47.474.929
Segui il Nord.it con il Feed RSS
I fatti e le opinioni del Nord - ilNord.it

 
LE NOTIZIE CHE GLI ALTRI NON SCRIVONO
Max Parisi

FINITO IL PROCESSO A VERDINI (PIU' ALTRI 45 IMPUTATI) CON LE RICHIESTE DI CONDANNA: PER ''L'AMICO DI RENZI'' 11 ANNI

venerdì 24 febbraio 2017

Quarantacinque imputati, di cui 43 persone e 2 societa', 70 udienze e oltre 3.600 pagine processuali di impianto accusatorio. Sono alcuni dei numeri del processo per il crac dell'ex Credito cooperativo fiorentino, la banca che Denis Verdini ha guidato dal 1990 al 2010, fallita nel 2012.

Il senatore di Ala, gruppo i cui senatori reggono da almeno due anni la maggioranza che ha consentito a Renzi di rimenere a Palazzo Chigi e ora a Gentiloni che fare altrettanto, come quasi tutti gli altri accusati, devono rispondere di associazione a delinquere, bancarotta fraudolenta, appropriazione indebita, truffa e irregolarita' rispetto alle normative bancarie.

Tra gli imputati anche il collega di partito Massimo Parisi e i costruttori Riccardo Fusi e Roberto Bartolomei verso le cui societa' la banca si sarebbe, secondo l'accusa, eccessivamente esposta. Imputati anche membri dei cda della banca e sindaci revisori.

Udienza dopo udienza la pm Giuseppina Mione, che ha coordinato l'inchiesta dei Carabinieri del Ros con il procuratore aggiunto Luca Turco, ha disegnato la rete di rapporti esistente tra il Credito cooperativo fiorentino e i due imprenditori Riccardo Fusi e Roberto Bartolomei, soci della holding Hbf che controllava decine di societa', fra cui l'impresa di costruzioni Btp, la catena di alberghi Una, la Immobiliare Ferrucci, 'scrigno' del comparto immobiliare del gruppo.

Secondo l'accusa, la banca avrebbe erogato decine di finanziamenti a societa' riconducibili a interessi di Riccardo Fusi (gia' condannato per l'inchiesta sulla 'cricca' degli appalti, capitolo Scuola Marescialli di Firenze), Roberto Bartolomei e altri imputati su contratti preliminari basati su operazioni fittizie o comunque viziati da irregolarita' di vario tipo. Un sistema che nel tempo avrebbe favorito una galassia di societa' - alcune fallite - contribuendo a svuotare il patrimonio del centenario istituto di credito.

Nel processo i pubblici ministeri hanno evidenziato anche carenze nei controlli della governance della banca, con mancate verifiche di operazioni quanto meno incaute o comunque estranee alla prassi del sistema creditizio.

Al crac sarebbe stato collegato pure il complesso meccanismo ideato per accedere senza averne diritto - sulla base di una sorta di fatturazione circolare tra le varie societa' per prestazioni e servizi - ai contributi per l'editoria di alcune testate locali. In questo filone processuale entra infatti la vicenda della bancarotta della Ste (Societa' Toscana Edizioni), che editava 'Il Giornale della Toscana', pubblicato dal 1998 al 2014 in abbinamento con 'Il Giornale', della societa' Sette Mari e di altre societa' 'service' collegate tra loro nella 'galassia' editoriale e mediatica promossa a Firenze dallo stesso Verdini. 

Imputati, oltre a Denis Verdini, come già detto anche alcuni suoi fedelissimi tra cui il parlamentare e collega di partito, Massimo Parisi. Verdini avrebbe percepito, tramite cooperative che la procura di Firenze ritiene fittizie, contributi del Fondo per l'Editoria, istituito presso la presidenza del Consiglio dei Ministri, oltre venti milioni di euro.

