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Max Parisi

Il piano segreto della Germania per eliminare Draghi con l'aiuto di Renzi.

mercoledì 10 settembre 2014

Com'era prevedibile, le ultime mosse - ultime in ogni senso - di Draghi non hanno funzionato. L'obbiettivo era deprezzare l'euro ed è stato mancato per un motivo molto semplice: la Germania non vuole e quindi la Bce vigila che non accada, benchè Draghi formalmente dica il contrario. Certo, l'euro è sceso da 1,33 sul dollaro americano a 1,29 ma sotto non va nè potrà andare.

Tuttavia, c'è molto, ma molto altro in ballo.

Una fonte interna alla Bce ci ha raccontato che ora, più che del cambio euro-USD, si sta discutendo del cambio di Draghi con un nuovo governatore. E il piano sarebbe organizzato dalla Germania e messo in atto grazie alla fattiva collaborazione di Renzi.

Di che si tratta?

Intanto, una premessa: se Draghi fosse sfiduciato e quindi cacciato, il contraccolpo sui mercati travolgerebbe nel giro di ore, al massimo di giorni, tutta l'eurozona, Germania inclusa. Per conseguenza, è una via impraticabile perchè il prezzo da pagare in termini di assalto speculativo sarebbe gigantesco e causerebbe default a catena, primo dei quali italiano la cui onda d'urto andrebbe ad abbattersi su Berlino peggio di un bombardamento aereo. Immaginate anche che fine farebbero il Portogallo, la Grecia, la Spagna. E la Francia. Destabilizzare la Bce significa far crollare la UE. E le oligarchie finanziarie centro europee tutto vogliono, meno questo.

Quindi, serve un'altra strada: è indispensabile che Draghi lasci per assumere un incarico talmente "prestigioso" e unianimente considerabile "un dovere" da far cadere nel dimenticatoio sospetti di "licenziamento". E qui entra in gioco Renzi.

Il piano messo in piedi da Angela Merkel inisieme ai vertici della Bundesbank prevede che a breve, entro la primavera del 2015, Napolitano lasci e Renzi in prima persona "chiami al Quirinale" Mario Draghi per farlo diventare il nuovo presidente della Repubblica italiana.

L'incontro segreto - svelato per un caso fortuito da un quotidiano - tra Draghi e Renzi di questa estate avrebbe avuto come tema proprio questo.

In cambio della defenetrazione camuffata, la Germania sarebbe disposta a chiudere un occhio e anche due sul limite del 3% e perfino sul rallentameto temporale degli obblighi del Fiscal Compact che scattano come una tagliola assassina il 1° gennaio 2015.

Se questo è il progetto, qual è la ragione per cui i tedeschi non vogliono più Draghi? 

Le accuse rivoltegli dal vertice politico del cristianosociali bavaresi due giorni fa - partito alleato della Merkel - sono solo schermaglie, fumo negli occhi. Non sono l'azzeramento del tasso d'interesse dell'euro, e nemmeno i ventilati finanziamenti alle aziende tramite fragili obbligazioni definite "carta straccia che si porta a casa la Bce in cambio di soldi veri" i motivi della sentenza di "morte".

E' molto più profonda e pericolosa, l'origine di tutto: la Germania ha capito che l'euro è finito. Che sia la Francia presto governata da Marine Le Pen, che sia il buco nero chiamato Italia, o che sia semplicemente l'attacco concentrico della Fed e della Bank of England (entrambe hanno annunciato che dal 2015 alzeranno i tassi d'interesse e questo drenerà fiumi di capitali in cerca di rendite che con l'euro sono a zero)  il risultato è sempre lo stesso: fine della valuta unica europea.

Quindi, Berlino vuole, esige, pretende che al vertice della Bce sieda un tedesco che salvaguardi i tedeschi quando ci sarà da spartire gli avanzi di quella che fu la peggiore disgrazia accaduta all'Europa dopo in nazismo: l'euro.

max parisi

 



 
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