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LE NOTIZIE CHE GLI ALTRI NON SCRIVONO
Max Parisi

Appunti di viaggio per le vostre vacanze...

lunedì 27 luglio 2015

Dato sì che siamo alla fine di luglio, vi elenco in ordine sparso ma non casuale alcune questioni in sospeso, nel senso che sono sospese sopra la vostra testa pericolosamente appese. 

Parto dall'Italia: Renzi ha reintrodotto l'anatocismo sui debiti col fisco, roba da usurai. Inoltre, vuole tagliare la sanità pubblica, non ha fatto assumere i "200.000 precari della scuola" e il Jobs Act ha prodotto meno di mille vere assunzioni, le decine di migliaia di cui si vanta il governo sono solo riconversioni di contratti, spesso penalizzanti rispetto com'erano. Inoltre, il solito fastidioso problema del debito pubblico salito letteralmente alle stelle fa il paio con il crollo del settore vendite immobiliari e con l'esplosione dei fallimenti, aumentati del 14%. Il tutto, mentre le banche italiane hanno più di 150 miliardi di sofferenze che superano di gran lunga il loro capitale. 

Ah, già. La Sicilia è in bancarotta, nel senso etimologico dell'espressione, e Renzi le sta per regalare mezzo miliardo di euro - provando a rinviarla - mentre al Veneto sbranato dalle trombe d'aria ha dato 2 milioncini in tutto. Fa il paio con il dissesto della finanza regionale sicula, l'orrida, maleodorante, verminosa amministrazione del comune di Roma, nelle mani del più ridicolo tra i sindaci d'Italia che non dà le dimissioni non per fare un dispetto a Renzi, ma tutto al contrario per impedire che con nuove elezioni al Campidoglio vada un sindaco magari dell'M5S, che - come dire - non aiuterebbe il governo a restare in piedi.

Da Roma a Milano, poco cambia. La Città Metropolitana - lo sapete, vero - è in bancarotta, non c'è più una lira, pardon, un euro, ma in compenso le tasse locali sono tra le più esose dl'Italia e Pisapia, compiuto il disastro d'essere stato il sindaco più grigio e asessuato della storia meneghina, ha anche annunciato che non si ricandiderà, come se facendolo, invece, il Pd sarebbe rimasto al potere. Quando mai. 

Da Milano, ex capitale della finanza e dell'economia italiana, al quadro d'assieme di un'Europa dell'euro che agonizza, il passo è breve. Spero vi ricordiate che Draghi neppure 4 mesi fa aveva annunciato che il QE sarebbe stato il passo decisivo per far uscire l'eurozona dalla crisi, specialmente le nazioni "dove la ripresa non si è ancora consolidata". Parole sue. Il riferimento all'Italia era stato evidentissimo. L'avete vista, voi, la ripresa?

Nel frattanto la Grecia è fallita (non crederete davvero sia stata salvata, spero per voi) con l'intero sistema bancario in bancarotta e con le casse vuote, tanto che la Bce ha imposto sia il limite di 420 euro la settimana per i prelievi in contanti, sia il blocco di tutti i pagamenti esteri, sia la chiusura della Borsa fino a quando non saranno "approvate" norme per impedire la definitiva fuga di capitali verso la salvezza oltre confine. 

Dalla Grecia incenerita dall'euro e schiavizzata dalla Ue, passerei un attimino a dirvi dell'Ucraina. Qua la bancarotta c'è e non si discute, ma in cambio gli americani tra pochissimo daranno il via a manovre militari congiunte sul suolo ucraino. Qualcosa che assomiglia molto a una dichiarazione di guerra alla Russia. E mentre sferragliano i carri armati Usa nelle pianure di confine con Mosca, la banca centrale di Kiev riceve miliardi di dollari di aiuti dalla Ue, ma l'Ucraina continua a consumare e non pagare il gas che arriva dalla Russia, il cui debito supera i 2 miliardi di dollari.

E fin qua, v'ho detto di cose tutto sommato "tranquille".

Ora, passo alle altre, gli orrori. 

Dalla Libia il governo Renzi ha fatto arrivare in Italia oltre 85.000 clandestini da gennaio 2015. Mettendoli assieme agli "arrivati" del 2014, il totale è di 250.000. Di tutti questi, meno del 10% ha effettivamente diritto d'asilo perchè fuggono da zone di guerra. Tutti gli altri, no. A norma di legge, l'attuale legge, sia chiaro, vanno espulsi e rispediti ai paesi d'origine. Nel frattanto, grazie al governo Pd, costano. E quanto, costano. Abbiamo sforato il miliardo di euro, con mezza Italia che crepa di fame e i suicidi in aumento e le famiglie italiane disperate e i tagli del governo all'assistenza dei nostri disabili e anziani. E rispedirli da dove arrivano costerà non meno di 500 euro a persona che per 225.000 persone dà il totale di 112,5 milioni che non sarebbe neppure una spesa ingestibile, se non fosse che ci vorranno più di 2.000 voli che alla media di uno al giorno (attualmente sono due al mese) impiegheranno 6 anni abbondanti. Non ridete. Non c'è niente da ridere. 

Perchè se non è un orrore, questo, ditemi. 

Ma non basta. In territori libico le milizie islamiche filo isis rapiscono, torturano, uccidono. Quattro italiani sono scomparsi pochi giorni fa. 

L'Europa, poi. La frontiera di Ventimiglia è chiusa sprangata ai "migranti" dall'Italia che i francesi non vogliono, ritenendoli per l'appunto dei clandestini, e lo stesso dicasi per le frontiere con l'Austria, la Svizzera, e di rimbalzo la Germania. Non appena li beccano, e li beccano, li impacchettano e li rigettano tutti quanti là da dove erano partiti: Bolzano è diventata un accampamento a cielo aperto. 

L'Ungheria che ha deciso di farla finita con l'invasione di orde di clandestini, ha alzato un muro sul confine con la Serbia e tutti quelli che vengono arrestati dalla polizia mentre cercano di introdursi illegalmente in Ungheria, sono subito trasportati col treno verso i centri dai quali poi saranno espulsi.

Ma per il perbenismo italiano piddino e cattocomunista quei treni trasformati provvisoriamente in prigioni con viaggi che durano sì e no due ore, perchè l'Ungheria è una nazione piccola, farebbero il paio con le tradotte naziste verso i campi di sterminio. 

Quindi i nazisti non sono quelli che permettono, avallano, organizzano e lucrano sulle tratte di esseri umani caricati su barconi e abbandonati al largo delle coste nordafricane, no. I nazisti sarebbero gli ungheresi che finora hanno dovuto sopportare centinaia di migliaia di clandestini con tutto quello che ne è seguito e ne segue. E che ora non ne possono più.

Buone vacanze. 

Max Parisi

 



 
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