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Max Parisi

MARONI, ABBIAMO UN PROBLEMA (INDUSTRIALE): LA ANSALDO BREDA E' IN UN TRENO DI GUAI. LA REGIONE DOVREBBE INTERVENIRE.

sabato 1 giugno 2013

Milano - La compagnia ferroviaria belga Snbc, ha interrotto il contratto con un prodotto considerato di punta dell’AnsaldoBreda di Pistoia (gruppo Finmeccanica) e bloccare la consegna dei tre treni ad alta velocità Fyra, da 21 milioni ciascuno già ordinati, per un totale di 63 milioni. Il Ceo Marc Descheemaecker ha anche annunciato che il Cda ha dato mandato di ritirare l’anticipo di 37 milioni di euro per la commessa.

Non solo, ma anche l'Olanda s'appresta ad annullare una commessa di Fyra V250, ben maggiore, pari a 16 treni, per 336 milioni di euro, di cui 189 già versati. L'azienda italiana non avrebbe neppure risposto alle obiezioni sollevate dal grosso cliente belga. Ora, quest'ultimo intende ottenere il risarcimento per i danni subiti, stimati in "svariati milioni". 

Le analisi condotte sui treni hanno messo in luce "lacune fondamentali" nella concezione dei treni Fyra (V250), tali da porre rischi importanti sia al livello di affidabilità che di sicurezza, secondo quanto sottolinea il Ceo. Nel gennaio scorso l’autorità belga incaricata del controllo della sicurezza ferroviaria aveva sospeso il servizio operato dai Fyra V250, avviato dal 19 dicembre tra Amsterdam e Bruxelles, a causa di malfunzionamenti che si erano manifestati in presenza di neve e gelo, anche con la conseguenza di perdita di pezzi. E sulla questione dei Fyra V250 i vertici delle ferrovie di Belgio e Olanda erano stati auditi dal consiglio parlamentare del Benelux.

Le ferrovie del Belgio avevano concesso tre mesi al costruttore italiano per apportare le modifiche adeguate, ma questa richiesta incredibilmente "è rimasta senza risposta". In sostanza, non c'è nessuno dell’AnsaldoBreda che si assuma le responsabilità. A fine giugno si dovranno pronunciare anche le ferrovie olandesi Ns, che hanno messo in piedi una task force per indagare sui problemi e decidere sulla possibile rimessa in circolazione dei convogli. In particolare si sono rivolti al consulente privato Mott McDonald per una "second opinion". Il cinque aprile scorso le ferrovie olandesi avevano aperto le porte dello stabilimento di Watergraafsmeer V250 (dove si stanno conducendo le verifiche sui Fyra) ai parlamentari della Commissione infrastrutture e ambiente per mostrare loro lo stato dell’arte dei lavori. La compagnia olandese ha già comprato nove treni dall’azienda di Pistoia, su una commessa di 16, per 336 milioni di euro, di cui 189 già versati.

La notizia, degna d'interrogazioni parlamentari, se non altro per le penali che rischiano di finire a carico dello Stato, è liquidata in poche righe dalla stampa locale.

Era già emersa in gennaio, sempre dalla stampa toscana, ma allora si parlava solo di "rischi" di annullamento dei contratti in essere con Belgio e Olanda. Cinque mesi fa, l'azienda costruttrice sostenne che "dopo le prime verifiche tecniche" i problemi "appaiono collegati a un indebito accumulo, sotto i veicoli, di ingenti quantità di neve, poi trasformatasi in ghiaccio che, distaccandosi durante la marcia del treno, ha provocato il danneggiamento di alcune parti del sottocassa. Inconvenienti - scrivono - che tuttavia non hanno mai inficiato la sicurezza del treno e dei suoi passeggeri". Invece l'intacca eccome. I 40 tecnici inviati dall'azienda toscana non hanno risolto nulla. Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi aveva sollecitato l'interessamento dei politici: "Il problema è tale che forse, trattandosi di un'azienda di cui lo Stato detiene la Golden share, un interessamento anche dei livelli politici non sarebbe sbagliato. Più che sollecitarlo, lo suggerisco". Qualcuno se n'è occupato?

Roberto Schena

 


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