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Max Parisi

LA CINA VUOLE AMMAZZARE IL VINO ITALIANO: NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBERO ARRIVARE DAZI CHE BLOCCANO L'EXPORT IN CINA.

venerdì 7 giugno 2013

Sale la tensione tra Cina ed Europa sul fronte dei rapporti commerciali. Ormai siamo a un vero e proprio muro contro muro. Anzi, barriera contro barriera. Tutto è cominciato con l’Unione europea spinta dall’associazione di categoria Eu Prosun a minacciare la Cina con dazi del 47%, se il Paese del Dragone non dovesse alzare i prezzi dei propri pannelli solari. La minaccia si sta per tradurre in realtà visto che i dazi entrano in vigore il 6 giugno: inizialmente saranno dell’11,8%, mentre schizzeranno in media al 47,6% a partire dal 7 agosto.

Per tutta risposta, l’ex celeste Impero ha deciso di attaccare il Vecchio Continente su uno dei settori più strategici della filiera agroalimentare, vale a dire il vino. Un comparto strategico per l’Italia che rischia di perdere 77 milioni di euro. Il 5 giugno, la Cina ha annunciato l’apertura di un’indagine anti dumping nei confronti del vino importato dall’Unione europea. Lo riferisce in un comunicato il Ministero cinese del Commercio. L’accusa di concorrenza sleale sul fronte dei prezzi è stata respinta da Bruxelles che ha anche precisato che nell’Ue «non ci sono aiuti all’export» di vino.

La scelta della “moneta” con cui contraccambiare l’ostilità commerciale europea non sembra essere stata casuale. I consumi di vino in Cina sono aumentati a ritmo record negli ultimi anni ed oggi, con 19 milioni di consumatori abituali e 18 milioni di ettolitri nel bicchiere, il Paese è il quinto consumatore di vino al mondo dopo Stati Uniti, Italia, Francia e Germania. E l’Italia è anche uno dei maggiori esportatori. Negli 2012, le vendite in Cina hanno raggiunto quota 77 milioni di euro pari a 326 mila ettolitri. L’aumento dell’esportazione negli ultimi cinque è stato del 300% circa in quantità e del 400% in valore. Anche i primi due mesi dell’anno hanno confermato il trend, con un aumento record del 42%.

Nel 2012 la Cina ha importato nel complesso dalla Ue 290 milioni di ettolitri. Va considerato, come sottolinea Confagricoltura, che la crescita del mercato del vino importato è stata peraltro favorita negli ultimi anni dalla riduzione dei dazi doganali sui vini d’importazione (scesi dal 65% al 14%), in conformità agli accordi stipulati in ambito Wto. Il vino rappresenta il 20% della produzione agroalimentare venduta oltreconfine. Ma l’Europa intenta a tutelare il fotovoltaico nostrano ha rovinato tutto.

La volontà di Pechino di mettere dazi sul vino andrebbe a incidere pesantemente su uno dei driver di crescita del “made in Italy”, ha denunciato in una nota la Cia, visto che il vino rappresenta il 20% di tutto l’export agroalimentare con un fatturato oltreconfine di 4,8 miliardi di euro che va a compensare il calo netto dei consumi interni, con un bicchiere in meno ogni quattro sulle tavole degli italiani.

Redazione Milano


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