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Max Parisi

''LO STATO ISLAMICO STA ALLA BASE DI TUTTI GLI ATTENTATI IN EUROPA. VA NEUTRALIZZATO'' (MONS. PASCAL GOLLNISH - VATICANO)

mercoledì 27 luglio 2016

Non è vero che la Chiesa cattolica capitanata da Bergoglio sia tutta contrita e pacifista, all'insegna del "perdono" degli islamici assassini, ultimi due dei quali hanno sgozzato un prete dentro la sua parrocchia, ieri, in Normandia. E nel caso tutta orientata al "dialogo" con l'islam a qualsiasi costo.

Da questo coro "ecclesiastico-buonista" che fa appello alla preghiera ed alla compassione si distaccano completamente le dichiarazioni del direttore dell'Opera vaticana per i cristiani d'Oriente, monsignor Pascal Gollnisch, il quale, in un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano francese Les Echos, fa - invece - appello alla comunità internazionale perchè "neutralizzi" l'organizzazione dello Stato islamico in Siria e Iraq in quanto, a suo parere, essa è "alla base dei tragici attentati che in questi giorni si sono susseguiti in Europa". 

Quindi, giova ripeterlo, dopo l'attacco islamico a una chiesa di Saint-Etienne du Rouvray in cui un sacerdote è stato ucciso da un terrorista che aveva giurato fedeltà all'isis, monsignor Pascal Gollnisch, che difende gli interessi dei cristiani orientali nella Chiesa cattolica, chiama le autorità internazionali di "neutralizzare" l'organizzazione stato islamico, su cui "sono supportati questi tragici eventi" - ha detto.

Nel corso dell'intervista di Les Echos, viene chiesto a Monsignor Gollnish: "Nel comunicato stampa da lei redatto, si chiede di "neutralizzare lo Stato islamico", quando la maggior parte dei capi della chiesa che hanno parlato, hanno chiamato alla preghiera e compassione. Perché lei no?"

Il quale risponde: "Il mio appello non è ovviamente in contrasto con il loro messaggio di perdono e di amore che condivido. Ma a ogni attentato ci ricordiamo che questi tragici eventi sono supportati dall'organizzazione dello stato islamico. Ed è contro di lei, contro questa organizzazione che dobbiamo agire per porre fine a queste atrocità. Lo stato islamico deve essere neutralizzato. Intanto mi domando: perché le sue reti di comunicazione, tra cui Internet, non sono ancora neutralizzati? Questo è uno dei mezzi attraverso i quali lo stato islamico trasmette la sua propaganda e talvolta l'unico contatto che le persone hanno con esso prima di agire. Inoltre, bisogna chiudere definitivamente il confine turco-siriano attraverso il quale molti jihadisti e candidati jihad passano".

Parole chiare, incisive e molto importanti, queste pronunciate da Monsignor Gollnish, e che ovviamente nessun mezzo di comunicazione in Italia - dove impera oggi un sistema di "informazione" assolutamente controllato da ferrea censura  di ogni voce e notizia scomoda al governo e figuriamoci al papa fillo-islamico Bergoglio - ha inteso riferire all'opinione pubblica.

"Viene detto - continua Monsignor Gollnish -  che l'isis sta perdendo terreno, ma è una perdita relativa. Sulla riva sinistra del Tigri, nella piana di Ninive, non un metro quadrato di questa zona vede più presente un insediamento cristiano. I cristiani sono tutti stati cacciati o uccisi e nessuna comunità precedente all'isis è stata recuperata negli ultimi due anni. Eppure, lo stato islamico in quell'area non rappresenta un notevole potere. Basterebbe un quarto dei 10.000 soldati dell'operazione Sentinel annunciata da Hollande per neutralizzare l'isis in Iraq e Siria".

La chiesa non può "neutralizzare" l'isis. Chi dovrebbe farlo? - viene chiesto ancora a Monsignor Gollnish dal giornalista Gabriel Nedelec di Les Echos.

La risposta: "Come ricordato l'arcivescovo di Rouen, le armi della Chiesa è la preghiera e di fraternità. Non è la guardia del Vaticano che andrà combattere contro i terroristi Daesh. Devono essere le autorità internazionali ad agire. Purtroppo, non sentiamo il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite affrontare il tema. E noi non sentiamo neanche l'Unione Europea. La difficoltà è che lo stato islamico non è uno Stato, ma una organizzazione terroristica. Devi trovare la risposta giusta. Perché non è quella di affrontare tutti i sunniti in Iraq e la Siria. Le popolazioni sunnite sono le prime vittime dei terroristi dello stato islamico".

E' l'ultima domanda di Les Echos a Monsignor Gollnish in questa straordinaria intervista che apre a scenari nuovi anche dentro la Chiesa Cattolica, circa cosa fare con gli islamici assassini in Europa e i loro mandanti dell'isis:  "Qual è secondo lei la risposta della chiesa al colpo ricevuto (con questo omicidio in Normandia)?"

"Penso, soprattutto, il ricordo. Lui è un prete, un fratello prete che è stato massacrato. Siamo crollati, alla notizia. Poi la giustizia deve essere esercitata, ma non solo in Francia. Essa deve inoltre essere esercitata per i yazidi e sunniti che sono stati cacciati fuori dall'Iraq. Quindi in concreto, le chiese anche loro devono essere vigili per la loro sicurezza. Ma soprattutto, la Chiesa deve ora aiutare a mobilitare le persone di buona volontà al fine di portare una visione utile per la società. C'è un laicismo che ci può unire o che ci può disunire. Uno che ci può unire dà spazio a tutti, qualunque sia la confessione religiosa. Questa è la base della nostra società e dei nostri valori comuni. Questo è anche il motivo per cui il precedente attacco islamico ha avuto luogo il 14 luglio. E 'il giorno della nostra festa nazionale e la celebrazione dei valori umani che condividiamo. Questi stessi valori sono condivisi dai cristiani d'Oriente ed è per questo che sono cacciati dalla loro terra".

Straordinario. 

Redazione Milano 


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