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Max Parisi

INCHIESTA IN VENETO TRA GLI ELETTORI / ABBIAMO DOMANDATO ALLA GENTE PERCHE' HA VOTATO IN MASSA PER LA LEGA

martedì 6 marzo 2018

Il popolo italiano, dopo 5 anni e 3 governi a guida piddì, ha votato ed ha espresso il proprio giudizio sull’operato di questi esecutivi e sulla maggioranza che li ha appoggiati. Il risultato non ammette dubbi: gli italiani hanno sonoramente bocciato il partito capeggiato dal bullo fiorentino e dai suoi sodali. In meno di 5 anni, il “rottamatore”, come amava definirsi, è riuscito a portare il fu PCI dal 40 al 19%: la rottamazione c’è sicuramente stata, anche se non quella che pensava lui.

Eppure, nonostante questa pesante, pesantissima scoppola, che ha visto la maggioranza degli italiani esprimere un chiaro voto contro la ue, l’euro ed i partiti che li sostengono (non è qui il momento per discutere se il m5s sia veramente o no un movimento anti ue ed anti euro: la popolazione lo ha percepito e lo percepisce al momento come tale), i capatàz del piddì hanno continuato a manifestare sorpresa mista a spocchia e disprezzo in tutte le interviste concesse, non ultima quella del bomba fiorentino con la quale annunciava le sue dimissioni (le ennesime di una carriera improntata agli annunci privi di seguito) “posticipate”.

Il refrain più gettonato era: “noi abbiamo ridato dignità al paese, abbiamo creato più di un milione di nuovi occupati, abbiamo abbassato le tasse, aumentato la sicurezza e gli italiani ci voltano le spalle”, oppure il sempreverde: “gli italiani si sono lasciati abbindolare da populismi e spinte neofasciste”.

Sembrava di assistere ad una puntata di “ai confini della realtà”, con i dirigenti di quello che fu il “bottegone” descrivere un mondo che solo loro vivono. Sì, perché sarebbe stato sufficiente fare quattro passi tra la gente comune, per capire l’aria che tirava e soprattutto per intuire il grande risultato conseguito dalla Lega di Salvini.

Quelli che riportiamo, nomi a parte (cambiati per motivi di privacy), sono dialoghi reali, fatti con la “gente della porta accanto” in veneto.

-“Questo governo parla di aver abbassato le tasse, ma io tra tasse e contributi, se  guadagno 100, me ne restano 40 e di quei 40 devo mettere in conto anche i clienti che non mi pagano. Vorrei che uno del governo venisse a fare per un mese la vita che faccio io, per vedere cosa combina. Tanti dicono che la flat tax non va bene, perché favorisce i ricchi, ma i ricchi sono già stati favoriti da questo governo: se a me restano più soldi in tasca, posso permettermi qualcosa in più per la mia famiglia”, mi diceva Giorgio, commerciante ambulante di Monselice, a fine gennaio.

-“Mio marito è rimasto invalido al 100% per un incidente. Abbiamo messo la liquidazione alla popolare di vicenza e ci siamo fidati del direttore: ora abbiamo perso quasi tutto, mentre i responsabili del disastro, girano indisturbati e il governo anziché mandarli in galera gli ha fatto le carezzine”: Daniela, 57 anni di Castagnaro, in provincia di Verona.

-“Ho 32 anni, laurea a pieni voti e vivo di lavoretti da due, tre settimane l’uno. Per questo governo sono una ‘privilegiata’, ma non arrivo a fine mese e senza l’aiuto dei miei genitori non ce la farei. Come posso pensare di mettere su famiglia? Poi arrivano baldi giovanotti dall’Africa, che dicono di fuggire dalla guerra ma sembrano usciti dalla palestra, e lo stato gli da tutto. Ti sembra giusto?” Claudia di Verona

Questi sono solo alcuni esempi, ma sui social si trova anche una meravigliosa intervista ad un Senegalese, perfettamente integrato nella realtà veneta, che critica apertamente l’operato del governo perché “non si può accogliere tutti, soprattutto quando non c’è lavoro nemmeno per gli italiani. E chi viene qui, deve adattarsi alle abitudini del posto, e non voler imporre le proprie. Io sono qui da 20 anni e mi sono integrato perché ho imparato a vivere come un veneto.”

Ecco, sarebbe bastato che il bomba avesse fatto un giro per i mercati rionali, per capire che il mondo descritto dal governo e dai partiti di maggioranza NON era quello che vivono  quotidianamente i cittadini. E non deve stupire se il piddì, al nord ha tenuto solo nei quartieri più “in” delle grandi città: non si tratta di “cultura” verso “popolo rozzo ed ignorante” come continuano a predicare i soliti giornalisti con la puzza sotto il naso, ma di “privilegiati” contro “gente comune”. E’ facile essere a favore dell’accoglienza indiscriminata quando si vive in quartieri con tanto di vigilanza privata, lontano dai condomini dove gli italiani devono convivere con immigrati che spesso devono delinquere per mantenersi. E’ facile criticare la flat tax quando i propri guadagni finiscono in paradisi fiscali senza lasciare un centesimo al fisco italiano.

Qui, in questo drammatico scollamento tra èlite e popolo sta la causa ed il riassunto del tracollo del pd renzista e del trionfo della Lega di Salvini: il primo parlava alle élite al caviale, il secondo si è fatto carico di trovare soluzioni per il popolo.

L’assurdo è che il partito che da sempre ha fatto del “popolo” la propria bandiera, sia diventato il  più infimo strumento delle élite finanziarie per consolidare il proprio dominio e drenare risorse e benessere dal basso verso l’alto. Ma, d’altra parte, non poteva essere diversamente: da sempre la sinistra ha bisogno di un padrone. Un tempo era Stalin, oggi il “mercato”: ed in entrambi i casi, non ha mai capito il popolo che pretendeva arrogantemente di rappresentare.

Luca Campolongo

Fonti:

streaming delle varie dichiarazioni degli esponenti del pd post voto

colloqui avuti girando per i vari mercati rionali

pagina FB “il veneto imbruttito” per l’intervista al senegalese immigrato regolare


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