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Max Parisi

I BRITANNICI HANNO DETTO NO ALL'IMPERO UE, QUESTA E' LA VERITA'.

sabato 25 giugno 2016

La Gran Bretagna non ha l'euro, non aderisce al Trattato di Schengen sulla circolazione e il referendum di ieri avra' effetto solo tra due anni, come prevede l'articolo 50 del Trattato di Lisbona. Eppure, ieri le borse sono calate a picco. Nemmeno dopo l'attacco alle Torri Gemelle dell'11 settembre 2001 era avvenuto che Milano perdesse il 12,48%. Cosa sta accadendo, davvero?

Risponde a questa domanda il politologo e storico delle dottrine politiche, Marco Luigi Bassani che insegna alla Facolta' di Scienze Politiche dell'Universita' degli Studi di Milano.

"Innanzi tutto, - esordisce il professor Bassani - andiamoci piano col dire che non e' successo niente e che per due anni le cose rimarranno come sono. Girano molte superficialita', parole come e' solo un referendum consultivo, tutto accadra' fra due anni, non cambia nulla.

In realta', e' gia' accaduto qualcosa di importantissimo: uno dei popoli fondamentali d'Europa, che appartiene a pieno titolo alla storia di questo continente salvandolo piu' di una volta ai tentativi di imperializzazione - da Carlo V a Napoleone a Hitler - ha deciso che l'ultimo e piu' recente tentativo di imperializzazione dell'area europea andava scartato.

Pur essendo profondamente diverso dai precedenti, pur servendosi di strumenti apparentemente democratici la matrice era quella e come tale e' stata rigettata.

Molti, soprattutto a sinistra, hanno letto il voto di ieri come un voto di nostalgia imperiale e volonta' isolazionistica... Restiamo invece ai fatti e non ai desiderata di qualsiasi colore. I fatti dicono che un'istituzione, l'Unione Europea, ha perso la sua sacralita'. Una sacralita' che era stata posta da una sorta di fondamentalismo kantiano, pensiamo agli Altiero Spinelli, ma anche all'eurocrazia di Jacques Delors.

L'Europa era stata posta nella categoria dei valori ultimi, valori che la ponevano in una sorta di limbo dove non poteva essere discussa. Oggi e' caduta dal piedestallo, quindi? Caduta sulla terra, puo' essere discussa e tornare nell'agone delle relazioni umane e delle popolazioni.

L'Unione Europea e' caduta sulla terra. Non intendo dire sia completamente inutile, mi limito a osservare due cose. Primo, attribuire sacralita' a istituzioni artificiali non serve a nulla, perche' nel corso del tempo i nodi vengono al pettine e il pettine si rompe. Secondo, e' l'idea che l'ascia di guerra tra Germania e Francia fosse sepolta per sempre per merito della Ue. Questo e' successo per diecimila altri motivi, non certo perche' c'era questa entita' superiore e sacrale chiamiamo Unione Europea.

Non e' certo l'eurocrazia bruxellese ad aver portato la pace in Europa. La pace in Europa e' derivata da una condizione globale di pace, durata sessant'anni, di cui l'Unione Europea non e' certo stata il fattore decisivo. L'idea del grande spazio europeo gestito da una nuova forma imperiale di carattere democratico kantiano tramonta per sempre proprio oggi.

Questo e' l'inizio di un processo di disgregazione che non avra' piu' fine.  Io mi limito all'analisi e considero che da oggi l'Unione Europea e' passibile di una riflessione pacata ma concreta sui suoi fini e sui suoi destini. Probabilmente sara' utile, questa discussione, anche ai fautori dell'Unione.

L'Italia perde tra i 7 e gli 8 miliardi ogni anno. Da' 18miliardi alla Ue e ne riceve 11, i costi dell'Unione cominciano a essere abbastanza visibili. Questo cambia le cose, finora l'Unione era vista come macchina burocratica disfunzionale, ma non ancora come fattore drenante risorse. Mentre i loro Stati nazionali tassavano a non finire i cittadini, l'Unione Europea regolamentava. Se c'era un vantaggio era questo. Negli Stati Uniti d'America la tassazione era incredibilmente superiore, ma la regolamentazione era inferiore.

