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Max Parisi

L'AVIAZIONE USA ATTACCA L'ISIS A SIRTE, BOMBARDAMENTI ''MIRATI'' INTERVENTO ARMATO RICHIESTO DAL GOVERNO DI AL SARRAJ

lunedì 1 agosto 2016

LIBIA - Oggi, 1° agosto, a sorpresa, è scoppiata la guerra in Libia, con attacchi aerei dell'aviazione Usa conrro la città di Sirte, roccaforte dei tagliagole dell'isis. Per la prima volta dalle operazione del 2011 che portarono alla caduta di Muammar Gheddafi, i caccia-bombardieri Usa sono tornati a bombardare la Libia. L'obiettivo postazione di Isis, ha reso noto il Pentagono specificando che l'azione e' stata effettuato su richiesta del governo del premier Fayez al Serraj. 

Sarraj ha rivelato che il suo governo aveva chiesto un "sostegno diretto agli Stati Uniti per effettuare raid aerei contro l'Isis a Sirte", scrive il sito Alwasat, confermando il "rifiuto del suo governo ad ogni tipo di ingerenza straniera senza mandato o autorizzazione del governo di intesa nazionale". Nel suo discorso in tv Sarraj ha precisato che "oggi caccia americani hanno effettuato dei raid aerei contro l'Isis a Sirte conformemente alla richiesta presentata dal Consiglio presidenziale del governo di intesa nazionale ed in coordinamento con la 'Operation Room' dell'operazione al Bonyan al Marsous" a Sirte. "L'aviazione Usa ha colpito alcune postazioni dell'Isis a Sirte - ha aggiunto - infliggendo loro pesanti perdite". Questo "aiuto solo aereo sara' limitato ad un asso di tempo ben determinato, nell'are di Sirte e della sua periferia" e "non ci saranno presenze militari Usa sul terreno". 

Da Washington, il Pentagono ha fatto sapere che gli attacchi sono stati lanciati in risposta a una richiesta del governo di unità nazionale. "Su richiesta del governo di accordo nazionale libico, l'esercito degli Stati Uniti ha condotto raid aerei di precisione contro obiettivi dell'Isis a Sirte, Libia, per sostenere le forze alleate al governo di unità nazionale nel tentativo di sconfiggere l'Isis nella sua principale roccaforte in Libia", ha dichiarato il responsabile per la stampa del Pentagono, Peter Cook. Il governo di accordo nazionale, che ha sede a Tripoli, ha lanciato un'operazione a maggio per riconquistare Sirte, roccaforte dell'Isis e città natale del defunto colonnello Muammar Gheddafi, che le milizie jihadiste controllano da giugno 2015.

La caduta di Sirte, 450 chilometri a est della capitale, sarebbe un duro colpo per l'organizzazione terroristica, che ha inoltre dovuto fronteggiare una serie di pesanti battute d'arresto in Siria e in Iraq. La battaglia per Sirte è costata la vita a 280 combattenti filo governativi e ne ha feriti oltre 1.500. Le forze alleate con il governo di accordo nazionale sono composte principalmente da milizie della Libia occidentale create durante la rivolta del 2011 che ha portato alla caduta di Gheddafi. Il governo di accordo nazionale è il frutto di un'intesa per la condivisione del potere mediata dalle Nazioni Unite e raggiunta a dicembre, ma di fatto deve essere ratificata dal parlamento eletto libico nel lontano est del Paese.

Il generale Mohamed al Ghasri, portavoce delle milizie che partecipano all'operazione militare per la liberazione di Sirte dall'Isis in una telefonata all'genzia di stampa italiana Ansa ha "difeso" l'intervento americano condotto con raid aerei nella citta' costiera, precisando che "e' mirato ad eliminare Daesh, il nemico piu' potente nel Nord Africa". "Chi e' contrario all'intervento Usa sostiene in un modo o nell'altro l'Isis", ha aggiunto, precisando che "dal lancio dell'operazione militare a maggio sul campo di Sirte sono morti 350 miliziani e altri 2.000 sono rimasti feriti". "Dobbiamo proteggere i nostri figli ed il popolo libico che sostiene questa operazione - ha affermato -. Daesh possiede armi sofisticate e per questo motivo dobbiamo chiedere aiuto a chi ha una tecnologia militare che sia in grado di colpire minuziosamente determinati obiettivi".

 


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