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Max Parisi

LA PREMIER BRITANNICA THERESA MAY: ''NOI RESISTEREMO ALL'ECLISSI DELL'OCCIDENTE. GRAN BRETAGNA E STATI UNITI ALLEATI''

venerdì 27 gennaio 2017

FILADELFIA - STATI UNITI - La premier del Regno Unito, Theresa May, nel discorso di ieri al raduno dei repubblicani statunitensi a Filadelfia, di cui il Financial Times pubblica oggi  il testo integrale, ha liquidato la "dottrina dell'interventismo liberale" di Tony Blair, dichiarando che sono finiti i giorni dell'invasione di paesi stranieri per esportarvi la democrazia, e ha invocato una "nuova relazione speciale" tra la Gran Bretagna e gli Stati Uniti.

Ha detto, inoltre, che il declino occidentale non e' inevitabile e che Washington e Londra hanno un ruolo guida da svolgere nella missione per resistere all'"eclissi dell'Occidente".

Da sempre, "il destino dell'America e' stato quello di guidare il mondo libero e portare sulle sue spalle quella pesante responsabilita'. Ma il mio paese, il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, e' stato orgoglioso di condividere quel peso", ha esordito May, ricordando i successi della "relazione speciale" nell'ultimo secolo, che non solo ha sconfitto il nazifascismo nella Seconda guerra mondiale e il comunismo nella Guerra fredda, ma ha "creato il mondo moderno", ovvero quelle istituzioni multilaterali, oggi bisognose di riforme, nate nel dopoguerra: le Nazioni Unite, la Banca Mondiale e il Fondo monetario internazionale, la Nato.

May ha quindi invocato uno sforzo comune per riassumere "la responsabilita' della leadership del mondo moderno". Gli Usa non devono fare tutto da soli, ha riconosciuto la premier britannica, ricordando l'impegno del suo paese - unico Stato membro a destinare alla spesa per la difesa il due per cento del prodotto interno lordo - nell'Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord, nella coalizione anti-Isis e nell'azione internazionale contro la "moderna schiavitu'".

Theresa May ha sottolineato che e' un momento di rinnovamento sia per gli Usa che per il Regno Unito, che si prepara a uscire dall'Unione Europea e a un futuro "globale". "Costruiremo una nuova partnership con i nostri amici in Europa. Non stiamo voltando le spalle a loro ne' agli interessi e ai valori che condividiamo", ha assicurato, ripetendo alcuni concetti espressi nel recente discorso sugli obiettivi negoziali.

E' nel contesto di questi cambiamenti, dell'ascesa di nuovi nemici, in particolare l'Islam radicale, e della crescente assertivita' di "paesi con scarsa tradizione di democrazia, liberta' e diritti umani, in particolare la Cina e la Russia", che May ha collocato lo sviluppo della "nuova relazione speciale".

Gli eventi degli ultimi anni "hanno indotto molti a temere che in questo secolo vivremo l'eclissi dell'Occidente. Ma non c'e' niente di inevitabile. I nostri interessi resteranno. I nostri valori dureranno. E la necessita' di difenderli e proiettarli sara' piu' importante che mai", ha affermato, ma ha poi avvertito: "Cio' non puo' significare un ritorno alle politiche fallite del passato. I giorni in cui la Gran Bretagna e l'America intervenivano in paesi sovrani nel tentativo di trasformare il mondo a propria immagine sono finiti". Il riferimento alle politiche interventiste di Obama e di Blair è stato evidente.

La premier britannica ha quindi passato in rassegna i temi piu' caldi: l'estremismo islamico (che va distinto dalla "pacifica religione dell'Islam"); la Russia (con la quale il conflitto "non e' inevitabile"); l'Iran (col quale e' stato firmato un accordo "controverso" ma "di vitale importanza per la sicurezza regionale").

Ha poi affrontato l'argomento della ricostruzione della fiducia dei cittadini nelle istituzioni, comprese quelle multilaterali. Infine, ma non ultimo, l'accordo commerciale bilaterale: "Tale accordo ci porterebbe a fare il prossimo passo nella relazione speciale che esiste tra noi. Cementando e affermando una delle piu' grandi forze di progresso che il mondo abbia mai conosciuto".

E oggi, Theresa May incontrerà il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Redazione Milano


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