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Max Parisi

BELGIO HA FINANZIATO E ARMATO (CON 3-5 MILIARDI) TERRORISTI ISLAMICI IN LIBIA QUELLI DELLA MAFIA DEI BARCONI DI AFRICANI

giovedì 22 novembre 2018

Il portavoce dell'Esercito nazionale libico (Lna), Ahmed al Mismari, ha annunciato di "avere le prove che confermano il coinvolgimento del Belgio nell'invio di armi alle milizie della Tripolitania e ai gruppi terroristici di Derna e Bengasi". Parlando ieri sera nel corso di una conferenza stampa da Bengasi, Al Mismari ha aggiunto: "Abbiamo scoperto dei voli aerei sospetti per il trasporto di armi dal Belgio alla Libia nel 2016". Secondo Al Mismari a ricevere le armi sarebbero stati uno dei leader dei Fratelli musulmani in Libia, Ali al Salabi, e l'ex capo del Gruppo libico combattente (Lifg), Abdel Hakim Belhadj, mentre a sovrintendere l'operazione sarebbe stato Khaled Sharif, all'epoca viceministro degli Esteri libico.

Secondo il portavoce del generale Khalifa Haftar, questi tre esponenti dell'ovest della Libia avrebbero ottenuto missili cinesi anti-aereo trasferiti poi alle milizie islamiste di Derna e Bengasi.

Si tratta di accuse strumentali? Niente affatto.

Lo scorso ottobre, "Rtbf", l'emittente nazionale radiotelevisiva della regione meridionale francofona del Belgio, ha trasmesso un'inchiesta - assolutamente censurata dai media italiani, tedeschi e francesi - secondo cui il governo belga avrebbe avuto un ruolo nella sparizione di diversi miliardi di euro congelati al clan Gheddafi nel 2011 e utilizzati per il finanziamento delle milizie libiche responsabili della tratta di esseri umani.

"Per sette anni, abbiamo capito che le milizie potevano reperire tutte le armi di cui avevano bisogno. Alcuni paesi le hanno armate apertamente, altri hanno utilizzato altre vie. Ci sono stati uno o due scandali legati a degli aerei fermati all'aeroporto di Ostenda con armi all'interno", spiegano le fonti di "Rtbf". Durante la rivolta del 2011, per impedire che le ingenti somme di denaro accumulate da Muammar Gheddafi finissero nelle mani sbagliate, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha deciso di imporre un blocco sugli asset libici. In Belgio, queste attivita' sono state congelate in quattro banche: BNP Paribas Fortis (43 milioni di euro), ING (376 milioni), KBC (869 milioni) e, soprattutto, Euroclear Bank (12,8 miliardi). Secondo l'emittente pubblica belga, tuttavia, alcuni di questi fondi sarebbero "spariti": dal 2012, tra i 3 e i 5 miliardi di euro sarebbero stati trasferiti altrove. E scomparsi.

Nessuno sa esattamente cosa sia successo a queste somme, ma un rapporto delle Nazioni Unite pubblicato a settembre 2018 incolpa piu' o meno indirettamente lo Stato belga, che tuttavia appare restio a far luce sulla vicenda, dato che a Bruxelles ha sede la Commissione europea e non è chiaro quanto potrebbe allargarsi nel caso l'inchiesta e l'enorme scandalo che ne deriverebbe.

Secondo le fonti anonime di "Rtbf", questo scandalo potrebbe avere conseguenze gravissime: "Questo e' un potenziale finanziamento di una guerra civile per 7 anni, una guerra civile che ha portato a una grave crisi migratoria".

Nell'inchiesta dei giornalisti belgi ricorre spesso il nome dell'ex ministro delle Finanze e attuale ministro degli Esteri, Didier Reynders, il quale avrebbe avuto potere decisionale quando i fondi sono "spariti". Il giudice istruttore Michel Claise sta svolgendo un'indagine sulla vicenda, ma al momento e' filtrato molto poco o nulla al riguardo. Il magistrato dovra' scoprire esattamente dove sono i soldi libici e per quale scopo sono stati trasferiti o utilizzati. 

Questa denuncia pubblica della stampa del Belgio è di  estrema gravità, perchè dimostra da una parte che il Belgio - e certamente non da solo - ha fatto in modo di destabilizzare la Libia, dall'altra che questa gigantesca cospirazione che ha gravemente danneggiato l'Italia ha sede nella "capitale" dell'Unione Europea. 

Redazione Milano 


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