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Max Parisi

DIECI DOMANDE AL PRESIDENTE MARONI

Di seguito, Presidente, lei leggerà dieci domande al riguardo di dieci questioni che riteniamo decisive per il destino della gente del Nord di questo Paese chiamato italia. Le risposte potranno anche essere telegrafiche. A noi basta un sì o un no. Casomai, una data. 

Prima domanda

Durante la campagna elettorale che l’ha portata alla vittoria, Presidente Maroni, lei ha più volte espresso un concetto semplice e di grande impatto, un concetto che riteniamo sia stato la chiave di volta del suo successo alle urne. Questo: “Voglio rimanga in Lombardia a disposizione della Regione il 75% dell’intero gettito fiscale dei contribuenti lombardi. Con tale ricavo – che un grande quotidiano ha anche quantificato: circa 16 miliardi di euro l’anno – taglierò molte tasse e ticket pagati sia dai cittadini sia dalle imprese, abolendo l’Irap alle aziende che assumono, ad esempio, e perfino il bollo auto”. Noi siamo assolutamente d’accordo con lei, Presidente Maroni, tanto d’accordo, che allora le poniamo la prima domanda: lei è in grado di rendere pubblico il giorno, ma ci è sufficiente il mese e l’anno, in cui questa sua potente proposta diverrà realtà?  Non è questione da poco. Perché proprio su questa massa di denaro poggia il salvataggio dell’economia, se non addirittura dell’intera società lombarda. E lei capisce che indicare il traguardo, sia pure non immediato, offre speranza e un briciolo di serenità alle popolazioni, aggredite dalla più feroce delle crisi economiche dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Seconda domanda

Già prima di decidere di candidarsi a Presidente della Regione Lombardia, lei, Maroni, ha annunciato d’essere favorevole al referendum consultivo per la permanenza dell’italia nell’euro. Ha anche precisato che lei avrebbe voluto che tale referendum si fosse tenuto in concomitanza con le elezioni politiche, e cioè durante le votazioni per il rinnovo di Camera e Senato dello scorso 24 e 25 febbraio. Tuttavia, questo referendum non si è tenuto. Inoltre, anche un’altra forza politica, il Movimento 5 Stelle, ha nel proprio programma elettorale esattamente il referendum sull’euro. E’ noto che è stata la Lega Nord a introdurre per prima la proposta di una consultazione popolare sulla moneta unica europea, ma oggi che anche l’M5S è dello stesso avviso, le chiediamo, Presidente Maroni: lei ha intenzione di agire perché questo referendum venga davvero realizzato? E se sì, si alleerà con il Movimento 5 Stelle per poterci riuscire?

Terza domanda

Come lei certamente sa, Presidente Maroni, il Patto di stabilità imposto alle Regioni insieme ai feroci tagli dei trasferimenti di denaro dall’amministrazione centrale dello Stato agli enti locali, hanno causato di fatto il blocco dei pagamenti ai fornitori – in massima parte aziende private – e al tempo stesso la drastica riduzione dei servizi prestati ai cittadini. All’ultima Conferenza Stato Regioni tenutasi nei giorni scorsi il Presidente Errani ha dichiarato: “Avanti così e tutte le strutture sanitarie pubbliche d’italia andranno in default”. Il paradosso di questa situazione consiste nel fatto che molte amministrazioni locali del Nord, specialmente in Lombardia e in Veneto, sono virtuose, risparmiano e hanno molto denaro in cassa immediatamente spendibile, se non ci fosse il blocco imposto dallo Stato. E allora le chiediamo, Presidente Maroni: lei deciderà di violare questo drammatico blocco di spesa? E rispondesse sì, è in grado di indicare quando e per che importo complessivo verranno pagati debiti e implementate forniture e servizi in Lombardia?

