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LE NOTIZIE CHE GLI ALTRI NON SCRIVONO
Max Parisi

Lettera aperta a Beppe Grillo e Matteo Salvini.

mercoledì 15 ottobre 2014

Comincio da qui: "Il referendum consultivo si puo' fare. Per poterlo indire e' necessario approvare una legge costituzionale ad hoc come avvenuto nel 1989 quando si chiese agli italiani se dare o meno facoltà costituente all'Unione Europea. La legge costituzionale per indire il referendum sarà presentata agli italiani sotto forma di legge di iniziativa popolare. Per poterla depositare in Parlamento è necessario raccogliere almeno 50.000 firme in sei mesi. Una volta depositata, presumibilmente a maggio 2015, i portavoce del M5S alla Camera e al Senato si faranno carico di presentarla in Parlamento per la discussione in Aula. Approvata la legge costituzionale ad hoc che indice il referendum, considerando i tempi di passaggio tra le due Camere, a dicembre 2015 gli italiani potranno andare alle urne ed esprimere la loro volonta' sull'uscita dall'euro con il referendum consultivo. A partire dal prossimo mese di novembre inizieremo a raccogliere le firme per la legge di iniziativa popolare per indire il referendum. Abbiamo bisogno del maggior numero di firme possibile per non lasciar alcun alibi a questi portaordini della Merkel e della BCE capeggiati da Renzie. Gli italiani devono poter decidere se vogliono morire con l'euro in mano oppure vivere e riprendersi la propria sovranità". Lo scrive Beppe Grillo.

Non c'è alcun errore in quanto afferma, ma c'è un punto debole enorme: dov'è la maggioranza - in Parlamento - per approvare la "legge  costituzionale ad hoc" indispensabile per poi poter indire questo referendum? E' una domanda retorica. Non c'è. Nè mai ci sarà, tranne che l'M5S non si allei con la Lega, con Forza Italia e con Fratelli d'Italia, tre formazioni politiche che assommate ai Cinque Stelle avrebbero - tutti insieme - la maggioranza necessaria.

Quindi, Grillo fa un errore clamoroso a disdegnare l'offerta di dialogo e di unione - perchè questo rimane lo scopo - con la Lega di Salvini. Così come Salvini fa un altro errore: non vuole o non riesce a "isolare" la battaglia contro l'euro dal resto delle posizioni e iniziative politiche del Caroccio.

E' evidente che l'M5S non possa nè voglia unirsi alla Lega Nord nella battaglia contro l'immigrazione clandestina, così come è lampante che molte delle posizioni del Movimento Cinque Stelle risultino incompatibili con quelle della Lega, e non perdo tempo a elencarle, tanto l'elettorato leghista quanto quello grillino sanno benissimo di che sto parlando.

Tuttavia, l'errore ancora più grave di tutti quelli che ho già evidenziato consiste - e sarebbe definitivo - nel non riuscire a trovare un minimo comun denominatore tra le forze politiche che vogliono vedere la fine dell'euro almeno in Italia, in modo da unirsi e vincere democraticamente questa battaglia da cui dipende la vita o la morte della Repubblica Italiana. 

Le persone che con la loro azione riescono a cambiare il destino di una nazione, di uno Stato, vengono definiti statisti. Ora, è arrivato il momento di scoprire se in Italia ne esistono, o c'è solo posto per le loro grotteche caricature. Come Matteo Renzi.

E' un appello, una lettera aperta se preferite, quella che state leggendo. Una lettera aperta rivolta innanzitutto a due uomini che conosco personalmente: Beppe Grillo e Matteo Salvini. 

Dimostrate entrambi di essere quello che tanti - ma tanti - sperano voi siate: due statisti capaci di trovare il modo di unirvi per il bene di tutti e non di combattervi per il bene dei vostri seguaci. Sì, il bene, il senso d'appartenenza, i valori che separatamente rappresentate e incarnate possono essere diversi, perfino agli opposti. Ed entrambi avete il diritto di professarli, di difenderli, di impugnarli a mo' di lancia e scudo.

Ma qua, caro Matteo e caro Beppe, o ci uniamo tutti, o verremo ammazzati uno ad uno. 

Le oligarchie dell'euro sono forti, disposte a ogni nefandezza e armate fino ai denti. C'è un unico modo di batterle: portarle in campo aperto, in quel campo di battaglia dove le loro armi fatte di ricatti finanziari, di corruzione, di potere oscuro, non valgono.

Quel campo di battaglia si chiama democrazia. E la democrazia ha bisogno di voi. Adesso.

max parisi

 



 
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