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Max Parisi

IL BREXIT HA FATTO DI THERESA MAY LA LEADER D'EUROPA, NON SOLO DELLA GRAN BRETAGNA, E DETTA L'AGENDA ANCHE ALLA GERMANIA

giovedì 21 luglio 2016

BERLINO - Ha destato grande attenzione da parte della politica e dei media di tutta la Germania l'incontro di ieri a Berlino tra la cancelliera tedesca Angela Merkel e il nuovo premier britannico Theresa May. Per la prima volta dal voto dei cittadini britannici a favore all'uscita del paese dalla Ue, la cancelliera tedesca e la sua omonima britannica si sono trovate l'una di fronte all'altra.

L'incontro tra i due capi di governo e' servito a testare l'umore nei rapporti tra Germania e Gran Bretagna all'ombra della Brexit. Le due leader politiche sanno che molto dipendera' dalle loro relazioni personali, perche' alla fine il duo May-Merkel si trovera' in un vertice notturno a Bruxelles a dover cercare un accordo che accontenti tutti e che non abbia nessun perdente. Facile a dirsi, ma molto difficile a farsi, date le condizioni pessime dell'economia e della finanza nella zona euro.

Ma Theresa May  da una posizione di forza e Angela Merkel da una invece di necessità dovranno farlo per ben cinque ragioni: la forza economica dei britannici, il potere d'acquisto del paese nella Ue, il grande mercato del lavoro nel Regno Unito, l'importanza militare della Gran Bretagna e la sicurezza interna.

Il Regno Unito e' la seconda economia d'Europa: senza i britannici il mercato interno della Ue sarebbe ridotto del 15 per cento e perderebbe nel contempo il principale polo finanziario del mondo, che non è come erroneamente si potrebbe pensare la borsa di New York, ma quella di Londra.

Secondo gli esperti di DZ Bank, nel peggiore dei casi, a causa del Brexit, la Germania subira' perdite fino a 45 miliardi di euro fino al 2017 e dopo potrebbe perfino andare peggio, una situazione che non piacera' di certo all'industria tedesca fortemente concentrata sull'export.

Secondo l'Ente di Statistiche federale di Germania, con un giro d'affari di circa 89,3 miliardi di euro, l'anno scorso la Gran Bretagna e' stata il piu' grande mercato di esportazione per le aziende tedesche. La bilancia del commercio estero ammonta a 31 miliardi di euro e piu' di 2.500 aziende tedesche hanno stabilimenti nel Regno Unito, per uno stock di capitale di circa 130 miliardi di euro ed un totale di circa 400 mila dipendenti e collaboratori.

Un crollo o anhe semplicemente una battuta d'arresto negli scambi commerciali e finanziari con la Gran Bretagna, per la Germania significherebbe immediata recessione e tracollo delle banche tedesche, già pericolanti come ad esempio Deutsche Bank e Commerzbank, gravate da una mole gigantesca di derivati in grado di provocarne la bancarotta. 

Per evitare qundi che la situazione già delicata precipiti in uno scontro tra Germania e Gran Bretagna, la cancelliera Merkel, riferisce il quotidiano britannico The Guardian oggi, ha dato il suo appoggio alla decisione della premier Theresa May di non invocare fino all'anno prossimo l'articolo 50 del Trattato di Lisbona per attivare il Brexit, nonostante le pressioni di altri governi europei, come quello francese, ad accelerare il processo di uscita.

In più, facendo inalberare Hollande, la Merkel ha escluso trattative prima dell'avvio formale dell'iter.

"La leader tedesca - scrive il Guardian - ha riconosciuto che la Gran Bretagna ha il diritto e la necessita' di prendersi un momento per cercare di individuare i suoi interessi e non ha escluso un accordo che comprenda libero scambio e controllo dell'immigrazione".

"Dopotutto - ha dichiarato la Merkel - va a nostro vantaggio se il Regno Unito definisce la sua posizione negoziale nei dettagli e con chiarezza e, possibilmente, se delinea chiaramente anche come vede la sua futura relazione con l'Europa". Ha poi aggiunto: "Nessuno vuole che le cose restino in sospeso. Non penso che lo vogliano ne' i cittadini britannici ne' gli Stati membri della Ue. Ma abbiamo tutti l'interesse a che questa faccenda sia accuratamente preparata, le posizioni chiaramente definite e delineate. Penso che sia assolutamente necessario un certo periodo di preparazione".

Queste, invece, le parole di Theresa May: "Voglio collaborare con la cancelliera Merkel e i miei colleghi del Consiglio europeo con spirito costruttivo per far si' che l'uscita avvenga in modo ragionevole e ordinato. Tutti noi abbiamo bisogno di tempo per prepararci a questi negoziati e il Regno Unito non invochera' l'articolo 50 finchè i nostri obiettivi non saranno chiari. Ecco perchè ho già detto che ciò non avverrà prima della fine di quest'anno. Comprendo che questa tempistica non piacerà a tutti, ma penso che sia importante essere chiari su questo adesso".

Nella conferenza stampa finale dopo l'incontro a due, la premier britannica, rispondendo alle domande dei giornalisti sulla decisione di nominare Boris Johnson come segretario agli Esteri, ha difeso la sua scelta e affermato di aver messo insieme una squadra forte. La Merkel ha sottolineato che con chiunque si negozierà, il Regno Unito è un Paese esperto e con grandi risorse diplomatiche.

E su questo, davvero non c'è dubbio.

Redazione Milano


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