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LE NOTIZIE CHE GLI ALTRI NON SCRIVONO
Max Parisi

Questa ''crisi dell'Ucraina'' puzza di bruciato: sembra l'applicazione su scala europea della ''strategia della tensione''

lunedì 3 marzo 2014

Il 2013 si era chiuso malissimo, per l'Europa affondata nell'euro-disastro e attanagliata dalle feroci depressioni economiche di oramai metà abbondante delle economie avvelenate dalla valuta unica europea. Ma ricordate cosa ebbero a dire gli oligarchi di Bruxelles negli ultimi giorni dell'anno? "Il 2014 sarà all'insegna della ripresa" (Barroso) "La crisi è alle spalle" (Draghi) "La politica dell'eusterità ha pagato" (Lolli Rehn) e mi fermo qui, ma ce ne sarebbero parecchie altre di castronerie di questo tenore dette con goffa serietà da personaggi ai vertici dell'Unione Europea.

Gli stessi che, con altrettanta superficialità come si trattasse di un'amenità da pomeriggio domenicale, decisero proprio in quei giorni di finanziare e armare - tramite la Nato e i servizi di sicurezza tedeschi coordinati dalla Cia - bande paramilitari d'estrema destra neonazista in Ucraina.

Ma questa confraternita di imbecilli autoproclamatisi capi dell'Unione Europea, signori come Barroso, eletto da nessuno alla presidenza della UE, o  Van Rompuy, mister euro, o Olli Rehn ex calciatore diventato niente meno che l'altisonante "commissario agli affari economici e monetari della UE" hanno mai studiato la Geografia? E la Storia? 

Bestie, l'avessero fatto, avrebbero scoperto che destabilizzare l'Ucraina sarebbe stato certamente possibile, ma le conseguenze sarebbero state altrettanto certamente destabilizzanti. Lo sanno, questi arrangiati, dove si trova Yalta? E hanno una vaga idea di cosa sia accaduto a Yalta? No, ovviamente. Perchè altrimenti avrebbero rinunciato a provare a sottrarla non solo alla Russia, ma prima ancora ai russi. 

No. Loro, che stanno per provocare un'apocalisse, credono di poter fare e disfare nazioni, popoli e Stati standosene rintanati negli ovattati e lussuosi uffici di Bruxelles, affidando dispacci alle agenzie. 

E così questo scorcio iniziale del 2014 all'insegna di una "ripresa" che non c'è, anzi c'è l'esatto contrario in Italia (debito pubblico italiano al 132,5% del Pil, il più alto da che esiste questo calcolo) e in Francia (disoccupazione alle stelle) e in Spagna, e in Irlanda, e in Finlandia, e in Portogallo, e in Grecia (che è morta) è anche l'inzio dell'anno in cui potrebbe davvero scoppiare la guerra prima in Europa. 

Nel frattanto, osservo Renzi che esalta la Nato definendola "stella polare". Quella stella, signor Renzi, dovesse precipitare la situazione, seguendola porterà l'Italia in guerra. Quella stella, signor Renzi, non è polare, è nucleare.

E mentre Renzi è estasiato davanti al firmamento atomico, ancora Renzi evita di parlare dell'unica questione che invece dovrebbe impegnarlo: la legge elettorale. "Entro febbraio sarà presentata in un ramo del Parlamento" aveva dichiarato. Il mese è finito, ma della legge non c'è traccia alle Camere.

Grande inzio, per questo 2014 che dovrebbe portarci alle elezioni europee. Ve le immaginate, nel mezzo di una crisi militare ai confini d'Europa? Cosa accadrà?

Francamente, viene da sospettare che il golpe in Ucraina faccia parte di un piano per condizionare il risultato delle europee. Di sicuro non è stato pensato dagli ottusi oligarchi della Commissione, troppo stupidi per un progetto del genere. Tuttavia, provate a riflettere: assomiglia o non assomiglia a una "strategia della tensione" applicata su scala europea? Certo, che vi somiglia. E qual è lo scopo? Stabilizzare, impaurire la gente d'Europa per impedire che si ribelli, che decida coraggiosamente di votare contro questa Europa delle oligarchie. 

In Italia, gli strateghi d'oltre Oceano ci riuscironosul finire degli anni Sessanta: bombe, stragi e per conseguenza 30 anni di restaurazione. Ora, su scala continentale, potrebbero fare altrettanto. Non mi stupirebbe, scoprire d'avere ragione. Purtroppo.

max parisi

 



 
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