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Max Parisi

DENUNCIA CGIA: ''CREDITI MARCI SALITI A 333,2 MILIARDI E PER L'81% FANNO CAPO AL 10% DELLA CLIENTELA (GRANDI GRUPPI)

sabato 2 luglio 2016

Contrariamente a quanto ha sostenuto Renzi più volte, ovvero che le banche italiane soffrono perchè tanta gente non paga più le rate del mutuo e le piccole e medie imprese non rimborsano i crediti ricevuti, l'80 per cento delle sofferenze bancarie e' in capo ai grandi gruppi societari, ovvero quelli che sono considerati i migliori clienti e costituiscono il 10% degli affidati.

Lo segnala l'Ufficio studi della Cgia sottolineando che i crediti deteriorati costituiscono il principale problema che i nostri istituti di credito stanno vivendo da qualche anno a questa parte. A livello europeo solo Cipro e Grecia presentano una situazione peggiore dell'Italia.

Tra sofferenze, altri finanziamenti deteriorati che si configurano come inadempienze probabili o finanziamenti scaduti/sconfinati, al 31 marzo 2016 la dimensione economica complessiva del credito deteriorato ammontava in Italia a 333,2 miliardi di euro: 196 miliardi di sofferenze lorde, 125,2 miliardi di inadempienze probabili e 12 miliardi di euro di finanziamenti scaduti/sconfinati.

Questa situazione, rileva la Cgia, ha provocato una forte contrazione dei prestiti all'economia reale del nostro Paese, e di mezzo ci va proprio la piccola e media impresa e i privati che vorrebbero comprare casa col mutuo, cioè coloro che rappresentano il vero tessuto produttivo e sono responsabili solo del 20% del disastro crediti marci.

Non essendo in grado di recuperare una buona parte dei prestiti erogati, le banche hanno deciso di non rischiare piu' e hanno chiuso i rubinetti del credito. Solo nell'ultimo anno (aprile 2016 su aprile 2015) gli impieghi alle imprese italiane sono diminuiti di 24,3 miliardi di euro.

A livello regionale le contrazioni piu' significative si sono verificate nel Lazio (-5,6 miliardi di euro) e nel Veneto (-4,9 miliardi). Se poi misuriamo la stretta creditizia a partire dal punto massimo di erogazione del credito, raggiunto a novembre 2011, in quasi 4 anni e mezzo le imprese italiane hanno visto diminuire i prestiti bancari di ben 144 miliardi di euro.

In base a un'elaborazione su dati Banca d'Italia, l'Ufficio studi della Cgia segnala che al 31 marzo scorso l'80 per cento circa dei finanziamenti per cassa era stato erogato dalle nostre banche al primo 10 per cento degli affidati. Per contro, la quota di sofferenze causate dal primo 10 per cento degli affidati e' stato pari a poco piu' dell'81 per cento. 

"Il nostro sistema creditizio e' molto polarizzato - afferma il coordinatore dell'ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo - la migliore clientela, pari al 10 per cento del totale, riceve ben l'80 per cento di tutti gli impieghi erogati dalle banche. Mentre al restante 90 per cento viene erogato solo il 20 per cento del totale dei prestiti. Ma a differenza di quanto ci si dovrebbe attendere, le sofferenze si annidano in grandissima parte tra la migliore clientela. Al primo 10 per cento, infatti, e' riconducibile l'81 per cento del totale delle sofferenze. In buona sostanza questo primo 10 per cento di affidati - costituito quasi esclusivamente da grandi aziende, grandi famiglie e gruppi societari - fa il bello e il cattivo tempo nei rapporti con le banche".

Questa al di là delle farneticazioni di Renzi è la realtà dei fatti.

"Questo 10% - prosegue a dire il responsabile CGIA - sfrutta il suo potere negoziale per ottenere gli impieghi, ma essendo poco solvibile, fa pagare il conto agli altri che, malgrado siano buoni pagatori e costituiscano la stragrande maggioranza della clientela, si sono visti ridurre drasticamente l'offerta creditizia. In altre parole gli artigiani, i negozianti, le piccole imprese a conduzione familiare e in generale tutto il popolo delle partite Iva sono sempre piu' a corto di liquidita', mentre alle poche grandi imprese presenti nel paese viene riservato un trattamento di favore del tutto ingiustificato. Un'anomalia presente solo in Italia che i nostri organismi di controllo del credito dovrebbero avere il coraggio di denunciare".

Un'ulteriore conferma delle conclusioni appena messe in luce, aggiunge la Cgia, emerge dall'analisi dei dati relativi alle sofferenze bancarie per classi di grandezza. Al 31 marzo 2016, il 70 per cento del totale delle sofferenze erano concentrate nelle classi sopra i 500.000 euro che, ovviamente, non possono che essere ascrivibili ad una clientela di grandi dimensioni. Si denota, inoltre, che in termini percentuali le variazioni di crescita maggiori di sofferenze verificatesi nel quinquennio 2011/2016 si sono verificate proprio nelle classi di grandezza piu' alte; vale a dire in quelle riconducibili agli importi di prestito piu' elevati che vengono concessi quasi esclusivamente alla migliore clientela.

Redazione Milano


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