Questa differenza negli ultimi anni e' stata quasi interamente azzerata dall'Unione Europea che ha reso l'intero spazio comune interamente regolamentato ma in compenso con una tassazione che, oggi, e' circa il doppio di quella americana. Questo fatto ha creato l'area meno competitiva del pianeta.

Sono 25 anni che quest'area non cresce. La Germania che viene ritenuta un modello o un Paese di successo, ebbene la sua crescita media storica e' dello 0,28% l'anno dal crollo del Muro di Berlino. Ossia nulla.

La domanda è ora: a questo punto torneranno gli Stati nazionali? Sul breve periodo non potranno tornare, perche' tutte e dico tutte le classi dirigenti del continente hanno riposto le proprie speranze nella creazione bruxellese. Non c'e' alcun dubbio che la costruzione europea era il sogno, il paradiso vagheggiato dalla classi dirigenti europee. Quante volte ci siamo sentiti rispondere "ce lo chiede l'Europa, non possiamo far altro". "Adesso, se l'Europa non chiedera' piu' loro nulla come si muoveranno? Come cani senza padrone. Il grande alibi delle classi dirigenti ha reso queste classi dirigenti incapaci di riprendesi in mano la situazione, dopo decenni di retorica europeista.

Certamente ci sara' una disgregazione da un lato, rappresentata dalla fuoriuscita semplice dall'Unione Europea. Dall'altro lato, ci saranno Paesi come la Scozia che entro un anno o due diventeranno indipendenti. La Scozia vuole raggiungere l'Unione Europea e proprio per questo spingera' per l'indipendenza, contrariamente al resto del Regno Uniti. Stanno per innescarsi dei processi a catena causati sia dal polo di aggregazione eventuale dell'Unione Europea sia dalla disgregazione di antichi conglomerati, come il Regno Unito appunto.

Il Muro di Berlino per l'Europa dell'est cadde, appunto, a Berlino. Il Muro dell'Europa contineantale e' crollato proprio dal suo centro, dalla Gran Bretagna. Nel cuore dell'Europa, nella sua piazza finanziaria crolla un nuovo Muro di Berlino.  Nell'Europa occidentale dal 1989 non e' accaduto nulla. Nulla di nulla, calma piatta. Tutto e' accaduto da Trieste agli Urali.

Oggi, invece, inizia un processo di disgregazione irreversibile. L'Unione Europea e' un progetto vecchio, ottocentesco, e' lo spostamento della logica degli Stati nazionali a livello continentale e centralizzato. Ancor piu' centralizzato. Gli eurocrati bruxellesi pensavano all'allargamento interno, accogliendo nel seno dell'Unione il Veneto, la Catalogna. Oggi invece e' accaduto qualcosa di diverso e proprio questa logica inglobante viene a cadere. Ne vedremo delle belle".

Il professor Bassani ha curato un volume, titolato "Attualita' di Gianfranco Miglio"  da pochi giorni in libreria, di Scritti politici di Gianfranco Miglio, il politologo di cui il Professor Bassani e' stato allievo.

"Miglio aveva studiato a fondo questi processi disgregazione. Ci sono testi incredibili di Miglio. Testi che sembrano scritti oggi, non ieri. Nel 1991, Miglio si era reso conto che sarebbero stati i Paesi arabi a diventare la punta di diamante contro l'Occidente capitalistico. Durante la Prima Guerra del Golfo si era reso conto che la prima formazione politica che avrebbe sfidato quelle occidentali sarebbe stato il gruppo dei Paesi arabi. Nessuno aveva capito che cosa stava accadendo nel 1991, tutto veniva declinato come conseguenza o appendice del post-guerra fredda. Lui aveva capito e aveva gia' visto questi fenomeni che per i piu' restavano invisibili.

La lettura di Miglio e' una lettura lucidissima. Legge il suo tempo. La fine del mondo comunista e' letta da Miglio come fine del conflitto politico. Lui si confrontava con quella crisi assoluta dello Stato che e', in fondo, un lungo tramonto senza fine. Le bestie giuridiche di cui si e' circondato lo Stato moderno non stanno piu' in piedi. Nessuno, dopo il referendum di ieri, puo' piu' negare che il Re o lo Stato sia completamente nudo di fronte alla realta' della cose".

Redazione Milano


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