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LE NOTIZIE CHE GLI ALTRI NON SCRIVONO
Max Parisi

La Ue non faccia con la Grecia quel che fecero gli americani con Cuba. O scoppierà una guerra mondiale.

mercoledì 4 febbraio 2015

Se solo si provasse ad alzare lo sguardo osservando la vicenda della Grecia di oggi all'interno di un panorama storico, si scoprirebbe che possiede - mutatis mutandis - delle similitudini straordinarie con quanto accadde a Cuba negli anni Cinquanta e Sessanta. 

L'isola caraibica era di fatto un possedimento americano amministrato da un governo fantoccio, da operetta, non fosse che usava metodi nazisti per sottomettere la popolazione e costringerla a vivere in condizioni miserabili con possibilità di lavoro che rasentavano e spesso superavano il limite che divide l'occupazione lavorativa dalla schiavitù.

La Grecia fino alle elezioni di due settimane fa, non era molto diversa: al potere un governo fantoccio, mai aletto da nessuno, grigio esecutore delle volontà della Troika, e cioè niente di molto differente dalle multinazionali americane di allora, a Cuba. La stessa rapacità, l'indetico dominio, l'eguale disinteresse per la popolazione, ben poco distingue la triade Bce-Ue-Fmi dalle "triadi americane" di quei terribili anni cubani. At&t, National Electric, il cartello delle compagnie petrolifere texane, erano loro i padroni e imponevano la legge del terrore.

Come andò a finire a Cuba? Come potrebbe andare a finire con la Grecia. Gli Stati Uniti tanto quanto oggi la Germania e la Bce con l'ignava Commissione europea al seguito, invece di trovare un pragmatico accordo con il governo - che nel caso di Cuba aveva preso il potere con le armi, ma nel caso della Grecia è a maggior ragione democraticamente eletto! - scelsero di digrignare di denti e alzare il muro dell'embargo, che isolò Cuba tanto quanto accadrebbe con la cacciata della Grecia dall'euro.

Le date sono importanti, decisive, nel susseguirsi degli avvenimenti storici.

Fidel Castro non aveva ricevuto aiuti dall'Unione Sovietica, per la sua guerra contro il dittatore Batista. Fidel Castro non andò a Mosca, come primo atto dopo aver preso il potere. Fidel Castro andò a Washington. A trattare un accordo economico per sottarre allo strapotere delle multinazionali Usa l'economia di Cuba, che non voleva più essere considerata una colonia americana nel senso davvero etimologico del termine. Solo dopo, quando tutte e dicasi tutte le proposte di Castro furono rifiutate, accolse l'invito - ovviamente interessato - di Mosca. Il resto lo sappiamo.

Il governo Tsipras ha già ricevuto - l'altrettanto interessato - invito di Putin a recarsi a Mosca per "accordi commerciali" che sono un cretino può pensare siano solo commerciali. E' evidente che la Russia abbia enorme interesse a far entrare nella propria influenza la Grecia, e non perchè voglia farne una Crimea bis, ci mancherebbe. Ma per rompere l'isolamento idiota voluto dalla Ue e dagli americani.

Solo che stavolta non si tratta di un'isola in mezzo all'oceano, per quanto vicina alle coste della Florida. Si tratta di una nazione incuneata nel cuore del Mediterraneo, strategica tanto per le rotte dei commerci quanto se non di più sul piano militare. E che fa parte della Nato.

Se gli arrogati al potere a Bruxelles e a Berlino non capiscono che continuare a umiliare la Grecia la spingerà - come avvenne tanti anni fa con Cuba - tra le braccia della Russia, allora qua non si tratta più di discutere della fine dell'euro, ma di prepararsi a una guerra.

Ci sono solo due possibilità, arrivati a questo punto: la Ue concorda con la Grecia un piano sostenibile di abbattimento del debito e permanenza nell'euro, oppure la Grecia tra marzo e aprile dichiarerà l'insolvenza e il 9 maggio Tsipras sarà a Mosca dove a Putin non parrà vero di essere colui che la salverà dalla catastrofe del momento con un pugno di miliardi di dollari, per poi consentirle di avviare l'uso della nuova valuta. 

Solo che, questo produrrà l'automatica uscita della Grecia dalla Ue. E con la Nato? 

Alla prima nave da guerra russa che ormeggerà nei porti greci del Pireo, seguirà un conflitto. Un'altra volta mondiale. 

Fossi in lei, signora Merkel, ci penserei. L'ultimo che avete provocato non è finito benissimo, per la Germania. E per il mondo intero, purtroppo. 

max parisi


 

 



 
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