Quarta domanda

La drammaticità della crisi economica in atto non consente deroghe all’azione di chi, come lei che è Presidente della Regione un tempo nota per essere la “locomotiva d’italia”, intende contrastarla. Sia chiaro che non è compito della Regione Lombardia creare lavoro. La Regione non è un’azienda e tanto meno una società finanziaria. Compito della Regione – dal nostro punto di vista – è viceversa quello di creare le condizioni perché l’occupazione rifiorisca, perché le aziende investano, perché quindi si creino nuovi posti di lavoro. In tal senso, una Regione lontana dalla Lombardia, ci riferiamo alla Sardegna, ha deciso di presentare in ogni sede, incluse le sedi delle istituzioni europee, la richiesta di diventare Porto Franco, con esenzione quindi dal pagamento dell’Iva e anche di tasse sui prodotti e sul lavoro, un po’ come già avviene anche in Lombardia nel comune di Livigno. Ecco che allora le chiediamo, Presidente Maroni: lei ha intenzione di seguire la strada tracciata dalla giunta regionale sarda e dal suo Presidente, Cappellacci? Per essere più chiari: lei intende fare in modo che in Lombardia nascano “zone franche” per incentivare produzioni, vendite, commerci? E se sì, quando intende realizzarle e dove?

Quinta domanda

Venendo a un più definito discorso politico, lei da quando è stato eletto Segretario Federale della Lega Nord per l’Indipendenza della Padania non si è mai stancato di ripetere che il suo obbiettivo è di far nascere al Nord un “fronte di forze politiche autonomiste o associazioni che si caratterizzano come rappresentanza del Nord aggregate attorno alla Lega”. Avrà riconosciuto la citazione, Presidente Maroni. E’ quanto lei stesso ha scritto a pagina 17 del libro “Il Mio Nord” di recente pubblicazione. Portandoci all’atto pratico, sulla base di questo indirizzo politico lei ha dato vita con successo alle elezioni regionali alla Lista Civica Maroni Presidente. Successo decisivo per la vittoria, dato che la Lista ha ottenuto oltre 560.000 voti, quasi gli stessi voti della Lega Lombarda. Ma adesso, volendo pensare al futuro di prossime elezioni – che potrebbero essere anche molto ravvicinate – le chiediamo: lei intende dare corpo e struttura a questo nuovo soggetto politico denominato al momento “Lista Civica Maroni Presidente” oppure lei ritiene sia stato solo un azzeccato meccanismo elettoralistico? Per essere più precisi: ci vuole spiegare il senso politico della sua decisione, Presidente Maroni, di iscriversi in Regione al Gruppo Lista Civica Maroni Presidente e non al Gruppo Lega Nord, della quale Lega Nord lei tuttora è Segretario riconfermato al ruolo dall’ultima massima assise del partito, il Consiglio Federale?

Sesta domanda

Lei è stato, Presidente Maroni, senza alcun dubbio il migliore ministro dell’Interno della storia della Repubblica Italiana: sono i fatti che lo mostrano. Mai erano stati arrestati così tanti pericolosi criminali latitanti, mai confiscate così imponenti masse di denaro, di beni immobili e societari frutto di attività criminali, e mai era accaduto che si fosse riusciti a mettere tale ingentissima quantità di risorse sottratte alla delinquenza a disposizione della Società Civile, com’è avvenuto istituendo perfino apposite strutture dedicate allo scopo. Lei è un paladino della lotta alla mafia e alle varie e vaste consorterie criminali insediate e attive in italia. Così va a suo merito aver deciso, Presidente Maroni, come primo atto da Governatore della Lombardia, l’insediamento in Regione della Commissione Antimafia.Tuttavia, Presidente Maroni, c’è un aspetto che va messo in luce. La Lombardia, e specialmente Milano, attirano pericolosissime attività criminali che hanno la caratteristica d’essere silenziose e all’apparenza incapaci di produrre allarme sociale. Ci riferiamo alle mafie finanziarie, alle società di riciclaggio, ad opache attività bancarie di credito e finanziamento, ci riferiamo anche al monitoraggio del credito fatto o non fatto alle famiglie e alle imprese, alla destinazione di denaro da parte delle banche alla grande speculazione internazionale e non agli investimenti produttivi. Quindi, Presidente Maroni, le chiediamo: lei ha intenzione di istituire una specifica Commissione regionale d’Inchiesta che abbia lo scopo e l’autorità per monitorare e indagare in forma permanente sulle attività bancarie e finanziarie in Lombardia, con speciale attenzione ai meccanismi del credito alle imprese e ai soggetti privati?

