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Max Parisi

NORD EST SENZA CREDITO: LE BANCHE NON FINANZIANO PIU' LE IMPRESE E IL SISTEMA PRODUTTIVO SI STA FERMANDO.

martedì 4 giugno 2013

Padova - Non si arresta la restrizione del credito alle imprese. La stretta complica non solo gli investimenti, ma l'ordinaria gestione delle aziende e ne mette in pericolo la sopravvivenza. Difficile dire quanto concorrano l'inasprimento delle garanzie e l'alto costo del credito, quanto la debolezza della domanda effetto della recessione.

Il risultato e' che l'accesso al credito e' piu' difficile per 6 imprese su 10. E a farne le spese sono soprattutto le piccole aziende. Il 53,1% delle imprese padovane ritiene che il rapporto con le banche sia peggiorato negli ultimi sei mesi. Le maggiori difficolta' sono costi elevati del credito (20,9%), eccessive garanzie richieste (19,5%), scarsa comprensione delle esigenze aziendali (10,5%).

Quanto all'esperienza diretta di chi ha richiesto nuovo credito, il 59,6% denuncia grosse difficolta' di accesso. Sono molte le leve della stretta: concessione piu' selettiva, costi elevati, riduzione dell'importo degli affidamenti e, in qualche caso, richiesta di rientro. E' la preoccupante istantanea presa dalla sesta indagine ''Pmi e condizioni di accesso al credito'' realizzata da Ufficio Studi Confindustria Padova, nel mese di aprile su un campione di 356 aziende e riferita agli ultimi sei mesi.

''Siamo entrati in un circolo vizioso che amplifica gli effetti della recessione, l'inizio di una terza fase di credit crunch. Le banche sono sempre piu' selettive nell'erogare credito, a fronte di requisiti di capitale piu' stringenti e aumento delle sofferenze, i prestiti calano, i tassi salgono - afferma il presidente di Confindustria Padova, Massimo Pavin -. Il tasso medio dei prestiti alle imprese, rileva Banca d'Italia, e' pari al 3,5%. Ma e' solo la media: un prestito fino a un milione di euro a 5 anni ha un tasso del 6-7%. Livelli troppo alti e in salita che stanno spingendo molte imprese a rinunciare a chiedere credito. Ma l'economia reale non puo' crescere se non e' finanziata. Serve uno shock che rilanci la fiducia, uno sforzo congiunto di governo, banche e imprese per spezzare la spirale negativa del credito e immettere liquidita' nel sistema. La misura cruciale e' il pagamento immediato di almeno i due terzi dei debiti della PA: sarebbe il piu' potente stimolo alla ripresa. Ma anche agire con determinazione in Europa per rivedere i vincoli patrimoniali imposti alle banche a fronte dei prestiti alle imprese, che hanno finito per aggravare il credit crunch''.

In concreto, i dati mostrano che il Nord Est si sta fermando. E questo significa una cosa sola: che l'italia sta fallendo.

max parisi


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