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LE NOTIZIE CHE GLI ALTRI NON SCRIVONO
Max Parisi

Renzi e le cinque certezze di finire schiantati.

domenica 30 novembre 2014

A che punto è la notte europea?  Bisogna mettere in fila alcune ultime - e definitve - certezze. La prima, e senza dubbio più rilevante di ogni altra sul piano sia economico che politico, è la  colossale presa per i fondelli del "piano Juncker" per la Ue. Dai 300 miliardi di euro di "investimenti per sostenere la ripresa" il progettino dell'inconcepibile presidente della Commissione europea è planato a 20 e in tre anni e suddivisi fra tutti i paesi in crisi. Ne consegue che non esiste alcun piano. E nessun investimento Ue. Ciascuno per sè e l'euro per tutti, la medesima dinamica che ha portato l'Europa nel vicolo cieco in cui si trova adesso.

La seconda certezza, è il fallimento delle sanzioni Ue. I danni che stanno provocando all'Europa e nell'Europa prima fra tutti alla Germania seguita subito dopo dall'Italia non sono compensati da simmetrici danni alla Russia. Agli stupidi oligarchi di Bruxelles è sfuggito che la Russia è stracolma di materie prime che, se non sono più vendute in Occidente, trovano bramosi acquirenti in Oriente. E infatti così è stato. Oriente asiatico, che a differenza dell'Europa è in continua espansione economica e ha già superato gli Stati Uniti per il prodotto interno lordo. Putin dovrebbe quasi ringraziare l'imbecille che ha deciso le sanzioni contro Mosca. Se non ci fossero state, l'immenso mercato cinese sarebbe ancora lontano e di là da venire. Oggi, è un tesoro da 400 miliardi di dollari finito nei forzieri russi.

La terza certezza, è che a tutti gli appuntamenti elettorali nei prossimi due anni, ad iniziare da maggio 2015 in Gran Bretagna fino alle presidenziali francesi del 2017 (sempre che Hollande non venga cacciato prima) passando per le politiche in Austria e in Spagna, hanno altissime probabilità di vittoria partiti contrari alla Ue e avversi all'euro. In Belgio - la nazione che "ospita" le oligarchie Ue a Bruxelles - addirittura in questi giorni e fino a Natale sono previsti scioperi generali a catena contro la Ue, giusto per capire che aria tira anche nella capitale del tirannico impero. 

La quarta certezza è data dal fallimento di tutte le iniziative fin qua messe in atto dalla Bce per risollevare le sorti dell'eurozona. Draghi le ha indiscutibilmente sbagliate tutte: la lotta alla deflazione è fallita, la riduzione a zero del tasso d'interesse non ha prodotto investimenti, l'offerta di acquistare perfino titoli-spazzatura di banche e imprese è stata respinta dal mercato, la riduzione del valore di cambio dell'euro non è avvenuta se non marginalmente rispetto ai massimi speculativi di sei mesi fa e non certo in linea con quanto chiedono disperatamente Francia e Italia, e cioè la parità con il dollaro americano.

La quinta certezza riguarda l'Italia. Tutti gli indicatori economici segnano tempesta. Ormai, è un esercizio ripetitivo e noioso elecarli.Disoccupazione in crescita, fallimenti alle stelle, debito pubblico mostruoso, invasione dal mare di masse di disperati, Paese in rivolta sociale, Roma - intesa come municipalità - prossima al default da 5 miliardi di euro. E le politiche attuate dal governo Renzi risultano - ad essere moderati nel dire - inefficaci, ininfluenti, inutili.

Ebbene, di fronte a questa realtà, c'è ancora qualcuno che non sia in malafede che possa davvero pensare che l'euro e la Ue dureranno in eterno?

C'è ancora qualcuno che possa sinceramente affermare che l'euro e la Ue sono stati e sono atti di progresso per l'Europa?

C'è ancora qualcuno che voglia insistere sulla strada tremendamente errata di perseguire impossibili "salvataggi" dell'euro e della Ue attraverso iperboliche quanto sconsiderate strategie economiche "riformiste" laddove alla parola riforme corrisponde il taglio degli stipendi, la libertà di licenziare chiunque per qualsiasi motivo, il taglio delle pensioni, della sanità, dei servizi scolastici?

Sì. C'è.

E' il signor Matteo Renzi.

max parisi

 



 
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