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LE NOTIZIE CHE GLI ALTRI NON SCRIVONO
Max Parisi

La Fed, la Bce e l'Italia di Renzi.

domenica 20 luglio 2014

Janet Yellen è una simpatica signora coi capelli bianchi tagliati a caschetto, si veste con tailleur scuri e foulard a fiori e fa di tutto per apparire normale, una nonna dedita solo a confezionare barattoli di marmellata di ribes e profumatissime apple pies domenicali per una torma di nipoti. 

E probabilmente, il suo privato dev'essere così, ma nei panni di governatore della Fed, la signora Yellen ha preso decisioni che tra fine anno e i primi del 2015 finiranno per colpire duro l'Unione Europea e soprattutto Italia, Francia e Spagna.  Janet Yellen ha deciso sia di continuare la discesa fino alla cancellazione ad ottobre degli "stimoli per l'economia USA" (meccanismo meglio noto con la definizione di quantitative easing, riacquisto di bond USA in scadenza)  sia e soprattutto di rialzare i tassi di interesse negli Stati Uniti. 

Quando la Fed renderà redditizio - oggi il tasso è tra lo zero e lo zero e venticinque per cento - depositare dollari in banca e quindi possedere dollari, che accadrà? Semplice: i capitali arriveranno in America cambiati in dollari. Da dove? Dall'Europa dell'euro, nella quale la BCE per bocca di Draghi ha annunciato che "i tassi rimaranno così (allo 0,25%) ancora per molto tempo". In pratica, mentre l'euro non rende niente, il dollaro inizierà a rendere bene a partire dai primi dell'anno prossimo, al più tardi. Sì, perchè la serafica nonna Yellen ha tenuto a precisare che potrebbe essere "anticipata" la salita dei tassi americani. 

E fin qua, direte, chi se ne impippa di questa noiosa storia di percentuali e interessi finanziari. 

Sbagliato: l'effetto a catena che produrrà già a ottobre sarà di destabilizzare i vertici della Banca Centrale Europea con effetti inimmaginabili. Infatti, la seconda notizia - passata inosservata quanto la prima, in Italia - riguarda il governatore della Bundesbank, Jens Weidmann, che appena dopo l'annuncio della Yellen di cui sopra ha tenuto a dire che "la Bce ha già fatto abbastanza per garantire la stabilità dei prezzi nell'Eurozona e non rinuncerà a un aumento dei tassi di interesse, se necessario, per tenere conto dei problemi dei Paesi a più alto debito". Vi è sfuggito il signficato?

Weidmann sta avvisando che se la Fed alza i tassi, la Bce deve fare altrettanto, proprio per provare a impedire quel travaso mortifero di capitali da Europa a Stati Uniti. Solo che alzare i tassi nell'Eurozona andrà bene per la Germania, ma farà fallire di schianto l'Italia, farà arenare defintivamente la Francia e sprofondare senza scampo la Spagna. Portogallo e Grecia sono perse comunque vada.

D'altra parte, la decisione prospettata da Weidmann non ha alternative: se si lascia correre, l'Europa si svuota di capitali e dalla recessione si passa al declino, cosa che il Blocco nord europeo non permetterà mai, se s'interviene come vuole la Bundesbank, la frattura tra i Paesi centroeuropei e il sud a cui s'è aggiunta la Francia diverrà insanabile. 

In tutto questo, l'Italia di Renzi ha una procedura d'infrazione innescata per non avere pagato (come Renzi aveva promesso di fare) i debiti dello Stato coi fornitori privati, in più il governo ha sbagliato compleamente le previsioni economiche per il 2014 e quindi il famoso limite del 3% tra debito e Pil difficilmente non verrà superato, e dulcis in fundo il debito pubblico è lievitato a 2.167 miliardi di euro da dover finanziare con titoli di Stato. 

Ed è proprio quest'ultimo problema che subirà un inasprimento drammatico non appena inizierà la gara al rialzo dei tassi tra Fed e BCE. Se finora il giochino è stato: le banche italiane si fanno prestare soldi dalla BCE a interessi quasi zero e con quei soldi comprano i Btp e i Bot calmierandone il prezzo, non appena scatterà l'aumento dell'interesse BCE, esso produrrà un aumento simmetrico degli interessi che i titoli di Stato italiani dovranno pagare per essere comprati. Detto in breve: invece di diminuire, il debito pubblico esploderà.

A meno che, l'euro non si spezzi in due. Allora, l'inflazione dell'euro2 italo-franco-spagnolo salverà l'Italia dalla bancarotta, ridarà fiato alla Francia e risolleverà la Spagna. 

Quando? Al ritorno dalle vancanze. Sempre che le facciate. Renzi dal canto suo ha dichiarato non più tardi di due giorni fa e in contemporanea alle dichiarazioni di Weidmann della Buba che "l'Italia non verrà commissariata dalla Commissione europea, non se ne parla proprio".

Come può dirlo, se l'euro rimarrà così com'è? 

max parisi.

 



 
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