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Max Parisi

INCHIESTA BELSITO / IN CORSO PERQUISIZIONI E SI IPOTIZZA L'ESISTENZA DI UNA ''SOCIETA' SEGRETA'' (VEDI LEGGE ANSELMI-P2)

martedì 25 giugno 2013

Milano - Perquisizioni in 25 abitazioni, tre sedi societarie e sei accessi bancari sono in corso da parte della Dia, in Lombardia, Liguria ed a Reggio Calabria. Le perquisizioni sono state disposte nell'ambito dell'inchiesta della Dda reggina sul presunto riciclaggio di denaro della cosca di 'ndrangheta dei De Stefano nella quale e' indagato, tra gli altri, l'ex tesoriere della Lega Nord Francesco Belsito.

C'e' anche la violazione della legge Anselmi sulle societa' segrete tra i reati ipotizzati dalla Dda di Reggio Calabria nei confronti di otto persone indagate nel filone d'inchiesta che ha portato alle perquisizioni di oggi. In questo filone non figura l'ex tesoriere della Lega Belsito, arrestato ad aprile su richiesta della Procura di Milano e adesso ai domiciliari. Gli inquirenti reggini ipotizzano un rapporto 'ndrangheta-massoneria-eversione per il riciclaggio di denaro sporco.

Professionisti, imprenditori, un ex consigliere comunale di Reggio Calabria ed un investigatore privato: sono le persone indagate dalla Dda di Reggio Calabria per associazione a delinquere, riciclaggio e violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete nell’ambito dell’inchiesta avviata lo scorso anno su un bonifico di sei milioni di euro da parte dell’ex tesoriere della Lega Nord Francesco Belsito che, secondo l’accusa, potrebbe avere nascosto un’operazione di riciclaggio in favore della cosca De Stefano. Tra gli indagati, che hanno subito perquisizioni ad opera della Dia di Reggio Calabria, figurano il procacciatore di affari Bruno Mafrici, l’avvocato Pasquale Guaglianone, un passato nei Nar e titolare dello studio Mgim con sede in via Durini a Milano, e Giorgio Laurendi, un altro professionista anche lui di origine calabrese come i primi due. Indagati anche gli imprenditori Michelangelo Maria Tibaldi, Giuseppe Sergi, ex consigliere comunale a Reggio Calabria e commissario dell’Asi di Reggio, Romolo Girardelli, conosciuto come ‘’l’ammiraglio’’ e secondo gli inquirenti legato ai De Stefano, l’investigatore privato Angelo Viola e Ivan Pedrazzoli.

Una ''associazione per delinquere, al cui interno opera una componente di natura segreta, collegata e servente alla cosca De Stefano il cui programma criminoso risulta finalizzato a fornire un consapevole contributo diretto ad agevolare la struttura criminale''. E' quanto ipotizzano i magistrati della Dda di Reggio Calabria nell'ambito dell'inchiesta che oggi ha portato ad una trentina di perquisizioni tra Reggio Calabria, Milano e Genova su un presunto riciclaggio in favore della 'ndrangheta. L'organizzazione, secondo il pm della Dda reggina Giuseppe Lombardo, e il sostituto procuratore della Dna Francesco Curcio, avrebbe fornito il contributo in ''specifici settori di natura strategica identificabili: in quello economico e finanziario, nel cui ambito si pianificano complesse attivita' di riciclaggio e reimpiego di capitali di provenienza illecita e di controllo delle attivita' imprenditoriali riferibili alla cosca; e in quello politico ed istituzionale, nei quali le relazioni personali tra cui quella con Francesco Belsito, vengono sfruttate al fine di consolidare ed implementare la capacita' di penetrazione e di condizionamento mafioso''. Dalle indagini dunque, scrivono gli inquirenti nel decreto di perquisizione, emerge ''l'esistenza di una struttura criminale (connotata da segretezza) a carattere permanente nella quale, tra gli altri, operano con ruoli organizzativi Bruno Mafrici, Pasquale Guaglianone, Giorgio Laurendi, noti professionisti di origine calabrese inseriti in multiformi contesti politici; gli imprenditori reggini Michelangelo Tibaldi e Giuseppe Sergi (soggetto che ricopre anche incarichi politici ed istituzionali di rilievo locale); con ruoli di ausilio informativo e di supporto, Romolo Girardelli, Angelo Viola e Ivan Pedrazzoli''.

 


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