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Max Parisi

IL PROCURATORE GENERALE DI CASSAZIONE, OGGI: ''IL RISARCIMENTO ALLA CIR DI DE BENEDETTI E' LEGITTIMO, CI FU CORRUZIONE''.

giovedì 27 giugno 2013

Roma - Una "situazione complessa" quella emersa dal processo sul Lodo Mondadori: a sostenerlo e' il pg di Cassazione, Pasquali Fimiani, riaffermando "il principio fondamentale della buona fede nell'ambito del dovere di correttezza tra le parti che precede la conclusione di un contratto". Cosi' il Pg, davanti ai giudici della Terza Sezione Civile della Cassazione, spiega perche' e' assolutamente legittimo il risarcimento, se pur a suo parere vada ridotto lievemente, che la Fininvest deve alla Cir. 

"L'illecito si consuma - ha detto il magistrato durante la sua requisitoria - nel momento in cui le parti si siedono di nuovo al tavolo della trattativa e una di queste viola il principio di lealta'". 

Secondo il pg, la "lieve riduzione" del risarcimento stabilito dai giudici di secondo grado, riguarda la successiva rivendita delle opzioni L'Espresso e l'aumento equitativo del 15% rispetto agli interessi complessivi. Del tutto legittima restano nel complesso le sentenze di merito che stabiliscono che la Fininvest debba risarcire Cir per il danno subito con l'annullamento, nel 1991, da parte della Corte d'Appello di Roma, del lodo arbitrale favorevole a De Benedetti sul controllo della Mondadori.

Quella decisione, infatti, come e' stato stabilito in sede penale in via definitiva, fu frutto di una corruzione in atti giudiziari per cui sono stati condannati il giudice Vittorio Metta e gli avvocati Cesare Previti, Attilio Pacifico e Giovanni Acampora. Il procedimento civile in corso oggi in cassazione, scaturisce infatti da questa pronuncia penale: in primo grado il giudice milanese Raimondo Mesiano, nel 2009, sostenendo che la Cir subi' un danno patrimoniale da "perdita di chanche", stabili' un risarcimento pari a 749,9 milioni di euro, ridotto poi in appello, nel luglio 2011, a 564 milioni, compresi interessi e spese legali, quando fu riconosciuto alla Cir un danno "immediato e diretto" dalla corruzione.

La decisione dei supremi giudici sulla causa civile Cir-Fininvest dovrebbe arrivare entro agosto, poiche' il codice di procedura civile prevede che le sentenze debbano essere depositate entro un mese dallo svolgimento dell'udienza. In questo caso, pero', sono in molti a non escludere che il verdetto possa slittare a dopo l'estate, data la complessita' della questione e, dunque, la necessita' di piu' tempo per stendere le motivazioni. Le sentenze civili vengono sempre rese note soltanto con il deposito delle motivazioni della sentenza. A redigerle, sara' il giudice Giacomo Travaglino, relatore della causa.

(Agi)


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