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I fatti e le opinioni del Nord - ilNord.it

 
LE NOTIZIE CHE GLI ALTRI NON SCRIVONO
Max Parisi

La scomparsa delle notizie dai grandi quotidiani italiani, diventati organi di propaganda pro UE.

domenica 6 aprile 2014

Sopire, illudere, narcotizzare: questi tre verbi meglio di altri descrivono il metodo in uso in questo periodo pre elettorale dalla grande stampa italiana considerata "autorevole". Tutto, pur di non dire e non dare notizie che potrebbero portare il lettore - tra poco elettore - a decidere di votare partiti euroscettici.

E quando proprio non si può censurare la notizia perchè - purtroppo - resa pubblica da organismi come l'Istat che sfuggono al controllo dell'oligarchia editoriale italiana, entrano in azione i giornalisti-falsificatori: disoccupazione alle stelle? Ma no, già accaduto nel 1977, tranquilli ne siamo già usciti una volta, ce la faremo anche oggi. Peccato sia falso. Il Corriere della Sera è il quotidiano a cui mi riferisco. Ha pubbicato i dati Istat sulla disoccupazione (arrivata al 12 e passa per cento in questo inizio 2014) riuscendo a scrivere che "l'Italia è tornata alla disoccupazione del 1977". Ridico falso: nel 1977 era al 7% (dati Istat). Ma non è una svista, è una edulcorazione della realtà che i vertici di questo giornale sistematicamente mettono in atto per impedire che i lettori arrivino all'ovvia conclusione che l'euro è un disastro e l'Unione Europea una trappola infernale.

La medesima tecnica disinformativa è applicata all'attuale governo capitanato da un tizio mai votato, mai eletto, senza alcun mandato democratico per essere capo del governo, il signor Renzi da Firenze.

Renzi ha nominato ai vertici dell'Ufficio Legislativo della presidenza del Consiglio a palazzo Chigi una vigilessa di Firenze. Laureata in legge, per carità. Anche se non sono mancati ministri di vertice di governi del centro sinistra con una solida formazione di studi fermatasi alla terza media, come Ottaviano Del Turco ministro delle Finanze del govenro Prodi. Però, se l'orrido Berlusconi avesse nominato il capo dei vigili di Arcore allo stesso ruolo assegnato da Renzi alla sua vigilessa preferita quand'era sindaco di Firenze, probabilmente una qualche riga in prima pagina De Bortoli, Mauro e altri "sacerdoti del giornalismo italiano" l'avrebbero scritta.

In questo caso, silenzio di piombo (tipografico)

Renzi ha strombazzato ai quattro venti il taglio dei costi della politica a iniziare dalle Province, solo  che anche in questo caso è falso: il taglio degli stipendi (gettoni di presenza) dei consiglieri provinciali tutti assieme valgono 50 milioni di euro l'anno. Il personale delle Province - che resta negli organici della pubblica amministrazione - costa invece 500 milioni di euro l'anno. Renzi non ha tagliato il costo delle Province, che darebbe l'idea - detto così - che affettivamente non ci sia più. Renzi ha tagliato di un decimo i costi e del 100% la democrazia elettiva. Ma c'è un'altra notizia su questo "taglio": Grllo ha fatto notare che l'eliminazione delle Province era uno dei punti cardine della P2. Gelli in persone scrisse nel famigerato Programma di Rinascita Democratica che "le Province dovranno essere cancellate". Renzi è riuscito a metterlo "finalmente" in pratica, ma alla grande stampa non interessa metterlo in luce.

Se si passa all'economia, poi, leggendo Sole 24 Ore, Corriere della Sera, Repubblica e Stampa, lo scollamento dalla realtà sfonda nel patologico. E' tutto un festeggiamento, mentre il Paese reale muore. Raffiche di articoli dai titoli grondanti felicità per lo spread che cala alla grande, la Borsa che ha superato i 20.000 punti, Renzi che trionfa nei sondaggi, l'economia che dà chiari segnali di "ripresa", il Pil che sale, la UE che ci adora.

Falso. Tutto falso. Sondaggi addomesticati, spread che scende ma debito pubblico che sale (quasi 2100 miliardi di euro!) Pil che schianta (doveva essere oltre l'1% è neppure della metà e tende a zero) Borsa altissima perchè preda dalla più colossale bolla speculativa degli ultimi 10 anni (sovrastimata del 40%) e poi, la deflazione. Deflazione che la grande stampa nostrana tratta con fastidio, marginalmente, come fosse il ricordo mattutino di un brutto sogno da scacciare, quando invece è un cancro che sta divorando l'Europa.

In questo clima da ultimi giorni di una dittatura, Renzi dilaga anche nelle televisioni. Fa annunci un giorno, sperando che quelli del giorno prima vengano dimenticati. Aveva detto che entro aprile sarebbero stati pagati tutti i debiti delle pubbliche amministrazioni. Balle. Mancano gli 80 miliardi per farlo. Aveva detto che la legge elettorale sarebbe stata approvata entro il 31 marzo. Balle, non è neppure all'ordine del giorno per aprile. Aveva detto che avrebbe dato 80 euro a tutti in busta paga da maggio. Balle, non ha trovato i soldi. Aveva detto che sarebbe andato in Europa a far valere le ragioni dell'Italia. Balle, è andato a riaffermare che rispetterà tutti i trattati, incluso il Fiscal Compact che ammazzerà definitivamente l'italia.

Ma di queste balle, neppure una riga su giornali e tv. Solo sul nostro quotidiano online e pochi altri siti d'informazione del web.

Finchè ce lo lasceranno fare.

max parisi

 

 



 
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