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Max Parisi

PARTENZA CON SCHIANTO: RAJOY NON SUPERA LA VOTAZIONE IN PARLAMENTO, SPAGNA SEMPRE SENZA GOVERNO. ELEZIONI IN ARRIVO?

venerdì 28 ottobre 2016

MADRID - Partenza con schianto. Il candidato del Partito popolare spagnolo, Mariano Rajoy, non ha superato il primo turno della votazione parlamentare necessaria a inaugurare un secondo mandato da primo ministro, non avendo ottenuto la maggioranza assoluta alla Camera. Rajoy dovra' quindi aspettare fino a sabato prossimo per ricevere la fiducia del parlamento a maggioranza semplice, ma non è affatto detto che ci riesca.

Le votazioni dopo il dibattito di investitura hanno portato il seguente risultato: 170 voti a favore - i parlamentari di Pp, Ciudadanos, Coalizione Canarie, Unione del popolo navarro (Upn) e Foro Asturias - e 180 voti contrari, espressi dagli altri partiti. Il Partito socialista (Psoe) ha promesso di astenersi sabato per sbloccare la situazione di stallo politico vissuta dalla Spagna, con oltre 300 giorni di governo tecnico e due elezioni generali tenute in quel lasso di tempo, ma la sua astensione non permetterebbe comunque di avere una maggioranza capace di governare.

Il presidente della Camera, Ana Pastor, ha annunciato ieri pomeriggio che la seduta della Camera riprendera' sabato alle 18.30 e la seconda votazione per l'investitura di Rajoy e' attesa per le 19:45. Una delle grandi incognite riguarda proprio il voto del gruppo del Psoe, profondamente diviso tra i sostenitori dell'astensione e del "no" a Rajoy. Di questo ultimo blocco fa parte il Partito socialista catalano (Psc) che all'inizio della settimana a ribadito il proprio rifiuto ad agevolare un nuovo governo del Pp attraverso l'astensione.

Durante il  dibattito in parlamento il leader di Ciudadanos, Albert Rivera, ha ricordato a Rajoy, di aver firmato un patto articolato in 150 punti nel quale sono previste anche misure anti-corruzione. A questo proposito, Rivera ha chiesto "l'istituzione di una commissione per indagare la corruzione nelle file del Pp", coinvolto in alcuni scandali. Rivera ha anche chiesto al leader del Pp di approvare, in vista dell'investitura per formare un nuovo governo, una legge sul lavoro autonomo in modo da poter stimolare le assunzioni, e ha sollecitato una nuova riforma del lavoro.

Rivera ha infine esortato Rajoy a "mantenere gli accordi che abbiamo firmato e mettere in moto queste riforme": solo cosi', ha detto, i cittadini spagnoli potranno constatare dei miglioramenti; in caso contrario, "l'alleanza durera' molto poco". Il Partito nazionalista basco (Pnv) ha accusato Rajoy di non avere alcun "progetto" ne' la Catalogna ne' per i Paesi Baschi, a causa della "concezione intollerante" che ha il Pp della Spagna. Il portavoce dei nazionalisti baschi, Aitor Esteban, ha sottolineato che "nulla e' cambiato" dall'investitura fallita del candidato del Pp lo scorso agosto. Rajoy "ha continuato a generare divisioni", ha affermato Esteban.

I cinque deputati del Pnv in parlamento, che potrebbero essere determinanti per l'approvazione del bilancio del prossimo anno, ieri hanno votato contro l'investitura di Rajoy. "Da parte mia faro' tutto cio' il possibile per coinvolgervi nella governance", ha risposto Rajoy, ricordando la "coalizione parlamentare" del Pp con il Pnv nel primo governo di Jose' Maria Aznar.

Anche il partito catalano Sinistra repubblicana (Erc) ha avvertito il candidato alla presidenza del Consiglio che i separatisti non accetteranno altre soluzioni al "problema" della Catalogna se non il referendum sull'indipendenza. "O referendum o referendum. Vale a dire, o una soluzione democratica concordata oppure una soluzione democratica che gode di legalita' internazionale. Non c'e' altra soluzione", ha avvertito il portavoce di Erc alla Camera dei deputati, Joan Tarda'. 

Redazione Milano


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