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Max Parisi

USA AUSTRALIA AUSTRIA POLONIA REPUBBLICA CECA UNGHERIA BULGARIA ISRAELE CROAZIA SLOVACCHIA: NO AL GLOBAL COMPACT ONU

mercoledì 28 novembre 2018

L'accusa di "isolazionismo" scagliata contro il governo Conte per avere deciso di dare la parola al Parlamento circa l'adesione o meno dell'Italia alla proposta Onu sull'immigrazione è ridicola. Vediamo perchè.

I primi a ritirarsi furono, quasi esattamente un anno fa, il 3 dicembre 2017, gli Stati Uniti di Donald Trump, annunciando all'Onu che non avrebbero aderito al Global Compact for Migration. Allora non erano ancora conclusi i negoziati dell'accordo "per una migrazione sicura, ordinata e regolare" che erano stati avviati, in un'altra era politica a Washington, per iniziativa principalmente di Barack Obama.

Il 13 luglio scorso, dopo mesi di negoziati, l'Assemblea Generale ha approvato il testo finale con 192 voti: allora, oltre a Washington, solo l'Ungheria di Vitkor Orban si era schierata contro l'accordo definito "una minaccia al mondo dal momento che potrebbe ispirare milioni di migranti", come disse il ministro degli Esteri Peter Szijjarto.

A settembre Trump ha poi ribadito dal podio dell'Assemblea Generale la sua opposizione. "La migrazione non dovrebbe essere governata da un organismo internazionale non controllato dai nostri cittadini", ha detto. Con l'avvicinarsi alla data dell'appuntamento a Marrakech, dove il 10 ed 11 dicembre si firmerà l'accordo che non è vincolante, sono cominciati i ripensamenti e gli annunci di defezioni dal vertice. 

La lista dei rifiuti si allunga di giorno in giorno, anche con diversi paesi della Ue, in particolare del cosiddetto gruppo Visegrad: Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia, Polonia, e poi Austria, Bulgaria, Croazia, Israele e Australia. Quindi, l'Italia è tutt'altro che isolata. Piuttosto, sono "isolate" in Europa Francia e Germania, favorevoli. 

La Svizzera poi ha annunciato che non andrà al vertice in attesa di un pronunciamento del Parlamento sul Global Compact, che è esattamente quanto farà anche l'Italia.

In Estonia addirittura si è rischiata la crisi di governo, a pochi mesi dalle elezioni politiche di marzo, dopo che una delle formazioni che regge la coalizione ha dichiarato l'opposizione al Global Pact. Chiamato in causa, il Parlamento ha comunque confermato l'adesione di Tallinn all'accordo. Anche se il governo, comunque, non invierà nessuno a Marrakech a sostenerlo e il fatto che non sia vincolante trasforma il Global Compact in un superfluo pezzo di carta tra i tanti stampati dall'Onu. 

E a chi in Italia sventola presunte divisioni tra Lega e Movimento 5 Stelle proprio sul Global Compact, risponde oggi ufficialmente l'M5S con questo comunicato: "Come ha ribadito il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il Global compact e' un documento che pone temi e questioni diffusamente sentiti anche dai cittadini: e' quindi opportuno, parlamentarizzare il dibattito e rimettere le relative scelte all'esito di tale discussione, come pure e' stato deciso dalla Svizzera. E' corretta quindi la scelta del Governo che a Marrakech non partecipera', riservandosi di aderire o meno al documento solo quando il Parlamento si sara' pronunciato dopo un approfondito dibattito". 

In mattinata, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte aveva dichiarato: "Il Global Migration Compact e' un documento che pone temi e questioni diffusamente sentiti anche dai cittadini: riteniamo opportuno, pertanto, parlamentarizzare il dibattito e rimettere le scelte definitive all'esito di tale discussione, come pure e' stato deciso dalla Svizzera. A Marrakech, quindi, il Governo non partecipera', riservandosi di aderire o meno al documento solo quando il Parlamento si sara' pronunciato".

Chiarissima la posizione del Segretario della Lega e ministro dell'Interno Matteo Salvini: "Sono assolutamente contrario al Global compact. Ne discuteremo con gli alleati dei 5 Stelle però non vedo perché delegare ad organismi sovranazionali scelte che spettano ai singoli Paesi, non vedo perché devo mettere sullo stesso piano i migranti cosiddetti economici e i rifugiati politici. Come diceva Papa Benedetto, prima del diritto ad emigrare esiste il diritto a rimanere nel proprio Paese. Ci confronteremo con gli amici dei M5S e se non ci sarà un accordo penso che in democrazia l'unico organo che si deve esprimere è il Parlamento perché siamo una Repubblica parlamentare".

Redazione Milano


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