I guai dell'ex Credito cooperativo fiorentino iniziarono nel 2010, con una prima ispezione della Banca d'Italia. La situazione economica dell'istituto era traballante: dopo due anni di amministrazione straordinaria, nel 2012 il tribunale di Firenze ne sentenzio' il fallimento. Ma mentre l'attivita', a garanzia dei risparmiatori, venne rilevata da Chianti Banca, i pm Luca Turco e Giuseppina Mione aprirono un'inchiesta.

Secondo i pm, Verdini avrebbe usato la banca come un 'bancomat' personale. Le indagini a questo punto si allargarono anche all'altra attivita' di Verdini: il quotidiano 'Il giornale della Toscana', dorso regionale de 'Il Giornale', e i settimanali locali Metropoli.

A editare questi giornali erano delle cooperative (la Societa' Toscana Edizioni srl e la Sette Mari scarl) che, sempre secondo le accuse, sarebbero servite a drenare i fondi pubblici. Piu' di 4 milioni all'anno di contributi vennero ad esse erogati dal Fondo per l'editoria, tra il 2005 e il 2009. Il 15 luglio del 2014, il gup Fabio Frangini dispose il rinvio a giudizio di tutti gli imputati.

I pubblici ministeri hanno chiesto pene pesanti. Per Verdini, i pm Mione e Turco, hanno chiesto undici anni di condanna. Nove anni richiesti per gli imprenditori Riccardo Fusi e Roberto Bartolomei. Sei anni chiesti per l'ex direttore del Credito cooperativo fiorentino, Piero Italo Biagini. Sei anni chiesti anche per il parlamentare Massimo Parisi, imputato nel filone che riguarda i finanziamenti ricevuti dai giornali di cui era l'amministratore.

Cospicui, infine, anche i risarcimenti chiesti dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Monte dei Paschi di Siena. Lo Stato "rivuole" circa 42 milioni per i contributi erogati, comprensivi di interessi. La Banca senese chiede 48 milioni agli imprenditori Fusi e Bartolomei che beneficiarono di prestiti da un pool di istituti per la ristrutturazione dei debiti delle loro aziende.

Verdini ha partecipato a molte udienze e proprio nella giornata in cui e' stata chiesta la sua condanna e' stato protagonista di un diverbio con i magistrati. Dopo essere stato ripreso dal presidente della giuria, Mario Profeta, il senatore di Ala ha preso la parola in aula e ha chiesto pubblicamente scusa. 

I giudici del tribunale, Profeta, Bonelli e Scinicariello, sono entrati in camera di consiglio. La sentenza, e' stato comunque comunicato dalla Corte a chiusura dell'udienza, non dovrebbe arrivare prima di martedi' prossimo. Per la camera di consiglio, i giudici hanno scelto l'aula bunker, un complesso completamente distaccato dal palazzo di giustizia di Firenze. 

Redazione Milano


FINITO IL PROCESSO A VERDINI (PIU' ALTRI 45 IMPUTATI) CON LE RICHIESTE DI CONDANNA: PER ''L'AMICO DI RENZI'' 11 ANNI




 
Gli ultimi articoli sull'argomento
STAMPA FRANCESE: LEGGE ELETTORALE SBAGLIATA, MA IL PD VUOLE VOTARE PRIMA DELLA ''MANOVRA GRECA'' CHE IMPORRA' LA UE

STAMPA FRANCESE: LEGGE ELETTORALE SBAGLIATA, MA IL PD VUOLE VOTARE PRIMA DELLA ''MANOVRA GRECA''

martedì 30 maggio 2017
"Non c'e' tre senza quattro" potrebbe essere il precetto elettorale di questo anno 2017 in Europa: e' la previsione del quotidiano economico francese "Les Echos", secondo cui dopo la Francia, la Gran
Continua
 
