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Max Parisi

FRANCIA: IL 23 APRILE SI VOTA, PREPARATEVI ALLA ''GRANDE SORPRESA'' CHE STA GETTANDO NEL PANICO LA UE E LA BCE

martedì 18 aprile 2017

PARIGI - Secondo il sondaggio quotidiano "PresiTrack" elaborato dagli istituti OpinionWay e Orpi per il quotidiano economico francese "Les Echos", ieri lunedi' 17 aprile il candidato del centro-destra Francois Fillon avrebbe ulteriormente recuperato terreno, nonostante lo scandalo da molti considerato gonfiato ad arte per screditarlo e definito dalla stampa, soprattutto di sinistra, "Penelope-gate".

Fillon con il 21 per cento delle intenzioni di voto al primo turno delle elezioni presidenziali, domenica prossima 23 aprile, avrebbe ormai raggiunto il candidato Macron che fin qui avrebbe dovuto rappresentare lo sfidante di Marine Le Pen certo di vincere al ballottaggio.

Mantre il consenso "ufficiale" per Marine Le Pen, sarebbe calato secondo gli istituti di sondaggio francesi al 22 per cento, poco staccato sarebbe Jean-Luc Me'lenchon, il candidato dell coalizione di estrema sinistra "La France insoumise" che con il 18 per cento delle intenzioni di voto continua tuttavia a sperare di poter approdare al secondo turno del 9 maggio.

Insomma, detto in breve: quattro candidati racchiusi in appena tre punti percentuali, abbondantemente quindi all'interno del "margine di errore" dei sondaggi, sono un bel problema per i sondaggisti francesi.

I quali pero' adesso temono un altro fenomeno, ancora piu' rischioso per le loro capacita' previsionali: quello degli "elettori nascosti" o "elettori fantasma", quelli che avrebbero gonfiato le ali della Brexit e che avrebbero dato la vittoria a Donald Trump negli Stati Uniti.

In un'inchiesta sull'argomento "Les Echos" spiega che non si tratta per niente del fenomeno degli elettori che non dicono la verita' ai sondaggisti per "compiacere" l'intervistatore, o di quelli che mentono deliberatamente per il biasimo sociale che il "mainstream culturale" riceve da una parte dell'elettorato chiamato al voto: questi fenomeni sono gia' noti, affermano gli esperti consultati dal quotidiano, e sono gia' incorporati nei piu' moderni sistemi di elaborazione dei sondaggi.

L'incertezza che grava sulle elezioni presidenziali francesi invece e' alimentata da tre inedite complicazioni: la prima difficolta' per i sondaggisti e' di carattere sociologico, dovuta al crescente peso nella societa' delle persone "precarie" che non sono integrate in nessuna tradizionale categoria professionale o di classe sociale e che col loro voto esprimeranno la loro ribellione; la seconda e' di ordine politico, a causa del numero inabitualmente alto di indecisi a meno di una settimana dal voto.

Infine c'e' una ragione "tecnica": la sempre maggiore diffusione di internet ha come effetto collaterale quello di tagliare fuori quel 20 per cento di francesi che non sono connessi al web e che formano la propria opinione maturandola sull'esperienza di vita quotidiana in una nazione come la Francia dove il terrorismo islamico ha compiuto stragi orrende, dove l'euro ha impoverito larghe fasce di popolazione e dove lo stato è percepito lontanto o assente per la sicurezza dei cittadini.

La novita' oggigiorno in Occidente quindi e' rappresentata da elettori sconosciuti agli esperti di demoscopia, invisibili e senza voce, che sistematicamente non vengono individuati dai radar dei sondaggi e che le inchieste d'opinione non riescono a raggiungere ma soprattutto a comprendere: e' da loro che il 23 aprile prossimo in Francia potrebbe venire la piu' grande sorpresa.

Una sorpresa che non piacerebbe per niente alla Ue a alla Bce.

Redazione Milano


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