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Max Parisi

IL FINANCIAL TIMES APRE IL GIORNALE COL PERICOLO IMMEDIATO DI CROLLO DI MPS ASSIEME A TUTTE LE BANCHE ITALIANE

martedì 5 luglio 2016

LONDRA - Si sta configurando nei mercati finanziari un quadro d'azione ostile all'Italia del governo Renzi. A guidare la carica il Financial Times, il più importante quotidiano finanziario europeo, che apre in prima pagina, sia sull'edizione cartacea sia sul sito internet, con la crescente preoccupazione sui mercati finanziari per le banche italiane.

Ieri in Borsa a Milano il Monte dei Paschi di Siena è crollato del 13% ai minimi storici a seguito della richiesta - meglio scrivere: ordine perentorio - della Banca centrale europea di ridurre in tre anni le sofferenze nette dagli attuali 24,2 miliardi a 14,6 miliardi, quindi entro la fine del 2018.

"Dopo il crollo nella capitalizzazione quest'anno - si legge nell'articolo del Financial Times - i banchieri prevedono che al MOnte dei Paschi possa essere richiesto un aumento di capitale in una situazione che sarebbe difficile per la banca".

Ma la preoccupazione dei mercati finanziari si allarga oltre l'istituto senese. "A differenza della Spagna e dell'Irlanda, che furono obbligate ad accettare programmi di salvataggio internazionali quando si rivelarono incapaci di finanziare pulizie multimiliardarie dei rispettivi settori bancari al picco della crisi dell'eurozona, l'Italia - sottolinea il Financial Times - non ha condotto una revisione radicale delle sue istituzioni finanziarie".

E ora "i dirigenti dell'eurozona - si legge ancora - stanno cominciando a preoccuparsi del fatto che le banche italiane potrebbero emergere come l'anello debole nello sforzo, in corso da sei anni, di puntellare la moneta unica europea. La tempesta scatenata nella zona euro dal voto britannico per lasciare la Ue ha sottolineato queste preoccupazioni riportando i riflettori sulle fondamenta ancora incomplete dell'eurozona".

Il Financial Times ribadisce, dopo averlo già scritto lunedì, che il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha inziato a valutare la possibilità di aggirare le nuove regole europee sui salvataggi bancari, il bail in, per salvare il settore bancario con fondi pubblici.

"Renzi - conclude l'articolo del Financial Times - spera di trovare una soluzione di mercato con le banche italiane. Atlante sta per lanciare un fondo sulle sofferenze bancarie nei prossimi giorni che si concentrerà sull'acquisto dei crediti in sofferenza del Monte dei Paschi per un prezzo vicino ai valori di libro, secondo quanto anticipano alcuni banchieri. E come ultima istanza l'Italia potrebbe decidere di iniettare miliardi di euro nelle sue banche per evitare una crisi sistemica sfodando la Ue, dicono fonti vicine ai pensieri del governo".

Tradotto dal linguaggio tecnico usato dal quotidiano economico britannico, questo sta a significare che il governo Renzi verrebbe travolto - e con esso il partito che lo esprime, cioè il Pd, - dal bail in delle banche anche se fosse una sola a crollare: Mps. Infatti, il bail in di Mps produrrebbe una perdita per alcuni miliardi agli obbigazionisti, in massima parte piccoli risparmiatori, e agli azionisti. Inoltre, essendo una banca sistemica, il crollo di Mps causerebbe danni finanziari irreparabili all'intero circuito bancario italiano con ripercussioni terribili su tutte le banche dell'area euro.

Il fatto che Mps sia stata amministrata da decenni da manager nominati direttamente da istituzioni quali la Fondazione e il Comune e la Provincia di Siena controllati da altrettanti decenni dal Pci-Pds-Ds-Pd senza alcuna soluzione di continuità, addosserebbe al partito democratico la diretta responsabilità del tragico dissesto della banca.

Inoltre, proprio la drammaticità degli eventi qua prefigurati porterebbe all'arrivo della Troika - stile Grecia - in Italia e quindi all'esautorazione del governo Renzi - di fatto - rispetto l'intera azione economica pubblica.

Quindi, ed è questo il "pericolo" che sottolinea il Financial Times, il governo Renzi per non finire schiacciato dalla tenaglia Bce-Commissione Ue, potrebbe decidere si far intervenire finanziariamente lo Stato per evitare lo scenario suddetto, ma con questo l'Italia si porrebbe direttamente contro la Ue, violando le regole che sostanzialmente la definiscono, e cioè quelle finanziarie. Questo provocherebbe la rabbiosa reazione sia della Commissione (tedesca) europea, sia dei mercati finanziari di cui fa gli interessi.

Ecco perchè la situazione in cui si trova l'Italia di Renzi nella sostanza è senza una via d'uscita che non sia altamente drammatica per il Paese. Intanto, questa mattina alla Borsa di Milano Mps non è riuscita a fare prezzo in apertura, poi è stata sospesa, poi è stata riammessa segnando -9% che sommato al -13% di ieri ha prodotto una perdita del -22% in un giorno.

Redazione Milano


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