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Max Parisi

LA RIVOLUZIONE FISCALE DI TRUMP CHE ANDREBBE BENISSIMO ANCHE ALL'ITALIA (SOLO SE ESCE DALLA PRIGIONE DELL'EURO)

giovedì 27 aprile 2017

WASHINGTON - Donald Trump l'ha definita "grandiosa". Il suo consigliere economico la considera "un'opportunità che capita una volta per generazione". Il segretario al Tesoro Mnuchin crede che sia un mezzo per portare ad almeno il 3% la crescita annua degli Stati Uniti alimentando l'occupazione e convincendo le aziende americane a rimpatriare "migliaia di miliardi di dollari" di utili parcheggiati all'estero.

La riforma fiscale presentata ieri sera dalla Casa Bianca come la "maggiore dal 1986"  prevede che l'imposta sulle aziende verrà ridotta al 15% dal 35% con l'intento di eliminare quello che viene considerato uno svantaggio competitivo per la Corporate America, a cui verrà offerta per altro una tassa una tantum per il rimpatrio degli utili generati al di fuori degli Usa al 10%. L'aspetto più interessante di questa "flat tax" riguarda il fatto che si applica anche alle ditte individuali, i cui utili prima veivano tassati come redditi personali e invece ora saranno tassati - per tutti - al 15%. 

In aggiunta  a ciò il numero delle aliquote per le persone fisiche verrà ridotto a tre da sette (al 10%, al 25% e al 35% abbassando anche il tetto della  più alta in vigore attualmente che è al 39,6%. 

Per le famiglie, i primi 24.000 dollari di reddito non verranno tassati (il doppio rispetto a quanto previsto ora) creando di fatto una vasta "no tax area" ma quelle che vivono negli stati di New York, New Jersey e California dove le tasse sono particolarmente alte - e le amministrazioni sono guardacaso democratiche - non potranno più detrarre le tasse municipali e statali dai redditi dichiarati.

Viene inoltre eliminata la tassa di successione, cosa non da poco negli Stati Uniti e sono previste agevolazioni per l'assistenza all'infanzia ed è garantita "la protezione della proprietà abitativa e delle detrazioni di spese fatte in beneficenza". Detto in parole povere, abolizione della tassa sulla casa.

Mnuchin spera sia approvata "entro la fine dell'anno in corso" e sulla base dei numeri nei due rami del parlamento sono esclusi problemi, dato che Trump ha fatto ottenere al Partito Repubblicano la maggioranza in antrambi, cosa che non accadeva da oltre cinquanta anni.

In conferenza stampa di presentazione della riforma fiscale, Cohn, ex presidente di Goldman Sachs reclutato da Trump, ha ricordato che all'inizio degli anni '60, quando il presidente Jfk aveva tagliato le tasse, "l'aliquota per le persone era al 90% e l'evasione era galoppante". Con Ronald "Reagan l'aliquota fu portata al 28% e dopo di lui con i democratici è tornata a salire". Quando il 40esimo presidente lasciò la Casa Bianca nel 1988 "l'imposta sulle aziende era al 34% e da allora è rimasta più o meno a quel livello", ha aggiunto Cohn. Adesso è stata abbattuta da Trump.

I principi chiave della riforma che "non son negoziabili", ha sottolineato il Segretario al Tesoro Mnuchin, sono "rendere le aziende competitive, semplificare la dichiarazione dei redditi, agevolare il rimpatrio di utili parcheggiati all'estero dalle aziende Usa". E' lui ad avere detto che "le mancate entrate verranno coperte con la crescita economica, cosa che porterà a una riduzione di deficit e debito". 

Da parte democratica, non sono mancate le critiche, principalmente basate sul concetto che le tasse alte sono un bene per lo Stato... 

Redazione Milano


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