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Max Parisi

INDAGINE IN SPAGNA: 30% DEI BAMBINI SONO POVERI. MOLTI SVENGONO IN CLASSE DALLA FAME E NON HANNO ABITI PER CAMBIARSI.

venerdì 7 giugno 2013

Madrid - Gli effetti della crisi sui gruppi piu' vulnerabili, come bambini e disabili, ''preoccupano'' il commissario europeo per i Diritti Umani, Nils Muizneks, che, al termine di una visita di 5 giorni a Madrid e Siviglia, ha ricevuto l'impegno del governo spagnolo a limitare l'impatto negativo dei tagli della spesa sui gruppi sociali piu' vulnerabili.

''Circa il 30% dei minori spagnoli sono a rischio di poverta' infantile. Mi hanno informato di casi di alunni che svengono in classe per malnutrizione o che indossano gli stessi indumenti per tre settimane'', ha proseguito Miuzneks. Il commissario ha ricordato che ''la protezione sociale, l'accesso alla sanita', a un alloggio adeguato e a un'istruzione di qualita' sono diritti cruciali, protetti dalla Convenzione Onu dei diritti umani dell'Infanzia'', che non possono essere ignorati nemmeno in tempi di dure misure di austerity.

L'esponente Ue ha tuttavia plaudito allo ''sforzo importante'' fatto da alcune comunita', come l'Andalusia, per garantire l'accesso gratuito alle mense scolastiche degli studenti delle fasce sociali piu' deboli, o per continuare ad erogare servizi sanitari agli immigrati pur se in situazione irregolare. Ed ha espresso ''un'impressone molto positiva'' sul fronte dei diritti delle persone disabili. Sebbene i tagli abbiano impedito di attuare pienamente la legge di dipendenza, ''la Spagna deve essere orgogliosa per i passi avanti compiuti nell'integrazione dei disabili nel sistema educativo e di accesso ai servizi pubblici'', ha assicurato Muizneks.

Uno dei focus della 'ricognizione' del commissario Ue e' stato il comportamento della polizia nelle dimostrazioni anti-austerita', che si sono moltiplicate negli ultimi due anni. Negli incontri con difensori del popolo, associazioni, con una cinquantina di Ong e con esponenti della societa' civile, a Muizneks e' stata denunciata la mancanza di identificazione da parte degli agenti di polizia, per evitare indagini e sanzioni su possibili abusi. ''Un importante passo avanti e' che la polizia nazionale garantira' con un numero l'identificazione degli agenti, una misura che deve essere applicata in maniera rigorosa'', ha ammonito il commissario Ue. Che ha esortato a ''vigilare sull'uso proporzionato della forza'', degli agenti antisommossa, nelle proteste, sia per quanto riguarda l'impiego di pallottole di gomma che sui manganelli estensibili. Muisneks si e' detto, inoltre ''in totale disaccordo per l'indulto concesso dal governo a poliziotti condannati per azioni violente'', in quanto questo ''perpetua l'impunita' e da' un segnale di luce verde ai gruppi piu' violenti interessati a ribassare gli standard europei dei diritti umani''.

Il commissario ha stigmatizzato, infine, la mancanza di chiarezza inerente la soppressione della materia di Educazione alla cittadinanza, introdotta all'epoca dal governo Zapatero, annunciata nella riforma educativa dell'attuale esecutivo presieduto da Mariano Rajoy. ''Non esistono analisi o studi sul campo che giustifichino il cambiamento'', ha osservato Muisnieks. ''L'educazione ai diritti umani e' la chiave per combattere ogni forma di discriminazione e intolleranza e far crescere generazioni di cittadini attivi e responsabli in una scieta' democratica'', ha osservato il commissario, che ha messo in guardia contro ''il rischio di diluire i contenuti'' dell'insegnamento in piu' materie. 

Redazione Milano


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