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Max Parisi

INCHIESTA / BUTTIAMO GIU' LA MASCHERA AL CAPO DEGLI EUROTIRANNI: HERMAN VAN ROMPUY E LA SUA SETTA SEGRETA IL CLUB NERO

mercoledì 22 maggio 2013

L'uomo spettinato che vedete in foto, Herman Van Rompuy, non è stato eletto da nessuno, non è nemmeno parlamentare europeo, ma dal 2009 è Presidente del Consiglio europeo, cioè colui che presiede e coordina i lavori del Consiglio europeo ed è il principale rappresentante dell'Unione Europea nelle sue relazioni esterne: praticamente il Premier (o Primo Ministro) d'Europa. Non solo, dal 2011 è anche il presidente del vertice Euro, carica a cui ci si riferisce informalmente come "Mr. Euro".

Qualcuno ha mai sentito parlare quest'uomo in televisione o ha mai ascoltato o letto il suo pensiero e programma politico? Qualcuno ha votato costui? Ma chi è? Che cosa sta succedendo in Europa? Perchè le decisioni sono prese dall'alto senza coinvolgere i cittadini? Semplice, perchè il mostro Europa non è una democrazia!

Che cosa è l'Europa? Uno stato? No! Una federazione di Stati? No! Una unione politica? Nemmeno! E allora che cosa è? E' un astratta entità politica che a livello fenomenologico, cioè per come si comporta e manifesta all'esterno di se stessa, assomiglia ad una società di tipo consortile che consiste nel supportare le imprese consorziate nella disciplina o nello svolgimento in comune delle rispettive attività economiche.

Quindi, qualcosa di assolutamente nuovo sullo scenario della storia poltica e che poco ha a che fare con l'idea di democrazia occidentale. Infatti, tutto l'impianto europeo si basa su una serie di contratti che politici compiancenti e burocrati antidemocratici, stipulano sulla testa dei cittadini e che, contratto dopo contratto, erode quote sempre più consistenti, di sovranità nazionale.

Inoltre, è ormai chiaro che l'unica preoccupazione del Consorzio Europeo è di tipo economico (come in una impresa privata!). I rapporti tra gli stati aderenti al Consorzio Europeo, e i rapporti di questi con la BCE - il molok privato che "presta" il denaro agli stati dietro interesse - sono animati da una mentalità e uno spirito esclusivamente di tipo economico: diminuire il "debito" con la banca, regolare gli scambi economici tra i soci, dare garanzie per ulteriori prestiti (vedi la Grecia). Insomma, tutte attività che fanno le imprese. Quindi, nella mentalità dei burocrati europei, gli stati sono delle ditte che producono, possono essere in attivo o in passivo, possono fallire. Ora, in questa logica di tipo economico, c'è spazio per la democrazia elettiva? Pare di no, e vediamo perchè.

 

Il Consiglio europeo è un organo che si riunisce periodicamente per esaminare le principali problematiche del processo di integrazione europea (in verità fa di più, molto di più!). Con il Trattato di Lisbona, entrato in vigore il 1º dicembre 2009, è una delle istituzioni dell'Unione europea e ha un presidente, eletto per due anni e mezzo. Il Trattato di Lisbona è intervento anche sull'elezione e il ruolo del del presidente del Consiglio europeo, rendendola una carica stabile, che viene assegnata dal Consiglio europeo stesso a maggioranza qualificata. Il mandato dura due anni e mezzo ed è rinnovabile una volta sola. Le ipotesi di un'elezione diretta del presidente vennero scartate, troppo democratiche!

La definizione del ruolo e delle funzioni del presidente fornita dal Trattato è tuttavia piuttosto vaga e molto è lasciato all'interpretazione del ruolo che ne dà la persona incaricata di ricoprirlo, e in particolare all'interpretazione che ne dà il primo presidente stabile. In particolare, Herman Van Rompuy, detto lo spettinato, ha interpretato in maniera molto inquietante il suo ruolo, dimostrando un (prevedibile) spirito antidemocratico e di ingerenza nei confronti della politica greca e di quella italiana. Ma per capire meglio, leggiamo qualche dichiarazione di questo essere irreale:

 

19 Novembre 2009: «Il 2009 è anche il primo anno di governo globale, con la creazione del G20 nel bel mezzo della crisi finanziaria globale. La Conferenza sul Clima di Copenaghen sarà un altro passo avanti verso il governo globale del nostro pianeta», frase testuale detta nel suo primo discorso ufficiale, dopo l'insediamento. [Leggi].

