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Max Parisi

TOTO' RIINA INIZIA A PARLARE DI ANDREOTTI (UN GALANTUOMO, DICE) E DELLA ''TRATTATIVA'' E C'E' CHI VUOL SAPERE SE E' PAZZO.

lunedì 1 luglio 2013

Palermo - Il boss mafioso Toto' Riina e' "andreottiano da sempre". A rivelarlo e' lo stesso boss, detenuto nel carcere Opera di Milano al 41 bis. "Appuntato, lei mi vede che possa baciare Andreotti? Le posso dire che era un galantuomo e che io sono stato dell'area andreottiana da sempre". Cosi' lo scorso 31 maggio ha detto il capomafia corleonese, all'agente di custodia del Gom che, durante una pausa di processo della trattativa, gli chiedeva se fosse vera la storia del bacio tra lui e Giulio Andreotti. La relazione del colloquio tyra l'agente del Gom e Rina e' stata depositata oggi dai pm del processo Andreotti. In quella stessa occasione, Riina, scambiando due battute con la guardia carceraria, gli ha detto: "Appuntato, ha visto? Sono ancora un orologio svizzero, anche se mi sono fatto vecchio". 

"Le ripetute e ravvicinate affermazioni del Riina su vicende processuali o fatti che lo ruiguardano (come l'arresto) appaiono anomale rispetto a un atteggiamento che da sempre lo ha contraddistinto, di 'riservatezza' nell'approccio con gli operatori tutti". Lo scrive Giacinto Siciliano, direttore del carcere di Opera dov'e' detenuto il capomafia corleonese Toto' Riina, in una comunicazione di servizio circa le dichiarazioni del boss alla polizia penitenziaria a margine del processo Stato-mafia. Per Siciliano, la "loquacita'" di Riina "potrebbe avere un preciso significato quanto essere riconducibile a un deterioramento cognitivo legato all'eta'"

"Dopo le affermazioni nel corso dell'ultimo colloquio, che hanno dato la senzazione di vole arrivare 'oltre' -scrive ancora il direttore del carcere milanese- si registra un'improvvisa loquacita' su fatti anche delicati. Loquacita' che potrebbe avere un preciso significato quanto essere riconducibile a un deterioramento cognitivo legato all'eta' che, al momento non segnalato, dovrebbe essere veriricato. Si e' sensibilizzato il personale tutto -riferisce Siciliano- e contestualmente anche quallo sanitario al fine di proseguire il monitoraggio costante evidenziando eventuali anomalie e situazioni significative". 

Ma dal capomafia Toto' Riina arriverebbero anche clamorose conferme sull'esistenza della trattativa Stato-mafia. Agli agenti penitenziari avrebbe detto che a farlo arrestare furono Bernardo Provenzano e Vito Ciancimino. Le parole del boss, che non collabora con la giustizia, sono finite in una relazione degli agenti che oggi e' stata depositata agli atti del processo sulla trattativa insieme agli interrogatori delle guardie carcerarie che hanno sentito le frasi di Riina. Dalle parole del boss verrebbe una conferma alle dichiarazioni del figlio di Ciancimino, Massimo, che ha raccontato ai pm che furono il padre e Provenzano a fare arrestare Riina ai carabinieri a gennaio del 1993. Il padrino avrebbe fatto riferimento poi alla circostanza che qualcuno sarebbe andato da lui: frase sibillina che potrebbe alludere al tentativo di dialogo avviato dal Ros con Riina attraverso Vito Ciancimino che avrebbe segnato l'avvio della trattativa. (Ansa)


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