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Max Parisi

LA FRANCIA - IN SILENZIO - HA RESPINTO FINORA IN ITALIA 30.000 AFRICANI CHE HANNO PROVATO A INVADERLA DALLA LIGURIA

mercoledì 8 febbraio 2017

PARIGI - Bisogna leggere il quotidiano di sinistra Libèration, che dedica grande spazio alla notizia, per venire a sapere che la Francia arresta e rispedisce sistematicamente in Italia - in Liguria - decine di migliaia di africani che provano ad attraversare illegalmente il confine.  

Libèration ovviamente protesta, pubblicando il rapporto di Amnesty International reso pubblico oggi ed in cui e' "denunciato" il sistematico respingimento verso l'Italia dei migranti giunti alla frontiera sud-orientale della Francia, in presunta violazione dei "loro diritti" (quali? di invadere la Francia?).

"Non si tratta di fatti isolati" accusa Jean-Francois Dubost, responsabile del programma "Protezione delle popolazioni" di Amnesty: nel 2016, almeno 30 mila misure di respingimento di migranti sono state emesse nel dipartimento delle Alpi-Marittime, cioe' quasi il 70 per cento del totale di tutta la Francia; l'unico obbiettivo che sembra preoccupare le autorita' francesi sembra essere quello di respingere i migranti verso l'Italia, senza preoccuparsi di regole e diritti.

Insomma, scrive Libèration, la frontiera franco-italiana e' diventata una zona senza legge(!), come se esistesse una legge che permetta di travalicare qualunque frontiera senza documenti, senza identità, da perfetti fantasmi. Accade solo in Italia.

La denuncia di Amnesty e' basata sui racconti di suoi avvocati e di testimoni ovviamente trovati tra i respinti, ovvero tra i clandestini, e anche sui dati raccolti da altre organizzazioni umanitarie - che lucrano sull'accoglienza -, nonche' dai rapporti sul campo realizzati dai suoi stessi volontari nel periodo dal 19 al 26 gennaio scorsi.

Per contro, nonostante le richieste e le sollecitazioni di Amnesty, dalle autorita' statali e di frontiera francesi non e' venuta nessuna risposta, precisazione o commento.

Amnesty punta il dito contro punti a suo dire dolenti delle politiche di sicurezza applicate in questa zona della Francia dal ministero dell'Interno di Parigi: il primo sarebbe il mancato rispetto delle procedure previste dalla stessa legge francese, ma Amnesty non cita il fatto che dal 2015 sono stati reintrodotti i controlli alle frontiere e chi non è cittadino Ue può entrare in Francia solo col visto rilasciato dall'ambasciata di Francia nel paese d'origine.

Poi Amnesty lamenta le presunte violazioni dei "diritti dei richiedenti asilo politico" ma ancora Amnesty volontariamente scorda che gli africani che cercano d'entrare illegalmente in Francia dall'Italia devono avere già presentato domanda d'asilo in Italia e se l'Italia non l'ha fatto, la responsabilità ricade sulle autorità italiane inadempienti, non sulle autorità francesi.

In ultimo Amnesty denuncia il trattamento dei minorenni non accompagnati, respinti anche loro, e ovviamente non può che essere così, anzi questo fatto che minorenni da soli cerchino di entrare illegalmente in Francia evidenzia l'enorme buco nero dell'immigrazione africana senza controllo che sta inghiottendo l'Italia.

E cosi' ai migranti che arrivano dall'Italia alla frontiera francese vengono affibbiati fogli di espulsione immediata, molti vengono arrestati a bordo di treni e bus o lungo le strade all'interno del territorio francese e successivamente tenuti in custodia in carcere fino al momento dell'espulsione. E quanto ai presunti "minorenni" c'è da precisare che praticamente nessuno di loro è un bambino, si tratta di giovani africani che al fine di ottenere un trattamento privilegiato dalle leggi italiane dichiarano la minore età, senza avere alcun documento che lo comprovi, e infatti le autorità francesi che non si fanno prendere in giro, semplicemente li classificano come adulti, ovvero maggiori di 18 anni. E li espellono in Italia.

Tutto cio' avviene - va detto chiaro - da quando la Francia ha deciso di ripristinare i controlli alle sue frontiere dopo le stragi terroristiche del 13 novembre 2015 a Parigi. E anche Libèration è costretta a scrivere che è "un provvedimento comprensibile". "Ma questo", accusa invece Amnesty, "non significa che le autorita' hanno carta bianca" per respingere verso l'Italia le persone, senza alcun rispetto delle formalita' e quindi sostanzialmente in maniera illegale". Accusa falsa e ridicola, quella di Amnesty, tant'è che la Francia neppure ha risposto, ma questa organizzazione non è nuova alla manipolazione delle notizie, se non alla loro invenzione di sana pianta. Non a caso tra i maggiori finanziatori di Amnesty International c'è il famigerato finanziere George Soros.

Redazione Milano.


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