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Max Parisi

OCSE: L'ITALIA NON DEVE TAGLIARE LE TASSE E IL PIL NEL 2013 SARA' -1,8%. LA DISOCCUPAZIONE AL 12%, E NEL 2014 PEGGIO.

mercoledì 29 maggio 2013

Visto il suo elevato debito pubblico, che deve essere incanalato su un percorso di riduzione, l'Italia deve "evitare riduzioni premature delle tasse", mentre al tempo stesso deve operare in modo da limitare la spesa pubblica totale.

Lo afferma l'Ocse nel sommario del capitolo sull'Italia contenuto nell'ultimo Economic Outlook. Un rapporto in cui sono state effettuate limature sulle attese di crescita della penisola, peraltro già basse, e in questo contesto secondo l'ente parigino bisogna mettere in cima alle priorità le riforme volte a rilanciare l'attività economica. Le stime sul Pil 2013 sono state riviste in peggo a -1,8% da -1,5%.

Sempre più emergenza disoccupazione in Italia: nelle sue ultime previsioni globali, l'Ocse ha rivisto in peggio le attese sul mercato del lavoro nella penisola e ora sul 2013 stima una disoccupazione in aumento all'11,9%, dal 10,6% del 2012. Sul 2014 è atteso un ulteriore e netto incremento al 12,5%.

I dati, contenuti nell'ultimo Economic Outlook, sono peggiori di quelli indicati sempre dall'Ocse meno di un mese fa: nel rapporto sull'Italia pubblicato lo scorso 2 maggio l'ente parigino stimava una disoccupazione 2013 all'11,4%, e sul 2014 all'11,8%.

In generale, secondo l'Ocse si profila una graduale ripresa delle economie avanzate (italia esclusa) tra la metà di quest'anno e il 2014, sostenuta da politiche monetarie espansive, miglioramenti delle condizioni dei mercati e un progressivo recupero della fiducia.

Il prossimo anno segnerà una ripresa anche l'area euro (italia sempre esclusa) che però resta in affanno e accusa crescenti livelli di disoccupazione. Nel suo ultimo Economic Outlook l'ente parigino prevede un più 1,2% del Pil per l'insieme dell'area Ocse quest'anno, cui seguirà un più 2,3% nel 2014.

Prospettive che tuttavia "restano dominate da rischi al ribasso", anche se questi fattori di rischio si sono ridotti grazie alle misure anti crisi prese nell'area euro e al mancato innescarsi del Fiscal Cliff negli Usa. Eurolandia peraltro sul 2013 segnerà un meno 0,6% in termini di Pil, cui seguirà una ripresa dell'1,1% nel 2014. Il Pil globale, secondo l'Ocse, segnerà un più 3,1% nel 2013 e un più 4% nel 2014.

Gli Usa invece segneranno un più 1,9% del Pil quest'anno e un più 2,8% nel 2014. Le difficoltà dell'area euro appaiono ancora più evidenti in termini di disoccupazione: nel 2013 per la media dell'area Ocse si attesterà all'8,1 per cento e nel 2014 registrerà una limatura all'8%. Nell'area euro invece toccherà il 12,1% quest'anno e il 12,3% nel prossimo. Solo nel corso del 2014, secondo l'Ocse, si stabilizzerà nell'Unione valutaria, e comunque a livelli molto elevati. 

Redazione Milano


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