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Max Parisi

TUTTE LE BANCHE ITALIANE SONO A RISCHIO DI UN EPICO FALLIMENTO E LA BCE AL GUINZAGLIO DELLA GERMANIA LE LASCERA' MORIRE

giovedì 13 ottobre 2016

Secondo i dati pubblicati sul bollettino di Bankitalia, ad agosto (ultimo dato ufficiale disponibile, e già questo deve far sospettare il peggio), le sofferenze bancarie hanno sfondato il tetto dei 200 miliardi di euro, attestandosi a 200,106 contro i 198,252 del mese precedente. Tradotti nelle vecchie lire, la somma è pari a: 387.459.244.620.000, ovvero 387 mila miliardi e mezzo!

Giusto per dare l'idea della mostruosità della somma, basti ricordare che la famosa - anzi, famigerata - "manovra" del governo Amato dei primi anni Novanta che mise le mani nelle tasche degli italiani prelevando nottetempo denaro contante da tutti i conti correnti, fu di 350.000 miliardi di lire! E si trattò di "salvare" l'Italia, NON le banche private italiane, come in questo caso d'oggi.

In ogni caso, la crescita delle sofferenze non è certo una sorpresa: con un mercato interno asfittico, il pil che è cresciuto dello 0% nel secondo trimestre ed il settore immobiliare in coma profondo con deprezzamenti degli immobili di oltre il 30% e in alcni casi, come in Liguria per le seconde abitazioni al mare, con crolli che sfiorano il 50% (riferito alle vere vendite, e non alle "proposte" delle agenzie immobiliari che trovate su internet), l’esito non poteva essere differente.

Questo significa che l’intero sistema bancario sta camminando sul filo del precipizio e manca veramente poco a che si spalanchino le porte dell’inferno. E’ bene, tuttavia, precisare che la crisi del sistema bancario non deriva da speculazioni sui prodotti derivati o sui mutui subprime come accaduto per quello americano e tedesco, ma a causa delle folli scelte di politica economica  attuate dagli ultimi tre governi ed accentuata dal fatto che operando in un regime di cambi fissi quale è l’euro, non è consentito riequilibrare la situazione attraverso l’adeguamento del rapporto di cambio tra le monete.

D’altra parte, se distruggi la domanda interna a colpi di tasse (Monti) per riequilibrare la bilancia commerciale con l’estero, e abbatti gli stipendi dei lavoratori (Renzi, che ne fa un vanto del suo governo) per far diventare “competitivo” il paese, è chiaro che non c’è futuro per i consumi e quindi per il commercio e quindi per il settore manifatturiero in generale.

Se non ci sono soldi, non si spendono, ma se non si spendono, non ci sono vendite e se non si vende non si produce, per cui non si rimborsano i leasing, i finanziamenti ed i fornitori, si fallisce e quindi si licenzia e chi è licenziato non può pagare il mutuo sulla casa, in un circolo vizioso che porta ad uno solo sbocco possibile: il fallimento delle banche e quindi del sistema paese.

La causa di tutto questo? La pseudo moneta unica, in realtà un fallimentare sistema di cambi fissi tra valute, combinato per avvantaggiare le economie nordiche e quella tedesca in particolare, a svantaggio di tutte le altre.

Che sia solo un rapporto di cambi fissi e non una moneta unica -come invece l'euro viene descritto - lo dimostra il fatto che ogni nazione ha ancora il proprio debito pubblico e non esiste un “debito pubblico della zona euro”, con buona pace dei filo Ue e dei “neoliberisti qualificati”, quelli bravi, quelli che urlavano “fate presto!” e che non sono stati nemmeno capaci di gestire il proprio quotidiano di riferimento.

Casomai non si capisse, stiamo parlando del Sole 24 Ore, dispensatore di fregnacce clamorose, di volta in volta scrivendo della "ripresa" del mercato immobiliare piuttosto che della "impennata" dell'economia, tutte bufale al solo servizio politico dei governi in carica a partire dal disgraziato governo Monti per poi passare a quello di Letta e infine all'indicibile accolita di incapaci del governo Renzi.

Ma il vero e drammatico problema è che se il sistema bancario collasserà e ci siamo molto vicini, trascinerà con sé l’intero sistema paese, bruciando i risparmi di generazioni di italiani ed il futuro dei giovani che temono, in caso di vittoria del NO al referendum costituzionale di veder “arrubbato il futuro” per colpa dei vecchi, come starnazzarono alcuni sparuti gruppi di giovani inglesi all’indomani del brexit e che ora se ne stanno ben zitti dopo il boom del turismo e della produzione industriale legata alla svalutazione della sterlina.

Mentre tutta Europa inizia a prepararsi alla fine della moneta unica e della Ue, con la Finlandia che ha reso pubblico un piano operativo per l’uscita dalla moneta unica (come annunciato da questo quotidiano) e lo stesso Junker che ammette che gli “Stati Uniti d'Europa” non saranno mai possibili, alla cui constatazione si è aggiunto addirittura il premier francese Manuel Valls, il premier non eletto fiorentino è l’unico che continua imperterrito verso la rovina del paese per far contenti gli oligarchi della Ue ed i loro referenti tedeschi, veri padroni dell'Unione europea e soprattutto della Bce.

Cos'è, non lo sapevate che il governo tedesco ha al guinzaglio anche la Banca Centrale Europea? 

La prova inconfutabile è emersa qualche giorno fa, quando si è appreso che la BCE ha tenuto un occhio di riguardo sugli stress test per il colosso marcio tedesco Deutsche Bank, giusto per fugare gli ultimi residui dubbi sul fatto che le Ue non è mai esistita se non intesa come IV reich del dominio di Berlino come rivincita della sconfitta del nazismo. Sono sempre loro.

Luca Campolongo

 

Fonti

http://www.intelligonews.it/articoli/12-ottobre-2016/49897/bankitalia-bollettino-moneta-e-banche-crescono-sofferenze-migliorano-mutui-depositi-e-prestiti-ritmo-di-crescita-rallenta

http://www.ilfoglio.it/esteri/2016/10/07/juncker-stati-uniti-europa___1-v-148839-rubriche_c369.htm

http://vocidallestero.it/2016/10/10/zh-la-bce-ha-permesso-a-deutsche-bank-di-imbrogliare-negli-ultimi-stress-test/

http://scenarieconomici.it/la-finlandia-ha-pronto-il-piano-per-uscire-dalleuro/

 

 


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