Settima domanda

Molti cittadini accusano indistintamente la “politica” di sciupare denaro pubblico e molti altri si spingono ad affermare che il costo della politica, ovvero il costo dei politici, è semplicemente abnorme. Pur rimanendo nell'ambito delle sue competenze, Presidente Maroni, appare chiaro che le retribuzioni dei consiglieri regionali, degli assessori, dei sottosegretari e anche la sua di Presidente, dottor Maroni, sono del tutto scollegate dalla realtà dei tempi che viviamo. Sebbene sia notizia di stampa l'iniziativa che lei ha intrapreso di cancellare con apposita legge regionale in toto i rimborsi spese a consiglieri e Gruppi, siamo spiacenti, ma noi del Nord.it la consideriamo poco più di un pannicello caldo, a fronte della drammaticità della situazione economica, sociale e individuale dei cittadini lombardi. Quindi, le chiediamo: lei intende applicare un rigoroso taglio del 50% a tutti gli stipendi di tutti i membri del Consiglio regionale della Lombardia e della Giunta, esattamente come hanno già deciso di fare i presidenti di Camera e Senato?

Ottava domanda

Presidente Maroni, lei è Segretario Federale della Lega Nord per l'Indipendenza della Padania, eletto Segretario al congresso di luglio del 2012. Il nuovo corso, se ci consente questa espressione, che lei ha tracciato per il Movimento fondato da Umberto Bossi e delineato già al congresso, l'ha riassunto con uno slogan molto efficace: "Prima il Nord". Noi pensiamo che questo incipit possa essere completato così: prima il Nord, dell'italia. E d'altra parte, che diversa interpretazione dare? Questo ci porta a dire che il Nord, la Macroregione perfino transnazionale che è un altro cardine su cui ruota la sua attività politica e istituzionale di Presidente di Regione Lombardia, è anzi sarà quando avrà corpo, un'area omogenea e integrata. Per ciò che riguarda l'italia, quest'area avrà rapporti che possiamo tranquillamente definire di massima autonomia. Ebbene, riguarda proprio l'autonomia il quesito che le sottoponiamo. Lei, Presidente Maroni, è favorevole o contrario ad una consultazione popolare che ratifichi l'Autonomia della Macroregione rispetto l'italia? E nella fattispecie: è favorevole o contrario ad un assetto di totale autonomia decisionale anche delle singole regioni, come ad esempio avviene nella vicina Confederazione Elvetica, in modo che sia una scelta di progetti ad unirle e non una gabbia istituizionale simile a quella di un nuovo Stato,  ma poco o per nulla differente dal vecchio Stato italia? 

Nona domanda

L'idea di far nascere una Macroregione a dimensione sovranazionale, se riferita all'italia, è in linea con gli indirizzi geopolitici dell'Unione Europea che già si è espressa in modo favorevole a nuovi assetti e rapporti fra nazioni che progressivamente cancellino ciò che ancora resta della configurazione novecentesca degli Stati. Oltre tutto, sia l'abolizione delle frontiere in Europa sia l'abolizione delle monete nazionali - almeno per il momento - indicano come antistorica l'idea di mantenerli ancora in vita. Quindi, la sua proposta, Presidente Maroni, di costituire la Macroregione unendo le regioni del Nord italia e laddove utile e richiesto anche regioni di Stati confinanti è certamente nel solco dell'Europa e non del nazionalismo separatista. Tuttavia, Presidente, la contemporanea condivisione dell'idea del referendum sull'euro sembra antagonista all'idea di una Macroregione perfettamente inserita nel tessuto d'Europa, quell'Europa continentale che più fortemente di ogni altra ha voluto l'euro e che per conseguenza pare improbabile se non del tutto impossibile possa accettare l'uscita dalla valuta unica europea di una vasta regione economicamente forte e produttiva quale sarebbe la Macroregione che lei intende promuovere. Allora le chiediamo, Presidente Maroni: come spiega questa contraddizione? La Macroregione che lei ha in mente è una riedizione del concetto di "Padania libera e sovrana" che fu cara a Umberto Bossi e alla Lega che ancora oggi ne condivide la realizzazione al punto da citarla nel nome del partito - Lega Nord per l'Indipendenza della Padania - oppure è decisamente un errore che lei correggerà, smentendo l'una o l'altra cosa, la Macroregione o il referendum? Nel caso invece che il referendum sull'euro mirasse a reitroduzione della lira in tutta italia, c'è da pensare che lei abbia abbandonato definitivamente il progetto della Lega di Bossi della nascita della Padania?

