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Max Parisi

IL RACCONTO DI UN IMPRENDITORE ITALIANO TRASFERITOSI IN CILE E CHE ''PER SBAGLIO'' HA TROVATO UN CLIENTE ANCHE IN ITALIA.

giovedì 4 luglio 2013

Sono anni che non lavoro più in Italia, se non occasionalmente: decisi di lasciare il Bel Paese sin dal 2005, nauseato dalla mia personale e paradossale vicenda imprenditoriale legata all’internet company che fondai nel lontano 1995.

Non ho nessun conto corrente bancario in Italia, a prescindere dalla mia personale considerazione del sistema bancario italiano, semplicemente perché non mi serve. Mercoledì scorso sono ritorno dal Cile, dove sto lavorando al più eccitante progetto della mia vita, Exosphere, per un breve periodo di permanenza quaggiù in Italia.

Per un lavoro occasionale di consulenza svolto l’anno scorso un mio cliente mi ha riconosciuto un compenso di circa 6 mila €. Bene! direte voi, sono contento per te! Ma è proprio ora che entriamo nel teatro dell’assurdo che è diventato questo Paese! Il mio cliente mi dice che la legge gli permette di pagarmi solo con un assegno oppure un bonifico bancario, di contante neanche a parlarne! Si supera il fatidico limite di 1.000€ !

Ma io non ho un conto corrente bancario qua in Italia e a causa di una recente legge contro il riciclaggio l’assegno potrei solo versarlo in un mio conto corrente bancario italiano. Ma io vorrei spendere un po’ di questi soldini nel mio Bel Paese, offrire una cena ai miei amici, comprarmi qualche capo d’abbigliamento trendy made in Italy…insomma, per farla breve, non posso incassare i miei soldi nel mio Paese, devo inviarli per forza in Cile…

Ieri pomeriggio incontro in un bar in spiaggia un mio caro amico che non vedevo da tempo, uno degli imprenditori più in gamba nel settore delle costruzioni, è seduto, rilassato al sole, sorseggia un caffè: “Che altro puoi fare amico mio…” mi dice. “Ho tre cantieri aperti, tutti fermi, devo controllare solo due operai per il controllo delle attrezzature, tutta qua il mio lavoro oggi! Bè sicuramente meno impegnativo di quando ne dirigevo un centinaio di operai… Il mercato è semplicemente fermo, paralizzato. Nessuno osa comprarsi una casa, se solo qualcuno si azzarda sarebbe immediatamente perseguito dall’agenzia delle entrate, dalla finanza e magari anche dall’esercito!” mi dice con un sorriso quasi di sberleffo.

“D’altronde i pochi fortunati che hanno qualcosa sarebbero solo pazzi anche solo a pensare d’investire in qualsiasi cosa in questo Paese! Meglio stare fermi e non muoversi! Ecco, i miei pomeriggi li passo seduto qua in spiaggia, pensando… E ti posso assicurare che nessun vero imprenditore rischierà mai più un euro in questa disgraziata città…”.

In Cile quando parlo con amici che investono in tutto il mondo mi sento dire che solo un investitore straniero completamente pazzo potrebbe investire in Italia…Nessuno più creerà lavoro in questo Paese. La politica, le banche, la magistratura, in una sola parola lo Stato, hanno semplicemente distrutto questo Bel Paese! Non riesco a non sentire un forte senso di nausea andando in giro nel vedere la rassegnazione della gente e la decadenza di questo Paese. Continuando cosi, presto distruggeranno anche fin l’ultimo ricordo del Bel Paese e della Dolce Vita!

Solo bruciando tutti questi apparati centrali e parassitari, magari lasciando il governo minimo del territorio a organizzazioni autonome locali, si può fermare questo scempio …ma la vedo difficile, anzi, impossibile, sigh.. questo Paese non si cambia, pensa a te stesso e ai tuoi cari.

Antonio Manno, imprenditore italiano che ha trasferito il Cile la sua impresa.

Fonte: Economia e Libertà. 

 

 

 


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