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LE NOTIZIE CHE GLI ALTRI NON SCRIVONO
Max Parisi

2013 L'ANNO DELL'ARMAGEDDON FINANZIARIO PLANETARIO

mercoledì 10 aprile 2013
1. Stanley Fischer, governatore della Banca d’Israele, afferma che l’economia mondiale è “spaventosamente prossima” alla recessione.
2. Poco tempo fa è stato annunciato che il tasso di disoccupazione della Grecia ha toccato la cifra record del 25.1%, mentre la disoccupazione sotto i 24 anni ha superato il 54%. Nell’aprile del 2010, il tasso di disoccupazione greco si attestava solo all’11.8%.
3. Il Fondo Monetario Internazionale preannuncia l’eventualità di una nuova “ristrutturazione” del debito pubblico greco.
4. Anders Borg, ministro delle finanze svedese, dichiara che l’uscita dall’Euro della Grecia è “probabile”, e che dovrebbe avvenire entro i prossimi sei mesi.
5. Una folla indignata di circa 40.000 greci ha invaso le strade di Atene per manifestare contro la Cancelliera tedesca Angela Merkel in visita. Da studenti a pensionati, decine di migliaia di dimostranti greci hanno occupato Atene per manifestare alla Cancelliera tedesca la loro indignazione nei confronti delle continue misure di austerità a cui sono sottoposti. Ignorando il divieto governativo di protestare, si stima che 40.000 manifestanti – tra cui molti con cartelloni della Merkel travestita da nazista- si sono radunati nei giorni scorsi in Piazza Syntagma nei pressi del parlamento.
Dei giovani a volto coperto hanno preso a sassate la polizia antisommossa che ha replicato con gas lacrimogeni. source
Le autorità hanno spiegato 7.000 agenti di polizia, cannoni ad acqua e elicotteri. Dei cecchini sono stati piazzati sui tetti a protezione dell’incolumità della Premier tedesca.
6. La crisi del debito pubblico argentino è sempre più critica.
7. Quest’anno si prevede che il debito pubblico in rapporto al PIL raggiunga il 126% in Italia, il 198% in Grecia, e un esorbitante 237% in Giappone.
8. L’agenzia di rating Standard&Poor’s ha declassato la valutazione azionaria del debito pubblico spagnolo a un BBB-, a solo un gradino al di sopra della categoria “debito altamente speculativo”.
9. Nel 2000 in Spagna il rapporto tra debito pubblico e PIL era del 192%, e nel 2011 ha raggiunto il 363%.
10. Somme record di denaro vengono ritirate dalle banche spagnole, molte delle quali si avviano verso lo stato di insolvenza.
11. L’attività manifatturiera spagnola è in fase di contrazione da 17 mesi di fila.
12. Si stima che il valore immobiliare delle case spagnole diminuirà di un ulteriore 15% entro la fine del 2013.
13. In Francia, il tasso di disoccupazione ha attualmente superato il 10%, ed è in costante aumento da 16 mesi di fila.
14. Vi sono indizi che la Svizzera si stia preparando per fronteggiare “disordini sociali di prim’ordine” in tutta Europa.
15. L’ex massimo economista presso la Banca Centrale Europea dichiara che la BCE è precipitata in uno stato di “panico” nel disperato tentativo di risolvere la crisi del debito pubblico europeo.
16. Secondo una recente relazione finanziaria del Fondo Monetario Internazionale, le banche europee potrebbero essere costrette a mettere in liquidazione beni per 4,5 trilioni di dollari durante i prossimi 14 mesi al fine di far fronte all’assoluta necessità di nuovo capitale.
17. In agosto, l’export americano ha toccato il livello più basso dallo scorso febbraio.
18. Il docente di economia Barry Eichengreen si dichiara molto preoccupato in merito al futuro dei titoli di stato americani:
“Temo che in particolare i mercati azionari statunitensi abbiano superato la fase di crescita economica”
19. Durante la prima settimana d’ottobre, gli investitori hanno ritirato più di 10 milioni di dollari dai fondi comuni d’investimento americani. In totale quest’anno, sono stati ritirati più di 100 milioni di dollari dai fondi comuni.
20. Il Fondo Monetario Internazionale avverte il rischio “altamente preoccupante” di un ulteriore rallentamento dell’economia mondiale.
21. Uno dei segni più chiari che indicano il rallentamento dell’attività economica è dato dal licenziamento del personale delle compagnie di spedizione. Ciò spiega la preoccupazione in seguito all’annuncio che la FedEx stia pianificando il licenziamento di “diverse migliaia” di dipendenti nei prossimi mesi. Seconda l’agenzia di stampa francese AFP “l’attività commerciale della compagnia è colpita dalla recessione economica”.
Ma c’è qualcuno che se la sta passando bene?
Si. A quanto pare, il nuovo piano di politiche monetarie degli USA (QE3) sta gonfiando i profitti delle grandi banche americane rendendo i ricchi ancora più ricchi, proprio come avevo previsto. Secondo il Washington Post, queste politiche stanno portando benefici alle grandi banche più che i consumatori. È forse questo che aveva in mente la Federal Reserve sin dall’inizio?
Poche settimane fa , JPMorgan Chase e Wells Fargo, società finanziarie leader nel mercato ipotecario americano, hanno annunciato che i tassi d’interesse dei prestiti immobiliari non verranno ridotti, sebbene da questi servizi ne ricavino profitti esorbitanti. Tali profitti sono stati gonfiati da iniziative federali con il fine di stimolare l’economia. La Federal Reserve spende 40 milioni di dollari al mese per ridurre i tassi ipotecari e incentivare gli americani a comprare immobili. Ciò nonostante, queste manovre potrebbero avvantaggiare le banche più che i mutuatari.
Di conseguenza, quali benefici hanno ricavato le banche dal QE3?
Ecco le cifre:
Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, nell’ultimo quadrimestre i ricavi derivanti dalle ipoteche sono aumentati del 57% per la JPMorgan e più del 50% per la Wells Fargo. Ma cos’altro ci dovremmo aspettare dalla Federal Reserve?
In ogni caso, è indiscutibile che l’economia e il sistema finanziario mondiali sono insostenibili da qualsiasi prospettiva si voglia esaminare il problema. Stiamo sprofondando nel debito pubblico, annegando nel debito dei consumatori. La borsa è diventata un casinò ad alto rischio dove le nostre più grandi istituzioni giocano d’azzardo giorno dopo giorno.
Consumiamo di gran lunga più di quanto produciamo, in america più di 100 milioni di americani vivono di sussidi, è come se stessero derubando le future generazioni di più di 100 milioni di dollari all’ora, di cui poi loro ne dovranno rispondere.
Autore: Carlo Scalzotto per Finanza No Stop.

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