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Max Parisi

PUGNO DI FERRO DELLE DESTRE FRANCESI: ESPELLERE TUTTI GLI IMAM, ARRESTARE TUTTI I FONDAMENTALISTI, CHIUDERE LE MOSCHEE

lunedì 18 luglio 2016

PARIGI - Le destre francesi vanno all'attacco del governo socialista del duo Hollande-Valls all'indomani della strage terroristica di Nizza e il via lo ha dato ieri sera Nicolas Sarkozy, intervistato al notiziario delle 20.00 dalla piu' seguita rete televisiva del paese, Tf1.

L'ex presidente ha scandito: "Negli ultimi diciotto mesi non si e' fatto nulla di quello che si doveva fare" nella lotta al terrorismo islamista. L'attuale leader de I Repubblicani (L'ex Ump gollista) ha poi presentato le misure che a suo parere sono indispensabili e vanno attuate immediatamente: espellere tutti gli stranieri sospetti di estremismo islamico, controllare quelli di cittadinanza francese con braccialetti elettronici o rinchiuderli in centri di detenzione amministrativa, ovvero in prigione, chiudere moschee e luoghi di culto musulmani che abbiano legami con l'ideologia salafita ed espellerne gli imam.

Sarkozy infine ha fatto appello agli alleati della Francia in Medio Oriente perche' impegnino le loro truppe di terra contro lo Stato islamico ed ha affermato che in questa "guerra totale" e' necessario allearsi con la Russia.

L'approssimarsi delle primarie della destra "classica" in calendario alla fine del prossimo mese di novembre e l'orizzonte delle elezioni presidenziali e parlamentari del 2017 del resto, scrive il quotidiano progressista "Le Monde", stanno innescando una corsa a chi alza piu' la voce tra i differenti contendenti a diventare candidato ufficiale de I Repubbliani alla corsa all'Eliseo, mentre tutti costoro peraltro vengono incalzati ancora piu' a destra dal Front national di Marine Le Pen.

Tutte e due le destre francesi tentano di ergersi a paladini della "rabbia" dei francesi per i fatti abominevoli di Nizza e in risposta a Sarkozy, il primo ministro Manuel Valls ed il ministro dell'Interno Bernard Cazeneuve in tarda serata hanno pubblicato un lungo comunicato comune: "Nessun governo finora ha fatto tanto per lottare contro i terrorismo", hanno affermato; per poi enumerare tutte le misure decise nell'ultimo anno e mezzo dall'esecutivo socialista ed infine richiamando "la necessita' dell'unita' nazionale".

Tuttavia, secondo il quotidiano economico "Les Echos", il governo socialista in realtà non riesce a trovare una risposta adeguata alla carneficina di Nizza: e' vero che mercoledi' 20 luglio il Parlamento dovrebbe approvare un ulteriore prolungamento dello stato di emergenza e che il presidente Hollande ha deciso di richiamare i riservisti della Gendarmeria nazionale per spalleggiare le esauste forze dell'ordine, ma in vista non c'e' nessun giro di vite sulla sicurezza.

E questo non puo' certo placare la rabbia dei francesi contro gli islamici terroristi che in Francia pullulano e sono liberi organizzare tutti i massacri che vogliono: secondo un sondaggio realizzato dalla societa' di rilevazioni demografiche Ifop per il quotidiano "Le Figaro", ben il 67 per cento dei francesi all'indomani del massacro di Nizza affermano di "non avere alcuna fiducia nel presidente Hollande e nel suo governo per fronteggiare e lottare contro il terrorismo".

La totale perdita di credibilita' dell'esecutivo socialista francese su questo tema cruciale e' ancora piu' bruciante perche' nei quattro precedenti sondaggi realizzati dall'Ifop tra l'8 gennaio 2015 (all'indomani dell'attentato alla redazione di "Charlie Hebdo" e dell'uccisione degli ostaggi nel supermercato ebraico di Parigi) ed il 5 gennaio di quest'anno, la fiducia dei francesi oscillava tra il 49 ed il 51 per cento: in sei mesi dunque il governo ha perso ben 16 punti percentuali.

Il sondaggio ha rivelato anche come meta' degli intervistati ritiene che la Francia sia in guerra, e che addirittura l'81 per cento dei francesi sarebbero pronti ad accettare maggiori controlli di sicurezza ed anche limitazioni delle loro liberta' per sradicare una volta per tutte e qualsiasi prezzo la minaccia stragista islamica dalla Francia. 

Redazione Milano.


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