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Max Parisi

BRUNETTA: RINVIO DELL'AUMENTO IVA A SETTEMBRE? NO. COSI' IL GOVERNO CADE E QUANTO AL BUCO DA 8 MILIARDI, NON MI STUPISCE

mercoledì 26 giugno 2013

Roma - "Quando un governo trova soluzioni cosi' deboli tanto sull'Iva e molto probabilmente sulla lotta alla disoccupazione giovanile, figuriamoci cosa trovera' sull'Imu. Rischia di cadere". Renato Brunetta, da 24 Mattino su Radio 24, Brunetta boccia l'ipotesi di intesa del cosiddetto 3+3, la sospensione dell'aumento Iva fino a settembre e poi forse fino a dicembre, frutto dell'intesa trovata ieri tra Letta e Berlusconi: "Io non ne so nulla - puntualizza - ma so che da troppo tempo il governo sta mandando segnali di incertezza, e l'incertezza in economia e' un costo. Pensare di rinviare a settembre l'aumento Iva, per poi fare un altro dibattito 'Iva si', Iva no' per altri tre mesi mi sembra stucchevole e costoso per l'incertezza che genera". "Si tratta - ricapitola il capogrupo Pdl alla Camera - di trovare 2 miliardi di euro per arrivare a fine anno e a meta' ottobre, nella legge di stabilita', riformare strutturalmente l'Iva e farla partire dal primo gennaio 2014. Questa e' la via maestra. Il 3+3 non serve a nulla, produce piu' costi che benefici". 

"Io non ho avuto alcun rapporto col ministro Saccomanni e queste stesse cose le ho dette tanto a Berlusconi quanto ad Alfano", rileva Brunetta che ripete: "Quando il governo non da' risposte rischia di cadere. Perche' non governa. Non c'e' nessun assediante se non la realta' che chiede risposte forti. Se a queste domande dell'economia, delle famiglie, delle imprese il governo da' risposte deboli, il governo si mette da solo a rischio". Alternative? "Io non sono il governo, non spetta a me. E' compito dei ministri fare proposte e portarle in Parlamento, mica si puo' invertire l'onere. E' stato voluto un ministro tecnico all'Economia, sta a loro fare proposte. Se la maggioranza e' d'accordo bene, se non e' d'accordo se ne va il governo", e' la risposta dell'esponente Pdl. Ancora una stoccata a via XX Settembre sui boatos giornalistici a proposito di un buco nei conti dello Stato a causa di derivati firmati negli anni Novanta: "Conoscendo l'assoluta opacita' della nostra finanza pubblica e come e' gestita dal ministero dell'Economia e' verosimile l'allarme lanciato da Repubblica. E' un ministero talmente mostruoso ma anche talmente opaco. Nessuno sa esattamente l'ammontare del debito, nessuno sa come si costruisce il 'tendenziale' sulla base del quale si basano poi i conti pubblici. Conoscendo l'opacita' del ministero penso sia assolutamente plausibile la notizia". 

Redazione Milano


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