LA MERKEL DOPO IL FLOP DEL G7 DI TAORMINA PUNTA A UNA UE ANCORA PIU' ''TEDESCA'' E VUOLE LA GUIDA DELLA BCE DOPO DRAGHI

LA MERKEL DOPO IL FLOP DEL G7 DI TAORMINA PUNTA A UNA UE ANCORA PIU' ''TEDESCA'' E VUOLE LA GUIDA

lunedì 29 maggio 2017
BERLINO - La politica tentata dalla cancelliera tedesca Angela Merkel nei confronti del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, durante il vertice del G7 tenutosi a Taormina, non ha avuto
Continua
SONDAGGIO: LA MAGGIORANZA DEI CITTADINI DELLA REPUBBLICA CECA VUOLE USCIRE DALLA UE (E IL 79% E' CONTRO L'EURO)

SONDAGGIO: LA MAGGIORANZA DEI CITTADINI DELLA REPUBBLICA CECA VUOLE USCIRE DALLA UE (E IL 79% E'

lunedì 29 maggio 2017
Nonostante la stampa di regime controllata  dalle oligarchie Ue continui a ripetere fino alla nausea - specialmrnte in Italia - che l'euro e' stato un grande successo, la realta' e' che chi ne
Continua
 
GOVERNO UNGHERESE TAGLIA LE TASSE E AUMENTA GLI AIUTI A FAMIGLIE, SCUOLA E SICUREZZA (CON RAPPORTO DEBITO-PIL AL 2,4%)

GOVERNO UNGHERESE TAGLIA LE TASSE E AUMENTA GLI AIUTI A FAMIGLIE, SCUOLA E SICUREZZA (CON RAPPORTO

mercoledì 24 maggio 2017
LONDRA - In diverse occasioni abbiamo parlato di miracolo economico ungherese perche', al contrario delle nazioni dell'area euro, l'Ungheria ha ridotto le tasse e le bollette di luce, acqua, gas e
Continua
VI SIETE SCORDATI DI MPS, POPOLARE DI VICENZA E VENETO BANCA? LA UE-BCE NO: LA PRIMA FORSE SI SALVA LE ALTRE DUE KAPUTT

VI SIETE SCORDATI DI MPS, POPOLARE DI VICENZA E VENETO BANCA? LA UE-BCE NO: LA PRIMA FORSE SI SALVA

mercoledì 24 maggio 2017
La vicenda delle tre banche italiane da salvare, MPS, BPVI e VenetoBanca sembra assumere sempre più i contorni della farsa se non della tragedia. Mentre i tedeschi hanno sistemato le loro
Continua
 
BCE VUOLE CONDIZIONARE LE SCELTE POLITICHE DEI PAESI DELL'EURO A PARTIRE DALL'ITALIA (CHI LE DA' IL DIRITTO DI FARLO?)

BCE VUOLE CONDIZIONARE LE SCELTE POLITICHE DEI PAESI DELL'EURO A PARTIRE DALL'ITALIA (CHI LE DA' IL

mercoledì 24 maggio 2017
FRANCOFORTE - Ormai, la Bce si comporta non più come una banca, ma come fosse a capo della Ue con il diritto di veto e critica su stati, governi, elezioni. Questa sua invadenza ormai non ha
Continua

 
Articolo precedente  Articolo Successivo
SINDACATO POLIZIA A SAVIANO: SUE CONSIDERAZIONI SUL SUICIDIO DI LAVAGNA RASENTANO IL CRIMINALE E RISULTANO DIFFAMATORIE

SINDACATO POLIZIA A SAVIANO: SUE CONSIDERAZIONI SUL SUICIDIO DI LAVAGNA RASENTANO IL CRIMINALE E
Continua

 
ALESSANDRO PROFUMO (APPENA NOMINATO AL VERTICE DI FINMECCANICA DA GENTILONI-PADOAN) E' FINITO SOTTO PROCESSO PER USURA!

ALESSANDRO PROFUMO (APPENA NOMINATO AL VERTICE DI FINMECCANICA DA GENTILONI-PADOAN) E' FINITO SOTTO
Continua


 

 
Segui I Feed delle Brevi!
Brevi, quasi brevi? Brevissime!