11 Novembre 2010: «Gli Stati Nazionali Sono Morti»: il Capo dell'UE afferma che la convinzione che i paesi possano stare da soli è una "menzogna e un'illusione".

11 Novembre 2011: «Questo Paese ha bisogno di riforme, non di elezioni», riferendosi all'Italia durante l'inaugurazione dell'anno accademico dell'Istituto universitario europeo, a Fiesole. Chi è costui per dire agli italiani quando è il momento delle lezioni o delle riforme? Durante il discorso di Van Rompuy, è andata in scena un pacifica e organizzata contestazione da parte di decine di studenti "indignati", anche dell'Istituto universitario europeo. Dieci ragazzi hanno esibito cartelli con la domanda «democracy?». In un paio di passaggi del discorso di Van Rompuy, gli studenti, e tra loro anche alcuni ricercatori, hanno riso e commentato ad alta voce con frasi di scherno. 

24 Maggio 2012: «Noi vogliamo che la Grecia rimanga nell'Euro», in una dichiarazione informale dopo un simpatico banchetto offerto gentilmente dai cittadini europei ai membri del Consiglio. Come mai lo spettinato non si è posto il problema di cosa vogliono i cittadini della Repubblica Ellenica?

Ma chi è il Hermann, il Burocrate spettinato?

 

La decisione di nominare presidente permanete della nuova Unione europea disegnata dal Trattato di Lisbona il belga Herman Van Rompuy - membro del partito dei Cristiani Democratici Fiamminghi e appassionato di poesia giapponese - è stata presa la sera del 12 novembre in una cena a porte chiuse nel Castello di Hertoginnedal, alle porte di Bruxelles. A organizzare la cena, cui ha parteciapto lo stesso Van Rompuy, il famoso Bilderberg Club, detto anche il "Club Nero": il più potente, riservato e discusso organo decisionale privato del mondo che dal 1954 riunisce i vertici politici, finanziari, industriali, militari e mediatici dei paesi occidentali.

Secondo la indiscrezioni apparse sulla stampa belga, in particolare sul quotidiano De Tijd (poi riprese anche dal Times di Londra), durante la cena il futuro presidente europeo ha dichiarato che una volta in carica si sarebbe fatto promotore di una tassa europea, compresa una tassa sui voli aerei, una tassa sui carburanti e l'IVA europea, così da formare un unico canone che andrà direttamente nelle casse di Bruxelles.

Proprio nel Castello di Hertoginnedal, di proprietà della famiglia reale belga e in passato sede di un antico priorato religioso femminile, nel 1956 si tennero i primi negoziati per la creazione della Cee e dell'Euratom, embrioni dell'odierna Unione europea. «Dobbiamo prendere in seria considerazione la possibilità di raccogliere le imposte a livello europeo, e per la prima volta i grandi paesi dell'UE sono disponibili ad una cosa simile», ha detto Van Rompuy, secondo quanto scrive il giornale olandese, DeTüd.

Van Rompuy, nonostante il suo apparente basso profilo, è da tempo un frequentatore sia del Bilderberg Club che della Commissione Trilaterale, altro potente organismo sovranazionale fondato e presieduto da David Rockefeller (di cui è componente anche Mario Monti) Secondo un articolo del DeTüd, Van Rompuy ha avuto colloqui con il Presidente del Gruppo Bilderberg, Etienne Davignon, che all'inizio di quest'anno si è vantato nel giornale EU Observor che il Gruppo Bilderberg è stato all'origine della creazione della moneta unica europea, l'Euro, negli anni 50. 

Fonte notizie Terra real time.

 

 

 

 

 

 


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