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Max Parisi

QUELL'INCOMPETENTE DI LETTA CAPISCE ROMA PER TOMA: BARROSO NON HA DETTO CHE SI PUO' SFORARE IL LIMITE DEL 3% DEBITO-PIL

mercoledì 3 luglio 2013

Bruxelles - La Commissione europea conferma che, durante l'esame dei Programmi di convergenza e stabilità riguardanti i bilanci degli Stati membri, applicherà le regole del Patto di Stabilità riformato, secondo cui i paesi con deficit inferiore al 3% del Pil potranno "deviare" dal percorso di riduzione ulteriore del disavanzo verso l'obiettivo di medio termine, ovvero il pareggio di bilancio, a condizione che il deficit resti comunque sotto la barra del 3%. In più (e questa è la novità), le deviazioni saranno consentite solo se riguarderanno i cofinanziamenti nazionali dei programmi comunitari relativi alla politica di coesione e alle infrastrutture di interesse europeo.

"La Commissione europea ha esplorato modi ulteriori per favorire ('accommodate', ndr) programmi di investimenti pubblici non ricorrenti con un impatto dimostrato sulla sostenibilità delle finanze pubbliche" ma comunque "restando all'interno del braccio preventivo del Patto di stabilità", ha spiegato il presidente dell'Esecutivo Ue, José Manuel Barroso, intervenendo stamattina a un dibattito pubblico all'Europarlamento, durante la sessione plenaria in corso a Strasburgo. "Esaminando i bilanci nazionali per il 2014 e i risultati di bilancio del 2013 - ha proseguito Barroso -, consentiremo di nuovo, nel pieno rispetto del Patto di stabilità, deviazioni temporanee, decise caso per caso, dal percorso del deficit strutturale verso gli obiettivi di medio termine fissati nelle raccomandazioni specifiche per paese" emesse dalla Commissione europea e approvate dal Consiglio Ecofin.

"Tale deviazione - ha sottolineato quindi il presidente della Commissione - dovrà essere collegata alla spesa nazionale per progetti cofinanziati dall'Ue nel quadro della Politica strutturale e di coesione, delle Reti transeuropee o della 'Connecting Europe Facility', con un effetto di lungo termine sul bilancio positivo, diretto, e verificabile". Barroso, infine ha annunciato che il commissario agli Affari economici e monetari Olli Rehn "sta scrivendo una lettera ai suoi colleghi, i ministri delle Finanze, e al Parlamento europeo per spiegare i dettagli del nostro approccio".

Non c'è alcuna traccia, nel discorso di Barroso, della possibilità, propugnata dall'Italia, che almeno gli investimenti pubblici riguardanti i co-finanziamenti nazionali dei programmi comunitari potessero 'sforare' la barra del 3% nel rapporto deficit/Pil, non essendo contabilizzati ai fini delle sanzioni previsti dal Patto di stabilità. La Commissione aveva preso in considerazione questa possibilità, ma l'ha bocciata a causa dell'opposizione della Germania.(TMNews) 


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