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Max Parisi

LA COMMISSIONE EUROPEA ORDINA AI PORTOGHESI DI MORIRE DI FAME. L'ALTA CORTE DI LISBONA DICE NO!

Lisbona 8 aprile 2013 - Quello che i politici portoghesi - inginocchiati a capo chino davanti alla Commissione europea - non sono stati capaci di fare, l'hanno deciso i giudici della Corte Costituzionale del Portogallo: la bocciatura di quattro provvedimenti imposti dalla Ue che avrebbero provocato una immane tragedia sociale. 

Si tratta dell'eliminazione della quattordicesima mensilità per i dipendenti pubblici, il drastico taglio delle pensioni, l'eliminazione dei sussidi di disoccupazione (meno di 300 euro al mese, giusto per capire) il taglio addirittura dello stipendio in caso malattia del lavoratore.

Sì avete letto bene, il taglio dello stipendio se il lavoratore si ammala e resta a casa ammalato anzichè andare al lavoro. Al di là del fatto che qualsiasi persona di buon senso capisce quanto folli fossero queste "indicazioni" della Commissione Europea, quello che davvero agghiaccia è: ma la Commissione è formata da nazisti? Come si può imporre - perchè di imposizione, si tratta - a un popolo di subire tali violenze?

Resta il fatto che adesso il Parlamento è riunito in seduta straordinaria per decidere come fare a trovare da qualche altra parte la spesa pubblica da tagliare come impone la Ue per ridurre il rapporto debito-Pil dall'attuale 6,4% al 5,5% stabilito a tavolino dagli euroburocrati. I tagli dovrebbero essere equivalenti a 1,3 mliardi di euro. Un'enormita, per il il piccolo Portogallo. Così, il governo in carica a Lisbona sta addirittura pensando di dare a dipendenti pubblici e pensionati anzichè denaro contante... titoli di Stato. Con i quali ovviamente non si può comprare nulla. 

Il Portogallo è alla fame. L'euro lo ha distrutto, la Commissione Europea ora sta provando ad ucciderlo. 


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