

E il dato politico è: come peso percentuale ed elettorale, la somma di Lega e Fratelli d'Italia supera il valore dei due partiti presi separatamente.

Nella storia politica italiana, non è mai accaduto che alle "fusioni" in chiave elettorale di due o peggio più partiti sortisse dalle urne un rafforzamento. Quando ci provò il Psi negli anni Settanta, finì devastato. Quando molti anni dopo tentò di fare altrettanto il Pci-Pds con l'indimenticabile "gioiosa macchina da guerra" di Achille Occhetto alle elezioni del 1994, finì con la vittoria di Berlusconi, il quale se ne era ben guardato dal mettere sullo stesso piano Lega e Msi, tant'è che separò in due anche l'Italia, pur di non farli incontrare ai seggi: il Nord a Bossi, il Centro Sud a Fini.

Poi, andò come andò, ma l'immarcescibile legge italiana per la quale in politica 1+1 normalmente fa meno di 2 e talvolta arriva perfino a zero ancora una volta fu rispettata. Tanto è vero che Berlusconi si è sempre posto e imposto come figura di "garante" dell'alleanza di diversi che a suo dire non avrebbero potuto coesistere assieme alle elezioni e poi al governo, senza di lui. Come a dire: vi unisco solo io, da soli non ne siete capaci. 

Bene, stavolta e per la prima volta in Italia, è accaduto un "miracolo politico": due partiti le cui origini e storia più lontane non potrebbero essere, accomunate - sulla carta - solo dall'anti comunismo, hanno trovato un percorso comune e vincente. 

E' accaduto perchè sia Matteo Salvini che Giorgia Meloni hanno capito che la nostra nazione è in pericolo e va salvata. Va salvata con la difesa prima e l'affermazione poi degli interessi nazionali italiani che sono presi in ostaggio dalla Ue, messi in catene dalla Bce e osteggiati apertamente da altre nazioni europee, prima delle quali la Germania.

E allora, che si fa?

Salvini ha annunciato per il 25 giugno qualcosa di simile agli Stati Generali del centrodestra, ma con lo sguardo rivolto al futuro, ha precisato. E nel passato ovviamente sta Berlusconi, e più in generale chi sta ancora con la Merkel  e la sua visione germanocentrica dell'Europa che passa attraverso l'ammucchiata PPE-PSE al Parlamento europeo, l'ammucchiata che ha fatto eleggere quell'osceno personaggio di Juncker a capo della Commissione.  Vi parteciperà certamente lo stato maggiore di Fratelli d'Italia, molto probabilmente esponenti di primo piano di Forza Italia e di altre formazioni minori che se poi Stefano Parisi dovesse davvero vincere, rifiorirebbero come d'incanto.

Tuttavia, mi spiace doverlo dire brutalmente: la semplice riformulazione del Centrodestra pur aggiornato, riveduto e corretto in chiave 2016, sarà solo aria fritta.

Sì, perchè appunto per salvare il Paese serve un fronte molto ampio, e molto più potente del solo Centrodestra. Il Pd non va scalzato da palazzo Chigi per sostituirlo con il fronte del Centrodestra, pur nazionale che sia. Non basta.

Va capito molto in fretta che il Pd a trazione Renzi è una marionetta. Ha occupato il potere per garantire la continuità della dittatura Ue dentro la gabbia di ferro dell'euro. Finchè resteranno queste due catene, non ci sarà nulla da fare: l'Italia è destinata a soccombere, a finire nell'ombra del declino economico, sociale, umano.  Per salvare l'Italia è indispensabile un'alleanza fra tutte le opposizioni per il bene comune del Paese, quindi è indispensabile un'alleanza contro l'euro e contro la Ue tra - chiamiamolo - il Nuovo Centrodestra e il Movimento Cinque Stelle che proprio su questi due punti hanno identica visione.

Devono una volta per tutte prevalere le questini che uniscono - queste - su quelle che dividono: tutte le altre. 

La saldatura su questo  - e solo su questo - programma (che potrebbe passare attraverso la formulazione di un referendum simile a quello britannico a cui va aggiunta la domanda "volete ancora l'euro per l'Italia o preferite una nuova valuta nazionale?")  tra le principali opposizioni attuali, sarebbe netta maggioranza in Italia.

Ecco, se Matteo Salvini dopo i gradi meritatissimi di "capitano" vuole la stella di generale, deve fare questo ad ogni costo e a qualsiasi prezzo politico da pagare. L'Italia si salva solo se la grande maggioranza degli italiani lo vorrà. Al di là degli schieramenti. 

Max Parisi



 
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