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Max Parisi

LE MONDE DENUNCIA: ''CHE FINE HA FATTO L'IMMENSO TESORO DI GHEDDAFI ALL'ESTERO? PERCHE' NON VIENE RESO AL POPOLO LIBICO?''

venerdì 17 giugno 2016

LIBIA - Cinque anni dopo la rivolta popolare del 2011 in Libia, paravento per nascondere in realtà l'aggressione alla Libia perpetrata principalmente dalla Francia di Sarkozy e dalla Gran Bretagna (con alle spelle l'amministrazione Obama) che volevano eliminare Gheddafi pensando con questo di mettere le mani sulle immense ricchezze petrolifere libiche, non un centesimo del tesoro nascosto all'estero da Gheddafi e' stato restituito alle autorita' libiche, ovvvero al governo "riconosciuto" da Onu e Ue, ma evidentemente "inadatto" a tornare in possesso di quell'immenso tesoro.

Curioso, vero? I "salvatori" europei (e americani) del popolo libico hanno rubato i beni del popolo libico.

Non che l'attuale governo - riconosciuto anche dall'Italia - non abbia tentato, scrive sul quotidiano francese "Le Monde" il caporedattore del settimanale "Jeune Afrique" Seidik Abba: ma la caccia alle ricchezze investite per quarant'anni in tutto il mondo dal defunto Gheddafi si e' finora rivelata infruttuosa.

I paesi che subito dopo il rovesciamento del regime avevano annunciato la pronta restituzione di quei fondi, strada facendo hanno perso - per così dire... - entusiasmo: e, a giustificazione della loro reticenza, oggi citano il timore che quei soldi possano finire in cattive mani a causa dell a perdurante instabilita' della Libia.

Dietro questa argomentazione di apparente buon senso, scrive Abba sul "Monde", si nascondono però altri motivi: innanzitutto l'importanza delle somme in gioco. In assenza di libri contabili accurati, si stima che ammontino tra i 100 ed i 400 miliardi di dollari (da 90 a 360 miliardi di euro) i fondi piazzati da Gheddafi in Sudafrica, Stati Uniti, Italia, Svizzera e Gran Bretagna e senza contare gli investimenti immobiliari a Parigi, le immense estensioni di terreni acquistati lungo il Fiume Niger, gli hotel del gruppo Laico e quello a Timbuctu' in Mali. E chissà cos'altro ancora.

Secondo il giornalista africano, a far luce sulla reale estensione del "tesoro" di Gheddafi potrebbero essere essenzialmente due persone: l'ex capo dei servizi segreti Moussa Koussa, che oggi vive da milirdario nel Golfo Persico dopo aver soggiornato per un certo periodo, sembre da nababbbo, a Londra, e soprattutto l'ex capo del gabinetto ristretto di Gheddafi, Bechir Salah.

Era lui infatti a controllare i fondi sovrani libici, a cominciare dal fondo Libyan Investment Authority (Lia): la Francia nel 2011 ne organizzò, per "servizi resi alla Nazione", l'esfiltrazione (cioè la fuga protetta dai servizi segreti francesi) dalla Libia verso la Tunisia e poi lo ha accolto a Parigi prima di "incoraggiarlo" a partire per altre destinazioni con tutto il suo carico di segreti. Oggi costui vive indisturbato in Sudafrica.

In conclusione, secondo Sedik Abba l'importanza delle somme in gioco spinge i Paesi che le ospitano a non offrire alcuna collaborazione alla loro restituzione al popolo libico, e nonostante il fatto che in questo momento la Libia ne avrebbe estremo bisogno, i piu' ottimisti ormai ritengono che solo una piccolissima parte di quell'enorme tesoro nascosto tornera' ai suoi legittimi proprietari. 

Ora, alla luce di questa circostanziata denuncia di Le Monde, una domanda si pone: il governo Renzi che intende fare, come intende procedere rispetto l'immenso tesoro di Gheddafi in Italia? Si tratta di rilevantissime partecipazioni di capitale in banche, compagnie industriali e molto altro ancora. 

Cosa vuol fare, il governo Renzi? Tacere e depredare il popolo libicho delle sue legittime proprietà in Italia? 

Redazione Milano.


LE MONDE DENUNCIA: ''CHE FINE HA FATTO L'IMMENSO TESORO DI GHEDDAFI ALL'ESTERO? PERCHE' NON VIENE RESO AL POPOLO LIBICO?''


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