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Max Parisi

LA CORTE COSTITUZIONALE TEDESCA DOMANI DECIDERA' SE LA BCE PUO' CONTINUARE A COMPRARE BTP (I NO PREVARRANNO)

lunedì 10 giugno 2013

"Il caso al vaglio della corte costituzionale tedesca potrebbe provocare l'uscita dall'Eurozona della Germania. E' il titolo dell'articolo scritto dalla penna del noto editorialista del Telegraph, Ambrose Evans-Pritchard che, nel riportare i commenti di Udo Di Fabio, ex giudice della Corte costituzionale tedesca fino al dicembre del 2011, mette in evidenza il grave pericolo che incombe, di nuovo, sull'Eurozona. E, in particolare, sull'Italia.

Tassi dei bond italiani e spagnoli in calo rispetto ai massimi del 2011, smorzarsi delle tensioni sui debiti sovrani dei paesi periferici: questa è la storia che abbiamo sentito ripetere negli ultimi mesi. Una storia vera, avallata dai numeri: basta guardare alla performance dello spread Italia-Germania e ai tassi sui BTP decennali. Se ciò è accaduto, è stato per gli interventi ripetuti di acquisti di bond decisi dalla Bce di Mario Draghi. E' da lì che si è tracciata una sorta di linea di demarcazione tra Europa a rischio rottura e ritorno della calma sui mercati.

Ma cosa accadrebbe se alla Bce venisse tolto di colpo questo potere? Semplice:la speculazione non tarderebbe a tornare. Il rischio è proprio questo, visto che questa settimana la corte costituzionale tedesca si riunirà nel corso di due udienze per ascoltare le motivazioni presentate da un gruppo di professori tedeschi e dai rappresentanti di un partito di sinistra euroscettico, che hanno deciso di ricorrere alle vie legali per impedire alla Bce di continuare a portare avanti il suo impegno di acquistare debiti sovrani in quantità illimitata. 

Una mossa che è stata criticata più volte da Jens Weidmann, numero uno della Bundesbank, la banca centrale tedesca. Secondo di Fabio, il caso potrebbe provocare una rottura tra la Germania e la Bce e provocare alla fine "il collasso dell'Unione monetaria". In tutto sono 37.000 i tedeschi che ritengono che la Bce abbia oltrepassato i limiti fissati dal suo mandato, decidendo di finanziarie i deficit degli stati a un passo della bancarotta. 

La stessa Berenberg Bank ritiene che il caso sia "l'evento di rischio più rilevanti" che incombe sull'Eurozona, e teme la possibilità di uno "strano verdetto" che potrebbe arrivare anche a legare le mani a Mario Draghi. Di Fabio precisa che la corte, nota con il nome tedesco di Verfassungsgericht, in realtà non avrebbe il potere di costringere la Bce a cambiare la propria politica; tuttaviua, il tribunale ha il potere di emanare un ultimatum; di fatto, se con un suo verdetto, gli acquisti da parte della Bce di bond italiani e spagnoli della Bce dovessero essere considerati illegali, e se la Bce continuasse imperterrita ad acquistare i bond, la corte potrebbe proibire alla Bundesbank di far parte della strategia. E che alla fine potrebbe far salire così tanto la tensione, al punto da costringere la Germania a lasciare l'Eurozona. (Wsi)


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