Decima domanda

Il suo programma di governo della Lombardia, Presidente Maroni, si basa su alcune profonde riforme sia dell'assetto istituzionale, ci riferiamo alla nascita della Macroregione, sia del rapporto fra lo Stato italiano e la stessa Regione Lombardia, se pensiamo al trattenimento del 75% del gettito fiscale. Lei, per realizzare questo programma, ha la possibilità di scegliere tra due differenti e per molti aspetti opposti percorsi. Il primo, è quello classico riformista, e prevede una lunga e incerta negoziazione con lo Stato italiano avendo come interlucoture il governo centrale. Lei sa bene, perchè non le manca di sicuro l'esperienza politica, che questo percorso necessita di tempo, ammesso e non concesso che il governo accetti di discutere di questi delicatissimi temi con lei, Presidente, e non s'appelli invece al fatto che le leggi in vigore non prevedono vengano messi in discussione tali argomenti. Ma anche volendo essere magnanimi, Presidente,  ci pare molto difficile che lei possa smentire che una trattativa del genere durerà buona parte del suo mandato di Governatore, inficiando, quindi, qualsiasi effettivo cambiamento di rotta dell'economia della regione, indirizzata purtroppo al rapido tracollo. Economia che ha bisogno estremo degli sgravi e delle facilitazioni che  lei potrebbe mettere in atto immediatamente, se avesse a disposizione questo 75%. Ora, veniamo alla seconda via. Questo percorso prevede la rottura di fatto delle relazioni con lo Stato, perchè lei dovrebbe mettere in atto in modo unilaterale quanto si prefigge, e cioè sia il trattenimento del 75% delle tasse sia l'assetto autonomo istituzionale ma prima ancora finanziario della Macroregione. Lei capisce che questa via non è difficile definirla rivoluzionaria, ed è altrettanto semplice affermare che prevede dei rischi, primo dei quali la sua destituzione da Presidente della Regione Lombardia se non la sua stessa carcerazione, dato il taglio antagonista alla Stato delle decisioni che lei prenderà. Ecco perchè le chiediamo, Presidente Maroni: lei fino a che punto è disposto a spingersi, anche personalmente, per realizzare nei tempi purtroppo indispensabili alla sopravvivenza della Lombardia, il programma che l'ha fatta vincere le elezioni?

Max Parisi

C'è un'ultima domanda che desideriamo porle considerandola in questo caso non il Presidente di Regione Lombardia, ma il Segretario della Lega Nord. Per semplicità di lettura la inseriamo in questo articolo, non se n'abbia a male, Presidente: vuole spiegare quali sarebbero i motivi diversi dalla paura di tornare alle urne che l'hanno spinta a decidere di far partecipare la Lega all'ammucchiata della nomenklatura partitocratica che Napolitano ha denominato "Commissione dei saggi"? E più precisamente: lei si è reso conto che così facendo la Lega sta mantenendo in vita il governo Monti? Lei per tutta la campagna elettorale e anche dopo, a vittoria ottenuta in Lombardia, ha ripetuto che la Lega non è più interessata ai pastrocchi romani, non è disponibile a partecipare a governicchi e non vuole essere più trascinata nel gorgo della politica centralista. Sarebbe partecipando alla Commissione napolitana che lei mette in pratica questi principi? 

 

 


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